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Governo: possibili dimissioni di Conte prima della fiducia

16 Gennaio 2021 | Autore:
Governo: possibili dimissioni di Conte prima della fiducia

Il premier non ha ancora i numeri al Senato per la maggioranza assoluta: ecco il suo piano per guadagnare altro tempo.

Serve tempo. E il tempo sta per scadere senza ottenere i risultati desiderati, cioè le adesioni sufficienti per avere la maggioranza assoluta al Senato. Per questo Giuseppe Conte è tentato di «forzare il sistema» per guadagnare ulteriore tempo con l’ultima disperata mossa: presentarsi lunedì alla Camera per le annunciate comunicazioni, incassare la fiducia di Montecitorio (fattibile), uscire dalla Camera e andare dritto al Quirinale per dimettersi prima di sottoporsi all’esame di Palazzo Madama.

In questo modo, Conte spera di ottenere dal Capo dello Stato l’incarico per trovare una nuova maggioranza. Che è esattamente quello che sta cercando di fare adesso, solo che in una corsa contro il tempo. Corsa che, dopo essere passato dal Colle, non sarebbe così affannosa. Guadagnerebbe altro tempo, appunto.

I lavori in corso a Palazzo Chigi, con la raccolta dei «costruttori» che cominciano ad arrivare alla spicciolata nel nuovo gruppo parlamentare Maie-Italia 23 guidato dal sottosegretario Riccardo Merlo, vanno a rilento. Mancano appena tre giorni al voto di fiducia al Senato e i numeri ancora non ci sono. C’è chi spera di incassare il sì in Aula pur non avendo la maggioranza assoluta, ma sembra più una chimera che una possibilità concreta: se anche così fosse, ad ogni passaggio parlamentare si rischierebbe il ribaltone. Impossibile pensare di «campare» così fino al 2023, con una pandemia da superare e con una pesante crisi economica da risolvere.

All’alba di oggi, i numeri dicono che i senatori su cui può sicuramente contare il premier sarebbero 150. Ne servono 161 per la maggioranza assoluta. Al fianco di Conte, si schierano i 92 senatori del Movimento 5 Stelle, i 53 del Partito Democratico, gli 8 dell’Autonomia e 15 del Gruppo Misto (6 di Leu, 5 di Maie ed altri 4, tra cui qualche senatore a vita). In altre parole: la maggioranza che Conte ha sempre avuto ad eccezione di Italia Viva.

A questi si potrebbero aggiungere altri tre del Gruppo Misto che, finora, hanno votato contro il Governo, ovvero i tre dissidenti del Movimento 5 Stelle Campolillo, Giarrusso e De Falco. I «costruttori» del premier tentano in queste ore di aggiungere altri tre mattoni al muro di sicurezza attorno a Conte, cioè quelli dell’Udc che oggi sono sotto l’ala di Forza Italia. Qualcuno di loro ha lasciato la porta aperta a questa ipotesi. Così saremmo a 156. Ne mancherebbero ancora 5. Se non dovessero saltare fuori, Conte potrebbe sperare di ottenere comunque la fiducia grazie all’annunciata astensione di Italia Viva, che lascerebbe l’opposizione ad un massimo di 146 voti, numero inferiore di quello più basso che la maggioranza otterrebbe di sicuro.

Torniamo, però, al punto di partenza: il Governo dovrebbe andare avanti con una maggioranza relativa al Senato, ipotesi non solo troppo rischiosa ma anche sgradita sia allo stesso premier sia a Sergio Mattarella che, come Conte, vorrebbe un Esecutivo solido. Altrimenti, tanto vale andare al voto.

Ed è in questo contesto che Conte sta valutando il piano B, cioè quello di andare lunedì (se non addirittura durante il weekend) al Colle per consegnare le dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica in cambio dell’incarico per trovare un appoggio ad un nuovo Governo. Insomma, in questo clima di «costruttori», che qualcuno ha già battezzato di «edilizia politica», l’intenzione del premier appare evidente: fare a Palazzo Chigi i necessari lavori di ristrutturazione che portino al miglioramento del clima politico e all’assestamento antisismico contro ulteriori scosse per ottenere il superbonus del Conte-ter. Con l’asseverazione di un «tecnico abilitato» come Mattarella.



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1 Commento

  1. A tutti i costi,anche a quello di affondare l’economia e la vita sociale e la salute mentale degli italiani il Peppino la poltrona non la molla,vuole incassare tanti €€€€€ prima di mollare e dopo che avrà affondato il paese.

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