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Plagio e contraffazione diritto d’autore

28 Aprile 2021 | Autore:
Plagio e contraffazione diritto d’autore

Cosa rischia chi si appropria dell’opera dell’ingegno altrui? Quali sono le differenze tra plagio e contraffazione?

Il diritto d’autore disciplina le opere dell’ingegno, cioè le opere creative frutto dell’applicazione intellettuale di una persona. Secondo l’ordinamento giuridico, dunque, non solo le cose materiali (case, auto, ecc.) ma anche i beni immateriali (una composizione musicale, ecc.) sono meritevoli di tutela e protezione. Il diritto d’autore serve non solo a riconoscere quanto spetta al creatore dell’opera, ma anche a tutelare quest’ultima da pericolosi tentativi di appropriazione illegittima. Con questo articolo ci occuperemo del plagio e della contraffazione nel diritto d’autore.

Sin da subito, possiamo anticipare che plagio e contraffazione, pur essendo ambedue condotte illecite, non sono la stessa cosa: seppur sottile, tra le due condotte c’è una sostanziale differenza, che analizzeremo nel prosieguo di questo articolo. Di plagio si sente spesso parlare a proposito delle canzoni e di altre opere musicali; la contraffazione, invece, sembra essere più diffusa in altri settori, come ad esempio quello della moda, degli accessori per uomo e donna, ecc. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: ti basteranno cinque minuti per trovare le risposte che cerchi.

Diritto d’autore: cos’è e come funziona?

Come anticipato in premessa, il diritto d’autore è costituito dall’insieme delle norme che tutelano il prodotto dell’ingegno di una persona.

La tutela fornita dal diritto d’autore si muove lungo due direzioni:

  • il riconoscimento della paternità dell’opera (cosiddetto diritto morale d’autore);
  • il diritto a sfruttare economicamente l’opera stessa (diritto patrimoniale d’autore).

In pratica, il diritto d’autore tutela le opere dell’ingegno in un duplice senso: garantendo al proprio creatore il riconoscimento della paternità dell’opera e, allo stesso tempo, assicurandogli lo sfruttamento economico della stessa.

Il diritto d’autore si acquista automaticamente nel momento stesso in cui nasce l’opera. Ciò significa che, se ad esempio scrivi una canzone o un romanzo, nel momento in cui il tuo lavoro è terminato (o, comunque, assume una forma di espressione intellettuale compiuta) puoi già definirti un autore tutelato a tutti gli effetti, a prescindere dalla pubblicazione o meno dell’opera.

Pertanto, il diritto d’autore nasce nel momento in cui viene alla luce l’opera dell’ingegno, a prescindere da ogni concreta utilizzazione, pubblicizzazione o iscrizione nei pubblici registri (ad esempio, alla Siae). Non occorre nessun attestato o riconoscimento formale: i diritti d’autore su di un’opera nascono insieme alla stessa.

Opere dell’ingegno: cosa sono e quali sono?

Le opere creative del diritto d’autore non vanno confuse con le invenzioni industriali protette dal brevetto: pur essendo entrambe creazioni intellettuali, mentre le prime riguardano l’ambito culturale (la letteratura, la musica, il cinema, ecc.), le seconde sono quelle creazioni innovative e originali in grado di risolvere un problema tecnico e contribuire al progresso.

Secondo la legge sul diritto d’autore [1], sono protette tutte le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.

Dunque, rappresentano opere dell’ingegno tutelate dal diritto d’autore contro il plagio e la contraffazione:

  • le opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche, religiose, tanto se in forma scritta quanto se orale;
  • le opere e le composizioni musicali, con o senza parole, le opere drammatico-musicali e le variazioni musicali costituenti di per sé opera originale;
  • le opere coreografiche e pantomimiche (teatrali, di danza, ecc.);
  • le opere della scultura, della pittura, dell’arte del disegno, della incisione e delle arti figurative similari, compresa la scenografia;
  • i disegni e le opere dell’architettura;
  • le opere dell’arte cinematografica, muta o sonora, sempreché non si tratti di semplice documentazione;
  • le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo a quello della fotografia;
  • i programmi per elaboratore, in qualsiasi forma espressi purché originali quale risultato di creazione intellettuale dell’autore;
  • le banche di dati intese come raccolte di opere, dati o altri elementi indipendenti sistematicamente o metodicamente disposti ed individualmente accessibili mediante mezzi elettronici o in altro modo;
  • le opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico.

Plagio nel diritto d’autore: cos’è?

