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Cartelle Equitalia: opposizione all’ordinanza-ingiunzione anziché all’esecuzione: il GdP può convertire il rito

21 Gennaio 2014
Cartelle Equitalia: opposizione all’ordinanza-ingiunzione anziché all’esecuzione: il GdP può convertire il rito

Anche d’ufficio il giudice può convertire il rito nel caso di opposizione alle cartelle di pagamento notificate da Equitalia: in tal caso sarà necessario fissare un termine per l’eventuale integrazione dell’atto introduttivo.

Che tipo di opposizione effettuare in caso di notifica di cartelle esattoriali di Equitalia? Un orientamento – che, al momento, sembra abbastanza consolidato – ritiene che, in caso di contestazioni sul merito, ossia per vizi propri della cartella, è necessaria la procedura di opposizione all’esecuzione [1], ossia quella davanti al giudice dell’esecuzione.

Al contrario, per vizi formali come quelli di notifica, si può ricorrere con il procedimento tipicamente previsto contro le ordinanze-ingiunzioni davanti al giudice di pace [2].

Ma che succede se l’avvocato sbaglia rito? Nessun problema, dice la Cassazione in una sentenza di ieri [3]. Se sia stato intimato da un Comune ad un privato il pagamento di una somma ed il privato abbia promosso il giudizio di opposizione con le modalità del procedimento di opposizione ad ordinanza-ingiunzione anziché con il rito dell’opposizione all’esecuzione, ciò non costituisce di per sé motivo di inammissibilità della domanda, né di invalidità assoluta del giudizio. Infatti, il giudice sarà tenuto, anche d’ufficio, a disporre la conversione del rito e a fissare un termine per l’eventuale integrazione dell’atto introduttivo.

Il Giudice di Pace quindi dovrà fissare l’udienza per la trattazione del ricorso.


note

[1] Art. 615 cod. proc. civ.

[2] Ossia quello ex L. 689/81.

[3] Cass. sent. n. 1089/14 del 20.01.2014.

 

Autore immagine: 123rf.com


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