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Qual è lo stipendio di un bidello?

26 Aprile 2021
Qual è lo stipendio di un bidello?

La retribuzione del personale Ata è fissata dal Ccnl Istruzione e Ricerca.

Vorresti lavorare come collaboratore scolastico all’interno di una scuola. Ti chiedi qual è il trattamento retributivo spettante ai lavoratori assunti per lo svolgimento di queste mansioni.

Sono molti gli italiani che vorrebbero lavorare all’interno delle scuole come collaboratori scolastici.

La gran parte di coloro che aspirano a diventare personale Ata si chiede: «Qual è lo stipendio di un bidello?». Per quanto concerne il trattamento retributivo dei collaboratori scolastici occorre fare riferimento al contratto collettivo nazionale Istruzione e Ricerca che determina i minimi salariali che devono essere riconosciuti ai lavoratori assunti con mansioni di bidello.

Cosa fa un bidello?

All’interno degli istituti scolastici è sempre stata presente la figura del bidello che, attualmente, sulla base della nuova classificazione del personale prevista nel comparto scolastico, viene definito collaboratore scolastico. Si tratta di una delle figure professionali che fanno parte del cosiddetto personale Ata, vale a dire, il personale amministrativo e tecnico che opera nelle scuole e che non ha una funzione di docenza.

Il bidello non svolge attività didattica ma attività di supporto alla didattica attraverso una serie di servizi, tra cui:

  • la pulizia dei locali scolastici;
  • il controllo degli studenti nel momento della ricreazione oppure nei momenti di assenza del personale docente;
  • la verifica della corretta tenuta dei locali della scuola;
  • il controllo sulle presenze: in particolare, il bidello impedisce alle persone non autorizzate di entrare nel plesso scolastico.

Oltre a tali funzioni, il bidello deve anche segnalare al dirigente scolastico eventuali situazioni di pericolo, che possono riguardare, ad esempio, la struttura della scuola o situazioni pericolose per la sicurezza degli studenti.

Inoltre, il collaboratore scolastico deve anche occuparsi dello stato del materiale didattico e di programmare la sua sostituzione nel corso del tempo.

Quanto guadagna il bidello?

Nel nostro ordinamento, la retribuzione dei lavoratori viene determinata dalle tabelle salariali previste dai contratti collettivi di settore. I Ccnl prevedono, sulla base del livello di inquadramento del lavoratore, quali sono gli stipendi minimi che devono essere erogati al dipendente. Le parti del rapporto di lavoro, tuttavia, possono decidere di riconoscere al lavoratore una retribuzione diversa, attraverso l’erogazione di un superminimo individuale. Tale possibilità non è prevista nel comparto pubblico dove la retribuzione dei dipendenti è quella fissata dal Ccnl di comparto.

Nel caso dei bidelli, è il contratto collettivo nazionale di lavoro Istruzione e Ricerca a fissare i minimi salariali che devono essere riconosciuti ai lavoratori assunti con mansioni di collaboratore scolastico.

Il Ccnl in vigore dal 2018 prevede che il collaboratore scolastico abbia diritto ad una retribuzione commisurata agli anni di anzianità di servizio.

In particolare, sono previste per il collaboratore scolastico, 6 fasce salariali a seconda degli anni di servizio:

  • tra 0 e 8 anni: stipendio lordo mensile pari ad euro 1.390,21;
  • tra 9 e 14 anni:  stipendio lordo mensile pari ad euro 1.503, 78;
  • tra 15 e 20 anni: stipendio lordo mensile pari ad euro 1.586,38;
  • tra 21 e 27 anni: stipendio lordo mensile pari ad euro 1.668,72;
  • tra 28 e 34 anni: stipendio lordo mensile pari ad euro 1.730,32;
  • dai 35 anni in su: stipendio lordo mensile pari ad euro 1.774,81.

Per quanto concerne il numero di mensilità di stipendio il Ccnl prevede l’erogazione a favore del bidello di 13 mensilità di retribuzione. Ne consegue che le predette somme devono essere moltiplicate per 13 al fine di determinare lo stipendio lordo annuale.

Come si diventa bidello?

Il collaboratore scolastico è un dipendente della Pubblica Amministrazione e, come tale, per essere assunto deve superare una selezione pubblica di natura concorsuale.

Chi vuole diventare collaboratore scolastico deve, quindi, verificare i bandi indetti dal ministero dell’Istruzione per il personale Ata e partecipare alle relative procedure concorsuali.

Di fatto, è impossibile pensare di diventare sin da subito bidello a tempo indeterminato. Infatti, per prima cosa, l’aspirante bidello deve fare domanda di inserimento nella lista della graduatoria di terza fascia che riguarda le supplenze. Sulla base delle necessità contingenti, il dirigente scolastico potrà chiamare i bidelli iscritti nella lista per coprire turni di supplenza giornaliere oppure annuali. Solo dopo aver accumulato un certo numero di supplenze, si potrà aspirare ad essere stabilizzati.

Per quanto concerne i requisiti, chi vuole diventare bidello deve essere in possesso di un diploma oppure, in alternativa, di una qualifica triennale.



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3 Commenti

  1. Non pensavo che lo stipendio di un bidello fosse così alto. Eppure, non lavorano mica tutto il giorno. Sicuramente, conoscendo questi numeri, saranno stati in molti a fare la richiesta per mettersi in graduatoria visto che ultimamente c’era la possibilità di presentare la domanda per il personale ATA.

    1. “Stipendio cosi alto”? Mi spiace deluderla. Intanto si parla di stipendi lordi e anche i bidelli pagano le tasse, il che riduce di un terzo le somme indicate. Fanno 36 ore alla setimana come tutti i dipendenti statali. Lei Filippo, non ha idea di quali responsabilità siano attualmente a carico dei bidelli che, per la precisione, si chiamano collaboratore scolastici. Certo tutti vorrebbero fare i bidelli ma le garantisco che non è un lavoro comodo o facile o nullafacenti.

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