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Assegno di mantenimento figli parziale: cosa si rischia?

31 Maggio 2021
Assegno di mantenimento figli parziale: cosa si rischia?

Quali conseguenze penali per l’ex coniuge che corrisponde alla prole solo una parte della somma stabilita dal giudice?

Tua moglie ha chiesto la separazione e sei stato obbligato dal giudice a corrispondere ogni mese una somma di denaro per vostro figlio di 7 anni. Le difficoltà, però, sono tante e tra il lavoro precario e l’affitto da pagare fai fatica a tirare avanti. Nell’ultimo periodo, quindi, non sei stato in grado di far fronte ai tuoi doveri di padre ed ora hai paura che la tua ex ti denunci.

In questo articolo faremo il punto della situazione sull’assegno di mantenimento figli parziale: cosa si rischia? Devi sapere che il genitore che omette di versare alla prole il contributo mensile, così come stabilito dal tribunale in sede di separazione o divorzio, può andare incontro a responsabilità penale per il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare. Ma non è tutto. La legge, infatti, prevede delle conseguenze anche sul piano civile, come la possibilità di subire un pignoramento oppure un sequestro dei beni. Tuttavia, non è punibile penalmente il coniuge che corrisponda solo una parte del mantenimento a causa di oggettive difficoltà economiche, purché il minore non venga privato di ciò che è necessario per vivere. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di approfondire il tema.

Cos’è l’assegno di mantenimento per i figli?

Sicuramente, saprai che ogni genitore deve provvedere al proprio figlio fin dalla sua nascita. Tale obbligo viene meno solo nel momento in cui il bambino diventa grande e raggiunge una sua indipendenza economica. Cosa accade, però, se marito e moglie si lasciano? Devono continuare ad occuparsi della prole? La risposta è certamente affermativa. Attenzione però: in casi del genere, il genitore non collocatario avrà l’obbligo di corrispondere all’altro un assegno di mantenimento per sostenere tutte le spese ordinarie del figlio (ad esempio vitto, alloggio, vestiario, ecc.). L’entità della somma non è fissa, ma viene stabilita dal giudice di volta in volta e calcolata principalmente in base alle esigenze attuali del minore, al suo tenore di vita goduto prima della separazione ed ai redditi di entrambi i genitori.

Le spese straordinarie, invece, ossia quelle che scattano in caso di eventi imprevedibili ed eccezionali (lezioni private, interventi chirurgici, ecc.), devono essere sostenute sia dalla mamma che dal papà nella misura del 50% ciascuno, a condizione che siano preventivamente concordate e documentate.

Cosa succede se non si paga il mantenimento?

Sul lato penale, il genitore che non paga il mantenimento ai figli rischia di essere condannato per il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare [1] punito dal Codice penale con la multa da 103 euro a 1.032 euro e la reclusione fino ad un anno. Per la configurabilità del delitto, però, è necessario un comportamento reiterato (quindi, ripetuto nel tempo) e la consapevolezza di violare un provvedimento del giudice.

Sul lato civile, invece, si rischia di subire un pignoramento, un sequestro dei beni, il ritiro del passaporto e l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale sull’immobile in modo che, in caso di vendita, l’ex coniuge avrà il diritto di rivalersi sul ricavato nella misura corrispondente all’arretrato non versato spontaneamente.

Infine, va detto che il mancato pagamento del mantenimento viene visto dalla legge come un disinteresse verso i figli e, quindi, come inidoneità educativa del genitore inadempiente. Pertanto, l’altro coniuge può rivolgersi al tribunale per chiedere l’affidamento esclusivo della prole.

Assegno di mantenimento figli parziale: cosa si rischia?

Cosa accade, invece, se un genitore corrisponde solo una parte del mantenimento? Può essere condannato dal punto di vista penale? Per rispondere partiamo da un esempio pratico.

Tizio è separato e, ogni mese, deve corrispondere al figlio Caio di 8 anni una somma pari a 300 euro. Tuttavia, trovandosi in difficoltà a causa della crisi economica, è in grado di versare solo la metà dell’importo stabilito dal giudice, cioè 150 euro.

Secondo l’orientamento giurisprudenziale prevalente, un mantenimento parziale rispetto a quello stabilito in sede civile configura il reato di violazione dei mezzi di sussistenza solamente se il beneficiario (cioè il figlio minore in questo caso) viene privato di tutto ciò che è necessario alla sopravvivenza (vitto, alloggio, medicinali, ecc.), tenuto conto anche della suddivisione dell’onere che grava su entrambi i genitori in proporzione alle rispettive capacità economiche. Nell’esempio che ti ho riportato, invece, Tizio ha comunque corrisposto un contributo economico, seppur inferiore all’importo di 300 euro così come determinato dal tribunale.

Pertanto, un inadempimento parziale e occasionale non fa scattare automaticamente una responsabilità penale se si dimostra di versare in condizioni di oggettiva incapacità non dipendenti dalla propria volontà (pensa, ad esempio, all’improvvisa perdita del posto di lavoro a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19). Quindi, sebbene Tizio abbia corrisposto la somma in misura ridotta, tuttavia ha contribuito al mantenimento dei figli, quindi non rischia alcuna condanna dal punto di vista penale.

Il discorso cambia, invece, se il mantenimento parziale è reiterato, nel senso che l’obbligato più volte corrisponde ai figli una misura inferiore rispetto a quanto stabilito dal giudice civile. In questa ipotesi, infatti, il reato è pienamente configurabile ed il soggetto affidatario, beneficiario dell’assegno, può costituirsi parte civile ed ottenere un risarcimento del danno in caso di condanna del responsabile.


note

[1] Art. 570 cod.pen.

Autore immagine: pixabay.com


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