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Chi deve indossare le scarpe antinfortunistica?

28 Aprile 2021 | Autore:
Chi deve indossare le scarpe antinfortunistica?

Per lo svolgimento di alcuni lavori il datore di lavoro deve fornire i dipendenti, di dispositivi di protezione individuale idonei a proteggere il piede.

Le calzature antinfortunistica servono a garantire la sicurezza e l’incolumità dei lavoratori appartenenti a determinate categorie. Si tratta di scarpe particolari per le quali la direttiva europea UNI EN ISO 20345 stabilisce le caratteristiche che devono possedere, suddividendole per tipologia. Ad esempio, sono classificate SB, che sta per “sicurezza base”, quelle che presentano un puntale rinforzato come protezione da urti e schiacciamento, una suola antistatica, antishock e antiscivolo e una pianta resistente agli oli minerali.

Chi deve indossare le scarpe antinfortunistica? In generale, quei lavoratori che svolgono mansioni pesanti in quanto consentono di evitare traumi e rischi al piede. Le scarpe antinfortunistica devono adattarsi alle diverse necessità dei lavoratori e, tra altro, possono essere impermeabili, isolanti oppure protettive, cioè realizzate in modo da evitare che entrino nel piede sostanze pericolose o acidi.

Quando è obbligatorio indossare le scarpe antinfortunistica

Le scarpe antinfortunistica rientrano tra i dispositivi di protezione individuale di cui al decreto legislativo n. 81/2008 in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. In particolare, l’obbligo di indossarle è previsto quando ricorre una delle ipotesi elencate al punto 3 dell’allegato VIII e ogni qualvolta risulti prevedibile un rischio di lesione al piede. Tale prevedibilità comunque va valutata dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) in sede di stesura del documento di valutazione dei rischi.

Nello specifico, sono obbligati ad indossare le scarpe di sicurezza con suola imperforabile coloro che svolgono:

  • lavori di rustico, di genio civile e lavori stradali;
  • lavori su impalcatura;
  • demolizioni di rustici;
  • lavori in calcestruzzo e in elementi prefabbricati con montaggio e smontaggio di armature;
  • lavori in cantieri edili e in aree di deposito;
  • lavori su tetti.

Le scarpe di sicurezza senza suola imperforabile, invece, sono obbligatorie per i lavoratori che compiono:

  • lavori su ponti d’acciaio, opere edili in strutture di grande altezza, piloni, torri, ascensori e montacarichi;
  • costruzioni idrauliche in acciaio, altiforni, acciaierie, laminatoi, grandi contenitori, grandi condotte, gru, caldaie e impianti elettrici;
  • costruzioni di forni, installazioni di impianti di riscaldamento e di aerazione, nonché montaggio di costruzioni metalliche;
  • lavori di trasformazione e di manutenzione;
  • lavori in altiforni, impianti di riduzione diretta, acciaierie e laminatoi, stabilimenti metallurgici, impianti di fucinatura a maglio e a stampo, impianti di pressatura a caldo e di trafilatura;
  • lavori in cave di pietra, miniere, a cielo aperto e rimozione di discarica;
  • lavorazione e finitura di pietre;
  • produzione di vetri piani e di vetri cavi, nonché lavorazione e finitura;
  • manipolazione di stampi nell’industria della ceramica;
  • lavori di rivestimenti in prossimità del forno nell’industria della ceramica;
  • lavori nell’industria della ceramica pesante e nell’industria dei materiali da costruzione;
  • movimentazione e stoccaggio;
  • manipolazione di blocchi di carni surgelate e di contenitori metallici di conserve;
  • costruzioni navali;
  • smistamento ferroviario.

Le scarpe di sicurezza con tacco o con suola continua e con intersuola imperforabile sono obbligatorie per i lavori sui tetti mentre quelle con intersuola termoisolante, per le attività su e con masse molto fredde o ardenti e le scarpe di sicurezza a slacciamento rapido, in caso di rischio di penetrazione di masse incandescenti fuse.

Obbligo di far indossare le scarpe antinfortunistica: cos’è?

Il datore di lavoro è tenuto a scegliere, a fornire e a vigilare sull’utilizzo delle scarpe antinfortunistica da parte dei propri dipendenti in attuazione del più generale obbligo di salvaguardare l’integrità fisica dei prestatori di lavoro [1] previsto a suo carico. In esecuzione di tali doveri, il datore deve valutare, per prima cosa, se i possibili fattori di rischio appaiono prevedibili o meno e, di conseguenza, deve adottare le misure idonee a prevenire il verificarsi di incidenti. A tal proposito, la legge prevede che lo stesso rediga o faccia redigere al RSPP, il documento di valutazione dei rischi, nel quale vanno indicate le misure adottate per tutelare la salute e la sicurezza dei dipendenti.

Se il datore di lavoro non dovesse rispettare quanto stabilito dal decreto legislativo n. 81/2008, in ordine all’obbligo di far indossare le scarpe antinfortunistica, sarà tenuto a risponderne, sia in sede civile sia in sede penale, nei confronti del lavoratore, in caso di infortuni.

Scarpe antinfortunistica: quali altri obblighi ha il datore di lavoro

Il datore di lavoro ha altri obblighi da rispettare in relazione alle scarpe antinfortunistica. Infatti, deve:

  • mettere a disposizione dei propri dipendenti scarpe conformi ai requisiti normativi;
  • preoccuparsi di efficienza, condizioni igieniche, manutenzione, riparazioni ed eventuali sostituzioni delle scarpe;
  • assicurarsi che le calzature siano usate unicamente per lo scopo e per le attività cui sono destinate, nel rispetto delle informazioni fornite dal fabbricante;
  • fare in modo che ogni scarpa antinfortunistica sia ad esclusivo uso personale;
  • informare i lavoratori dei rischi dai quali le scarpe antinfortunistiche li proteggono.

Se un lavoratore dovesse presentare un certificato del proprio medico curante o di uno specialista che attesta l’impossibilità ad indossare le scarpe antinfortunistica, il datore di lavoro non può comunque esonerarlo dall’utilizzo delle calzature; ma può mettere a disposizione del lavoratore scarpe diverse, eventualmente integrate con appositi plantari, oppure può indirizzarlo verso un negozio specializzato dove trovare delle scarpe antinfortunistica adatte alle sue esigenze. Se nessuna di queste soluzioni dà esito positivo, il datore di lavoro deve adibire il lavoratore a mansioni diverse che non richiedono l’utilizzo di calzature antinfortunistica.

Quali sono gli obblighi dei lavoratori

I lavoratori sono tenuti ad adoperare le calzature antinfortunistica fornite in modo corretto e conforme alle informazioni ricevute in fase di formazione; devono provvedere all’igiene e alla cura delle stesse, segnalandone al datore di lavoro eventuali difetti o problematiche.

Se un lavoratore non indossa le scarpe antinfortunistica fornite dal datore di lavoro e viene sorpreso da quest’ultimo oppure dal RSPP durante un controllo:

  • sarà passibile di contestazione disciplinare e potrà essere punito con l’applicazione di una sanzione disciplinare;
  • in caso di recidiva, potrà essere anche licenziato;
  • qualora dovesse infortunarsi, ne sarà responsabile in prima persona. Riceverà comunque l’indennizzo dall’Inail ma non potrà pretendere di essere risarcito anche dal datore di lavoro, nel caso in cui ritenga di avere subito un danno maggiore.

note

[1] Art. 2087 cod. civ.


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