Diritto e Fisco | Articoli

Nomina preposto per la sicurezza aziendale: come e quando

30 Aprile 2021
Nomina preposto per la sicurezza aziendale: come e quando

La tutela della sicurezza dei lavoratori passa anche attraverso la nomina delle figure aziendali con compiti di sorveglianza.

Sei un imprenditore e vuoi fare di tutto per garantire ai tuoi lavoratori la salute e la sicurezza nell’ambiente di lavoro. Ti hanno detto che, a tal fine, devi nominare delle figure aziendali che avranno il compito di vigilare sul rispetto delle misure di prevenzione da parte del personale. Ti chiedi come devi procedere per nominare tali figure.

Il datore di lavoro è il principale responsabile della tutela della sicurezza dei lavoratori in azienda. Tuttavia, egli non può garantire, da solo, che tutte le misure di sicurezza vengano rispettate. Per questo, è necessario individuare delle figure aziendali cui affidare i compiti di vigilanza e controllo. Proprio a tal fine è necessario procedere alla nomina di preposto per la sicurezza aziendale e, in questo articolo, vedremo come e quando è necessario procedere all’individuazione della predetta figura.

Che cos’è l’obbligo di sicurezza?

Gli ambienti di lavoro sono, spesso, fonte di rischio per la salute e per la sicurezza dei lavoratori. In particolare, durante l’esecuzione della prestazione lavorativa, il lavoratore può subire un infortunio sul lavoro oppure, se nell’ambiente di lavoro vi sono sostanze patogene, può sviluppare nel corso del tempo una malattia professionale.

Per ridurre al minimo il rischio che tali eventi possano realizzarsi, la legge individua nel datore di lavoro il soggetto cui è demandata la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Questa posizione di garanzia viene definita obbligo di sicurezza [1] e comporta la necessità di porre in essere tutte le misure di prevenzione necessarie, secondo la migliore scienza e tecnica a disposizione, per tutelare efficacemente la salute dei dipendenti e la loro sicurezza.

La violazione dell’obbligo di sicurezza e, dunque, la mancata adozione delle misure necessarie, può determinare conseguenze negative per il datore di lavoro sia sotto il profilo civilistico che sotto quello penalistico.

In particolare, se il lavoratore ha subito un infortunio o una malattia professionale proprio a causa della mancata adozione delle misure prevenzionistiche necessarie, egli potrà agire in giudizio per chiedere il risarcimento del danno differenziale al datore di lavoro, vale a dire, la differenza tra il danno complessivamente subito a causa dell’evento lesivo e quanto è stato già liquidato dall’Inail a titolo di danno biologico.

Dal punto di vista penalistico, invece, la responsabilità del datore di lavoro per omicidio colposo o lesioni personali colpose può scattare laddove l’evento lesivo produca, come effetto, la morte del dipendente o lesioni personali a suo danno.

Come si attua la sicurezza in azienda?

Ma cosa deve fare, in concreto, il datore di lavoro per rispettare l’obbligo di sicurezza? Innanzitutto, egli deve organizzare la sicurezza in azienda tenendo conto delle indicazioni fornite dal testo unico sulla sicurezza negli ambienti di lavoro [2].

In questo contesto, risulta fondamentale individuare, a livello aziendale, le figure cui sono demandati dei compiti di vigilanza e di controllo sul rispetto delle misure di prevenzione.

Non è, infatti, sufficiente dare ai lavoratori precise istruzioni su come devono comportarsi per lavorare in sicurezza ma è altresì necessario che ci sia qualcuno in grado di esercitare un’attività di controllo al fine di rendere effettive le istruzioni fornite. In tal senso, assume un’importanza fondamentale la nomina dei dirigenti e dei preposti.

Chi è il preposto?

Sulla base della definizione del testo unico in materia di sicurezza sul lavoro [3] possiamo definire preposto quel soggetto che, a causa delle competenze professionali e nei limiti dei poteri gerarchici e funzionali che gli sono attribuiti a causa del suo incarico, sovrintende all’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa.

La figura del preposto è, solitamente, coincidente con figure aziendali che, a causa delle mansioni assegnate, hanno un generale compito di coordinamento di altri lavoratori. Si tratta, di solito, dei capo-turno, capo-reparto, capo-squadra o capo-ufficio.

A causa del loro inserimento funzionale all’interno dell’organigramma aziendale, è possibile attribuire a queste figure anche un compito di controllo e di vigilanza in materia di sicurezza del lavoro.

Nomina del preposto: è obbligatoria?

La nomina del preposto non è obbligatoria ma è frutto di una scelta organizzativa del datore di lavoro che, al fine di rispettare appieno l’obbligo di sicurezza, può reputare opportuno dotarsi di tali figure ausiliarie.

Il preposto è invece, necessario quando l’azienda effettua:

  • operazioni di montaggio e smontaggio di opere provvisionali;
  • costruzione, sistemazione, trasformazione, smantellamento di paratoie e cassoni;
  • lavori di demolizione;
  • lavori in spazi confinati;
  • lavori di installazione di segnaletiche stradali.

Oltre a controllare il corretto svolgimento del lavoro da parte dei collaboratori e il rispetto delle misure di sicurezza, il preposto dovrà anche segnalare al datore di lavoro eventuali carenze riscontrate nel sistema di sicurezza.

Come nominare il preposto?

La nomina del preposto deve avvenire con una lettera di incarico recante data certa. Nell’apposito box sottostante, troverai una bozza di lettera.


Fac-simile lettera di incarico preposto per la sicurezza aziendale

OGGETTO: Lettera di incarico preposto per la sicurezza aziendale – D.Lgs 81/08

Visto l’organigramma aziendale e gli incarichi a lei affidati, con la presente le confermiamo che lei ricopre il ruolo di “Preposto” ai fini della sicurezza ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettera e) del Decreto Legislativo n° 81 del 9 aprile 2008.

Le ricordiamo che i suoi obblighi sono quelli previsti dall’art. 19 del suddetto decreto di seguito riportati:

  • Sovraintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso di persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti;
  • verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;
  • richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni a rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
  • informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;
  • astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato;
  • segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi, delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazione ricevuta;
  • frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall’articolo 37.

Distinti saluti,

Il datore di lavoro

______________

note

[1] Art. 2087 cod. civ.

[2] D. Lgs. 81/2008.

[3] Art. 2 co. 1 lettera e) D. Lgs. 81/2008.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube