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Tumore esofago: sintomi, cause e prevenzione

26 Aprile 2021 | Autore:
Tumore esofago: sintomi, cause e prevenzione

Segnali, diagnosi, fattori di rischio, alimentazione e casi giurisprudenziali.

Ultimamente, tuo nonno lamenta una certa difficoltà nella deglutizione. Non riesce proprio ad ingoiare gli alimenti. Pertanto, ha iniziato a mangiare soltanto pasti prevalentemente liquidi (come brodini, creme, vellutate, frullati, yogurt). Di conseguenza, in men che non si dica, ha iniziato a perdere peso. Inoltre, ti ha spiegato che avverte un senso di stanchezza più marcato del solito e percepisce un fastidioso dolore toracico. Ti sei rivolto immediatamente al suo medico curante. Dopo averlo visitato, il sanitario sospetta che potrebbe trattarsi del tumore dell’esofago, ma prima di giungere a qualsiasi conclusione bisogna procedere ad alcuni accertamenti diagnostici.

Come avviene la diagnosi di tumore dell’esofago? Il paziente deve essere sottoposto all’esofago-gastroscopia, comunemente conosciuta come gastroscopia. Si tratta di un esame mirato che consente di riconoscere la presenza di un’eventuale lesione, localizzarne la sede esatta nel tratto esofageo ed effettuare un prelievo del tessuto. Dopodiché, occorre fare ulteriori accertamenti per valutare la possibile estensione del tumore. Si ricorre pertanto alla Tac dell’addome e del torace con mezzo di contrasto e all’ecoendoscopia (che permette di studiare i tessuti limitrofi). Per analizzare l’eventuale presenza di metastasi a distanza, si procede alla Tac-pet.

Turbato dalle condizioni di salute di tuo nonno, ormai anziano, e dell’esito della neoplasia, vorresti avere maggiori informazioni sul tumore dell’esofago: sintomi, cause e prevenzione.

Devi sapere che nella fase iniziale, questa forma di neoplasia non dà segni della sua esistenza; solo quando si trova in uno stadio già avanzato, il segnale più chiaro e ricorrente consiste nella difficoltà a deglutire gli alimenti e, nei casi più gravi, nella difficoltà ad ingoiare persino l’acqua. Questo sintomo può essere accompagnato da altri campanelli d’allarme come inappetenza, malnutrizione e conseguente perdita di peso, disidratazione, astenia (una sensazione di stanchezza generale), calo o alterazione del tono di voce, dispnea (cioè la difficoltà a respirare), dolore toracico, dolore alla bocca dello stomaco, nausea, raucedine, cefalea, vomito, sangue nelle feci. Questi sintomi compaiono a seguito della diffusione del tumore dell’esofago ad altri organi e tessuti.

Per saperne di più sull’argomento, prosegui nella lettura del mio articolo. A seguire, troverai l’intervista al dr. Mario Coco, responsabile della nutrizione clinica ed oncologica dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. Dopo l’intervista allo specialista, ti parlerò di due interessanti casi portati all’attenzione della Corte dei Conti e della Corte d’Appello di Genova.

Quali sono i sintomi del tumore dell’esofago?

Nella grande maggioranza dei casi, ancora prima dell’operazione chirurgica, in questi pazienti si riscontra un grado di malnutrizione, in quanto non possono assumere alimenti. Addirittura, nei casi più gravi, emerge anche una condizione di disidratazione dal momento che questi pazienti non riescono ad assumere neanche l’acqua.

Pertanto, la classica sintomatologia è legata alla difficoltà di deglutizione. Questo è il primo sintomo inevitabile di questa forma di neoplasia. Insieme a quello stomaco, questo tipo di tumore dà segni chiari della sua presenza.

Quali sono le cause del tumore dell’esofago?

I concetti sono gli stessi per tutti i tipi di tumore. Si parte da una predisposizione genetica e da una causa “ambientale” che contribuisce a tutti gli effetti a fare in modo che questo tipo di patologia possa progredire.

Poi, il tumore dell’esofago è anche legato alla familiarità. In ogni caso, il fumo rappresenta un fattore di rischio importante. Inoltre, ci tengo a ricordare che atteggiamenti alimentari squilibrati fanno sì che questo tipo di predisposizione genetica possa trasformarsi in una neoplasia.

Quali sono i comportamenti alimentari squilibrati?

Mi riferisco, ad esempio, al consumo di prodotti industriali e all’uso dell’olio extravergine di oliva di scarsa qualità. C’è un aspetto interessante che ci tengo a sottolineare. L’olio viene adoperato da tutta la popolazione, ma nella mia esperienza soltanto due pazienti su dieci usano un olio extravergine di oliva di buona qualità. Purtroppo, siamo costretti a constatare che il concetto di sana alimentazione è molto lontano da tutti i pazienti dei paesi industrializzati.

Perché è importante mantenere un peso corporeo ragionevole?

La letteratura scientifica mette il peso in eccesso come fattore primario di rischio per tutte le patologie cronico-degenerative.

Come avviene la diagnosi di tumore dell’esofago?

Questa patologia è molto difficile da diagnosticare perché potrebbero anche verificarsi dei piccoli polipetti alle corde vocali o delle condizioni che non hanno le caratteristiche della progressione neoplastica. Quindi, si tratta di una diagnosi difficile da sviluppare nelle fasi iniziali. In ogni caso, anche in forma lieve, il tumore dell’esofago si manifesta attraverso la difficoltà a deglutire, un limite che impedisce al paziente di alimentarsi in maniera corretta.

Quali sono gli alimenti indicati e controindicati in caso di tumore dell’esofago?

