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Come scaricare le spese del ristorante o dell’albergo

18 Gennaio 2021 | Autore: Davide La Francesca
Come scaricare le spese del ristorante o dell’albergo

In che modo e in che misura si possono scaricare i costi di vitto e alloggio?

Capita spesso di dover soggiornare in albergo, di dover pranzare o cenare in un ristorante per poter effettuare degli incontri lavorativi. Poter usufruire della deduzione e detrazione di questi costi è  sicuramente conveniente. In questo articolo, ti farò capire in maniera semplice e completa come scaricare le spese  del ristorante o albergo

Qual è la differenza da detrazione e deduzione? 

Quando si usa il termine “scaricare”, riferendosi ai costi aziendali, in realtà si sta parlando di due tipi di effetti fiscali che un costo può portare al nostro reddito o alle imposte. Questi effetti sono legati alla detraibilità e deducibilità, quindi la prima cosa da fare è comprendere la differenza tra questi due istituti. 

La deducibilità di un costo indica l’importo che verrà portato in diminuzione del reddito imponibile. La detraibilità di un costo, invece, riguarda la diminuzione dell’imposta lorda da pagare. 

In sintesi, possiamo dire che la deduzione farà diminuire il reddito su cui poi si calcolerà in percentuale l’imposta, la detraibilità invece farà diminuire direttamente l’imposta lorda che, una volta effettuate tutte le sottrazioni inerenti i costi detraibili, si trasformerà in imposta netta (che è poi l’importo da pagare). 

Come si scaricano le spese di albergo e ristorante? 

Per poter scaricare le spese di albergo e ristorante devi assicurarti che: 

  • la spesa deve essere inerente alla tua attività. Ad esempio, non puoi scaricare una normale cena al ristorante; affinché sia scaricata deve essere relativa ai fini aziendali;
  • la spesa deve essere documentata da una fattura, in quanto qualora sia documentata solamente da uno scontrino, non potrai scaricare l’Iva. 

Chi può scaricare le spese di albergo e ristorante? 

Le spese di alberghi e ristoranti vengono scaricate in maniera diversa in base alla natura della tua partita Iva. Se la tua azienda opera in regime ordinario o semplificato, scaricherai i costi in maniera diversa rispetto ad un libero professionista o un lavoratore autonomo. Lo stesso discorso vale per una partita Iva che opera in regime forfettario.  

Una partita Iva che opera in regime ordinario o semplificato può scaricare le spese di albergo e ristorante. Stesso discorso vale per liberi professionisti e lavoratori autonomi con delle piccole differenze di natura percentuale. 

Infine, un’impresa che opera in regime forfettario, non può scaricare questo tipo di costi in quanto per sua natura non può portare in detrazione l’Iva e non porta nessun costo in deduzione a parte i contributi previdenziali. 

In che misura si scaricano? 

Tutte quelle imprese che operano in regime ordinario o  semplificato possono portare in detrazione il 100% dell’Iva. In termini di deducibilità, il Tuir stabilisce una deducibilità del 75%

Enrico, titolare di una ditta individuale, si reca in un ristorante e usufruisce dei servizi di ristorazione per una cena aziendale. Viene emessa una fattura di €100. Enrico potrà portare in diminuzione del suo reddito solamente € 75 rispetto ai € 100 spesi per il servizio di ristorazione. 

Anche per i professionisti ed i lavoratori autonomi è possibile portare in detrazione il 100% dell’Iva. In termini di deducibilità del costo, invece, è possibile dedurre il 75% fino ad un massimo del 2% dei compensi che il libero professionista fattura in un anno.

Marco è un architetto che nell’anno in corso ha fatturato € 10.000. Si reca in un ristorante per una cena lavorativa. Alla fine, viene effettuata una fattura di € 300. Lui potrà scaricare solamente il 75% della  spesa, quindi € 225. Tuttavia, visto il limite del 2% sul fatturato potrà scaricare nell’anno in questione solamente fino a € 200. Di conseguenza, rimarranno fuori dalla deduzione € 25. 

Le spese di rappresentanza possono essere scaricate? 

Un caso simile ma leggermente diverso, sia i termini pratici  che fiscali, è quello delle spese di rappresentanza, ovvero si fa riferimento a tutte quelle spese che hanno lo scopo di accrescere il prestigio e l’immagine di un’attività: per esempio, l’organizzazione di un incontro in un ristorante per la promozione di un nuovo prodotto al pubblico. 

In questo caso, sarà possibile per chi opera nel regime ordinario o semplificato e per i liberi professionisti una detrazione dell’Iva del 100% nel caso in cui il prezzo unitario del servizio sia inferiore a €50, nel caso in cui il prezzo unitario sia maggiore al € 50 l’Iva non sarà detraibile.

In termini di deduzione, i liberi professionisti possono scaricare fino ad massimo dell’1% del fatturato annuo. Invece, una partita Iva che opera in regime ordinario o semplificato può dedurre le spese di rappresentanza fino all’1,5% del fatturato annuo se il fatturato è inferiore a 10 milioni. Può dedurre fino allo  0,6% del fatturato per la parte eccedente i 10 milioni se il fatturato va dai 10 milioni ai 50 milioni. Infine, può dedurre fino allo 0,4% per la parte eccedente i 50 milioni per fatturato che va oltre i 50  milioni. Quindi, si avrà una deduzione che opera a scaglioni.

Salvatore è l’amministratore di una S.r.l.. Per promuovere un nuovo servizio offerto dalla società, organizza un evento in un ristorante in cui tutti i clienti invitati potranno vedere della anticipazioni riguardanti il servizio in questione. L’evento è costato alla società € 200.000. La società ha un fatturato di 20 milioni di euro, di conseguenza potrà dedurre per la prima parte di fatturato una cifra pari al 1,5% di 10 milioni di euro, quindi € 150.000. Per la seconda parte di fatturato, potrà dedurre lo 0,6% di 20 milioni di euro, quindi €120.000. Possiamo concludere dicendo che la società potrà dedurre tutti i € 200.000.



Di Davide La Francesca


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