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Giorni di malattia dati dall’ospedale: soggetti a visita fiscale?

28 Aprile 2021 | Autore:
Giorni di malattia dati dall’ospedale: soggetti a visita fiscale?

Accertamenti sanitari da parte del medico dell’Inps: che cosa succede se il lavoratore è ricoverato?

Durante il periodo della malattia il lavoratore può essere soggetto a dei controlli effettuati al suo domicilio da un medico incaricato dall’Inps, d’ufficio o a seguito di richiesta del datore di lavoro: si tratta della visita fiscale.

Sono veramente limitati i casi in cui il dipendente è esonerato da questi accertamenti sanitari: i casi di esclusione sono segnalati, normalmente, dal medico curante, che invia il certificato di malattia all’Inps.

Ci si domanda, però, che cosa accade se il lavoratore viene ricoverato o finisce al pronto soccorso: i giorni di malattia dati dall’ospedale sono soggetti a visita fiscale?

La risposta dipende dalla situazione in cui il dipendente si trova, se ricoverato o meno: normalmente, difatti, il lavoratore in malattia ha l’obbligo di essere reperibile presso l’indirizzo abituale o il domicilio occasionale, in determinate fasce orarie.

L’obbligo di reperibilità vige durante tutta la durata della malattia, comprese le domeniche ed i giorni festivi.

La visita fiscale presso il domicilio del malato può essere disposta dall’Inps oppure dal datore di lavoro o dal consulente, per via telematica, tramite il portale web dell’Inps, accedendo con le proprie credenziali dispositive al servizio “Richiesta visita medica di controllo”.

La richiesta della visita di controllo è comunicata immediatamente dalla sede Inps al medico prescelto, che deve effettuare l’accertamento sanitario nella stessa giornata, se la comunicazione è stata fatta prima di mezzogiorno, o nella giornata successiva, negli altri casi [1].

Ma procediamo con ordine.

Fasce di reperibilità per la visita fiscale

Il lavoratore in malattia ha l’obbligo di rendersi reperibile, per l’effettuazione delle visite di controllo:

  • tutti i giorni, inclusi i festivi, i non lavorativi e comprese le domeniche;
  • presso il luogo (domicilio) indicato sul certificato medico;
  • durante le seguenti fasce giornaliere orarie:
    • per i dipendenti pubblici dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18;
    • per i dipendenti dalle aziende del settore privato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.

Esonero dalla visita fiscale

Sono esclusi dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità per la visita fiscale i dipendenti per i quali l’assenza sia riconducibile ad una delle seguenti circostanze:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • malattie collegate alla situazione di invalidità riconosciuta, che deve determinare una riduzione della capacità lavorativa nella misura pari o superiore al 67%;
  • malattia per la quale sia stata riconosciuta la causa di servizio (solo per alcune categorie di dipendenti pubblici)

In merito a queste ipotesi di esclusione, l’Inps [2] ha precisato che:

  • la malattia è considerata grave ai fini dell’esonero solo se comporta una severa riduzione della funzionalità dell’organo o dell’apparato compromesso;
  • la gravità della malattia deve coesistere con la somministrazione di una terapia salvavita, intesa quale insieme di cure indispensabili a tenere in vita la persona;
  • in merito all’invalidità, questa può essere riconosciuta da qualsiasi organo deputato alla sua valutazione, purché risulti quantificata in misura pari o superiore al 67%.

Assenza giustificata alla visita fiscale

In determinati casi, pur non spettando l’esonero dalla visita fiscale, il lavoratore non può essere sanzionato in caso di assenza dal domicilio indicato durante le fasce di reperibilità.

Il giustificato motivo di esonero dall’obbligo di reperibilità ricorre, ad esempio, in caso di forza maggiore, o in situazioni che abbiano reso imprescindibile ed indifferibile la presenza del lavoratore altrove, oppure per la concomitanza di visite, prestazioni e accertamenti specialistici non effettuabili al di fuori delle fasce orarie di reperibilità.

Per sapere tutti i casi in cui l’assenza alla visita fiscale è considerata giustificata: Casi di assenza giustificata alla visita fiscale.

Assenza alla visita fiscale per ricovero ospedaliero

Il ricovero ospedaliero rientra nei casi di assenza giustificata all’accertamento medico dell’Inps?

La risposta è positiva: il lavoratore ricoverato in ospedale non può essere sottoposto ad accertamenti sanitari da parte del medico dell’Inps, come previsto dalla legge [3].

Ai fini della possibilità di giustificare l’assenza alla visita fiscale, peraltro, deve essere considerata ogni seria e valida ragione che renda plausibile l’allontanamento del lavoratore dal proprio domicilio, anche se non consiste in uno stato di necessità o di forza maggiore [4].

L’assenza è giustificata anche per chi si reca in ospedale per visitare un familiare stretto, quando l’orario di visita ai degenti coincide con le fasce di reperibilità [5] o lo assiste mentre si trova in gravi condizioni.

Il lavoratore deve comunque:

  • comunicare preventivamente l’assenza al datore di lavoro o all’Inps;
  • fornire la documentazione che provi il giustificato motivo di assenza.

Sanzioni per assenza alla visita fiscale

Se il lavoratore è assente ingiustificato alla visita medica di controllo, o se si rifiuta ingiustificatamente di sottoporsi al controllo medico, può subire l’applicazione di sanzioni disciplinari, tra le quali il licenziamento per giusta causa. Inoltre, non sono indennizzate le giornate di malattia:

  • per un massimo di 10 giorni di calendario, dall’inizio della malattia, in caso di prima assenza non giustificata alla visita fiscale;
  • per il 50% dell’indennità nel restante periodo di malattia, in caso di seconda assenza ingiustificata alla visita fiscale;
  • per il 100% dell’indennità, dalla data della terza assenza ingiustificata alla visita fiscale.

note

[1] Art. 3 DM 15/07/1986.

[2] Inps Circ. 95/2016.

[3] Art.5 DL 463/1983.

[4] Cass. sent. 10661/2016.

[5] Cass. sent. 5718/2010.

Autore immagine: pixabay.com


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