Gli alimenti che rientrano nella dieta mediterranea hanno una funzione protettiva. Pertanto, consiglio il consumo di olio extravergine di oliva, legumi, prodotti lattiero-caseari, prodotti integrali di buona qualità. Per contrastare la malnutrizione, è bene assumere proteine nobili provenienti dalla carne, dal pesce e dalle uova.

Come intervenire in caso di malnutrizione?

In una condizione di malnutrizione conclamata, c’è bisogno di prevedere un’onco-integrazione giusta. Un capitolo della scienza ancora molto incerto. Nel nostro Sistema sanitario nazionale (Ssn) non c’è una strada chiara. Spesso, si dà un’integrazione in termine di pasti sostitutivi liquidi, un’integrazione di multivitaminici, un’integrazione di ferro e un’integrazione di vitamina B. Tutto questo per compensare il fatto di non riuscire a seguire il paziente in maniera costante. Questo concetto è ancora più confuso di quello che sembra.

Purtroppo, si tende a dare tanto dal punto di vista dell’integrazione e, poi, in realtà, questa strada non ha alcun significato sul piano clinico e a livello scientifico. Il problema è che non ci sono le figure per seguire questi pazienti dal punto di vista alimentare.

In questi casi, a chi deve rivolgersi il paziente oncologico?

Il mio suggerimento è rivolgersi a personale altamente specializzato in nutrizione clinica, chirurgica ed oncologica. Questo è il vero goal delle persone che cercano una ripresa metabolica e non quello di affidarsi ad integrazioni oppure a presidi alternativi.

È possibile prevenire il tumore dell’esofago?

Essenzialmente, bisogna cercare di condurre uno stile di vita sano e avere una corretta educazione alimentare sin dall’adolescenza. Questo è un grosso limite della nostra generazione. È vero che di solito questo tipo di neoplasia si manifesta in tarda età, ma è anche vero che la nostra generazione è ancora più confusa rispetto alle precedenti sul concetto di prevenzione e di sana alimentazione.

Tumore dell’esofago: giurisprudenza

Dopo averti fornito maggiori informazioni sul tumore dell’esofago nell’intervista al dr. Mario Coco, a seguire ti parlerò di due interessanti casi sottoposti all’attenzione della Corte dei Conti e della Corte d’Appello di Genova.

Tumore all’esofago e abuso di sigarette

In un caso analizzato dalla Corte dei Conti [1], i giudici hanno stabilito che deve escludersi il rapporto eziologico fra una letale neoplasia all’esofago e una pregressa affezione polmonare dipendente, soprattutto in presenza della comprovata e prolungata presenza dell’azione di una causa esterna al servizio, quale l’abuso di sigarette.

Decesso del lavoratore e rendita di reversibilità

In caso di decesso del lavoratore titolare di rendita da malattia professionale, il coniuge superstite ha diritto al riconoscimento di una rendita di reversibilità? Sì, qualora tra l’originaria patologia e la morte del titolare del trattamento sussista un nesso di causalità idoneo a contribuire, come concausa, al decesso e quindi a determinarne l’anticipazione.

Nel caso esaminato dalla Corte d’Appello di Genova [2], l’appellante aveva impugnato la sentenza di rigetto della sua domanda per ottenere la rendita ai superstiti e l’assegno funerario connessi alla morte del coniuge, titolare della rendita da malattia professionale (si trattava di silicosi). Per l’appellante, il decesso era legato alla malattia professionale.

In prima battuta, il giudice di prime cure aveva recepito acriticamente la valutazione non motivata del consulente tecnico d’ufficio (ctu) il quale aveva addebitato la morte ad un carcinoma esofageo. Al contrario, l’appellante sosteneva la sussistenza di un nesso di causalità tra malattia e morte del consorte. In particolare, la donna sosteneva che, a causa dello stato respiratorio di quest’ultimo, non si era potuto intervenire chirurgicamente sull’apertura dei bordi di una ferita intestinale causata da un precedente intervento volto a riparare la perforazione acuta delle viscere determinata dalla dislocazione di uno stent esofageo.

Pertanto, a fronte delle deduzioni esposte dall’appellante, è emerso come il ctu e il giudice di prime cure, avendo esaminato con attenzione la documentazione agli atti ed il certificato di morte del de cuius, avevano ravvisato la causa iniziale del decesso nella neoplasia all’esofago, quella intermedia nella perforazione intestinale e quella terminale in peritonite stercoracea, sepsi, cachessia neoplastica, escludendo la rilevanza anche sul piano concausale della silicosi di cui era affetto il defunto.

Gli argomenti contrari dell’appellante erano stati talmente soggettivi e generici da non contraddire la valutazione dell’ausiliario qualificato del giudice. Inoltre, in base alla copia della cartella clinica prodotta, non si era provveduto ad ulteriori manovre terapeutiche per lo stato terminale del paziente e non già per la situazione polmonare. Infine, l’appello è stato rigettato.


note

[1] Corte Conti, (Sardegna) sez. reg. giurisd. n.150 del 23.03.1995.

[2] Corte d’Appello Genova, sez. L, civ., sent. n. 218 del 16.05.2014.

Autore immagine: depositphotos.com


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1 Commento

  1. La corretta alimentazione ed il movimento costante sono gli strumenti di prevenzione contro l’insorgenza di numerose patologie e anche disturbi. Inoltre, lo sport può essere un ottimo antidoto contro la depressione, l’ansia e altri disturbi dell’umore. Praticando un’attività sportiva si rilasciano le endorfine ed i benefici li conosciamo tutti. Poi, per quanto riguarda il tumore dell’esofago, come anche quello della bocca e dello stomaco, è fondamentale seguire una dieta corretta, sana ed equilibrata. Informazioni esaustive e complete

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