Il plagio è l’illecito che commette chi si appropria dell’opera altrui spacciandola per propria.

Secondo la giurisprudenza [2], si ha plagio quando si verifica l’illegittima appropriazione della paternità dell’opera e dei suoi elementi creativi. In tali ipotesi, sussiste la violazione sia del diritto morale d’autore che del diritto di utilizzazione economica.

Detto in altri termini, il plagio è la falsa attribuzione della paternità di un’opera dell’ingegno, in qualsiasi tempo dalla sua creazione.

Ciò vuol dire che si può commettere plagio anche molti anni dopo la realizzazione dell’opera, considerando che, secondo la legge sul diritto d’autore [3], indipendentemente dai diritti esclusivi di utilizzazione economica dell’opera e anche dopo la cessione dei diritti stessi, l’autore conserva il diritto di rivendicare la paternità dell’opera stessa in qualsiasi tempo.

Contraffazione nel diritto d’autore: cos’è?

Sempre secondo la sentenza citata nel paragrafo precedente, si ha contraffazione qualora la violazione del diritto d’autore consiste nello sfruttamento illecito dei soli diritti economici dell’autore (sia quando l’opera originale venga utilizzata abusivamente senza alcuna modifica, sia quando la stessa venga modificata dal contraffattore), ma rispettando il diritto di paternità dell’opera.

In pratica, con la contraffazione si ricava un’utilità dall’illecito sfruttamento dell’opera altrui, anche senza procedere a modifiche di quest’ultima. Ad essere violato è solamente il diritto d’autore patrimoniale, non morale.

Detto ancora in altri termini, la contraffazione è la violazione dei diritti economici di sfruttamento dell’autore (riproduzione, pubblicazione, diffusione, elaborazione abusive, ecc.) finché tali diritti sussistono (attualmente, per settant’anni dopo la morte dell’autore).

Secondo la giurisprudenza, dunque, la contraffazione può consistere tanto nella condotta di chi, appropriandosi ad esempio di un dipinto di altri, lo metta in mostra o lo venda per ricavarci del denaro, tanto la condotta di chi invece modifica l’opera altrui traendone comunque un guadagno: si pensi all’editore che modifichi il romanzo del suo autore.

Plagio-contraffazione: cos’è?

Infine, si ha plagio-contraffazione quando l’opera viene riprodotta illecitamente ed attribuita ad un soggetto diverso dal suo autore. In pratica, il plagio-contraffazione viola sia il diritto d’autore morale che quello patrimoniale.

Tizio si appropria del romanzo di Caio, lo modifica e lo pubblica a proprio nome.

Plagio e contraffazione: differenze

Alla luce di quanto detto sinora, possiamo affermare che può sussistere:

  • contraffazione senza plagio (ad esempio, quando si mette in vendita l’opera dell’ingegno altrui senza averne diritto);
  • plagio senza contraffazione, appropriandosi integralmente dell’opera altrui e spacciandola per propria;
  • plagio e contraffazione insieme, quando si “ruba” l’opera altrui immettendola sul mercato a proprio nome e ricavandone un guadagno.

Plagio e contraffazione: come sono puniti?

Il plagio e la contraffazione costituiscono entrambi reato.

Secondo la legge sul diritto d’autore, è punito con la multa da 51 a 2.065 euro chiunque, senza averne diritto, a qualsiasi scopo e in qualsiasi forma:

  • riproduce, trascrive, recita in pubblico, diffonde, vende o mette in vendita o pone altrimenti in commercio un’opera altrui o ne rivela il contenuto prima che sia reso pubblico, o introduce e mette in circolazione nello Stato esemplari prodotti all’estero contrariamente alla legge italiana;
  • mette a disposizione del pubblico, immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un’opera dell’ingegno protetta, o parte di essa.

La pena è della reclusione fino ad un anno o della multa non inferiore a 516 euro se i fatti di cui sopra sono commessi sopra una opera altrui non destinata alla pubblicità, ovvero con usurpazione della paternità dell’opera (cioè, con plagio) [4].

Alla luce di ciò, possiamo affermare che il plagio consiste in una forma aggravata di contraffazione, in quanto punito con pena più severa rispetto a quest’ultima.


note

[1] Artt. 1 e 2, legge n. 633/1941.

[2] Trib. Milano, sent. n. 7480 del 4 luglio 2017.

[3] Art. 20, legge n. 633/1941.

[4] Art. 171, legge n. 633/1941.

Autore immagine: pixabay.com


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