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Ritardo stipendio supplenti: che fare?

30 Aprile 2021
Ritardo stipendio supplenti: che fare?

I docenti assunti per effettuare supplenze temporanee riscontrano spesso forti ritardi nel pagamento dello stipendio. Quali sono i loro diritti?

Hai firmato un contratto per docenza a termine e stai riscontrando notevoli ritardi nel pagamento del tuo stipendio. La situazione economica della tua famiglia sta diventando, in questo modo, non più sostenibile e ti chiedi che cosa puoi fare per intimare al datore di lavoro il pagamento delle tue spettanze e ottenere le somme al più presto.

Sono centinaia di migliaia i docenti che, ogni anno, vengono chiamati dagli istituti di istruzione per effettuare delle docenze temporanee o supplenze. Si tratta di prestazioni di lavoro fondamentali per il corretto svolgimento delle lezioni e della didattica da parte delle scuole.

Che fare in caso di ritardo nel pagamento dello stipendio dei supplenti? Come vedremo, è possibile inviare al proprio datore di lavoro un’intimazione di pagamento per sollecitare il pronto sblocco delle somme spettanti.

Chi sono i supplenti?

Quando si parla di supplenti si fa riferimento, nel mondo dell’istruzione, a quei docenti che non sono assunti dalla scuola con un contratto di lavoro a tempo indeterminato ma che vengono, di anno in anno, oppure per periodi inferiori all’anno, contrattualizzati per svolgere delle docenze a tempo determinato.

In Italia, l’utilizzo dei supplenti è particolarmente elevato tanto che gli stessi non vengono, realmente, contrattualizzati solo per far fronte ad esigenze temporanee ed imprevedibili ma costituiscono un pilastro fondamentale per l’erogazione della didattica.

Quali sono le tipologie di supplenza?

Nel nostro ordinamento scolastico, sono previste 4 tipologie di supplenza:

  1. supplenza annuale: è volta, a dare copertura a cattedre e posti di insegnamento che risultano effettivamente vacanti e disponibili entro la data del 31 dicembre e fino al 31 agosto;
  2. supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche: sono finalizzate a dare copertura a cattedre ed a posti di insegnamento non vacanti, di fatto disponibili entro la data del 31 dicembre e fino al termine dell’anno scolastico e per le ore di insegnamento che non concorrono a costituire cattedre o posti orario fino al 30 giugno;
  3. supplenze temporanee: hanno la finalità di dare copertura a posti che si sono resi disponibili dopo il 31 dicembre fino al termine delle lezioni;
  4. supplenze temporanee per la sostituzione del personale temporaneamente assente: in questo caso, il contratto a tempo determinato ha la finalità di sostituire un docente a tempo indeterminato momentaneamente assente per una legittima ipotesi di sospensione del rapporto di lavoro (ad es. malattia, infortunio, maternità, aspettativa, etc.). Il contratto dura per tutta la durata dell’assenza che deve essere sostituita e può essere prolungato qualora l’assenza si protrae oltre quanto previsto all’origine.

Ritardo stipendio supplenti

I docenti a termine hanno diritto, al pari dei docenti di ruolo, a ricevere regolarmente il pagamento dello stipendio mensile a fronte della prestazione di lavoro erogata a favore della scuola.

Si assiste, tuttavia, ad un cronico ritardo delle scuole nel pagamento della retribuzione dei supplenti, con eccezione delle supplenze annuali. In questi casi, il supplente può agire per ottenere il pronto pagamento della retribuzione a lui spettante.

A tal fine è necessario, innanzitutto, inviare alla scuola una diffida e messa in mora con la quale viene chiesto l’immediato pagamento della retribuzione spettante, oltre agli interessi ed alla rivalutazione monetaria.

Se, tuttavia, la scuola continua ad omettere il pagamento della retribuzione sarà necessario agire per il recupero forzoso del credito avviando la procedura esecutiva.

Supplenti: quali diritti?

Oltre al pagamento della retribuzione mensile, i supplenti hanno una serie di diritti sulla base del rapporto di lavoro, al pari dei docenti di ruolo. In particolare, i docenti a termine hanno diritto ai congedi parentali ed alle assenze per gravi patologie al pari dei docenti di ruolo.

Inoltre, i docenti precari hanno diritto, in caso di malattia, alla conservazione del posto di lavoro per un periodo di 9 mesi in un triennio con pagamento della retribuzione al 100% nel primo mese e al 50% nel secondo e nel terzo mese.

Il personale docente assunto a termine con contratto stipulato dal dirigente scolastico ha diritto, nei limiti della durata del contratto stesso, alla conservazione del posto di lavoro in caso di malattia per un periodo non superiore a 30 giorni annuali retribuiti e al 50% della retribuzione.

Per quanto concerne, invece, le ferie, i supplenti avranno diritto ad un periodo di ferie, spettante per ogni anno di servizio, calcolato in ragione di 2,5 giorni per ogni mese. La fruizione delle ferie nei periodi di sospensione delle lezioni nel corso dell’anno non è obbligatoria.



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