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Obblighi del venditore: quali sono?

1 Maggio 2021 | Autore:
Obblighi del venditore: quali sono?

Cosa dice il Codice civile a proposito di consegna, acquisto della proprietà di un bene e garanzia contro vizi ed evizione. Come può difendersi il compratore.

Che si tratti di un immobile, di un capo di abbigliamento, di un’auto, di un elettrodomestico o di qualsiasi altro bene, la vendita deve sempre comportare verso il consumatore determinate garanzie, frutto di un rapporto tutelato dalla legge. Il Codice civile stabilisce gli obblighi del venditore: quali sono i vincoli che deve rispettare, come deve comportarsi riguardo alla consegna del bene e ad una sua eventuale restituzione, ecc.

Norme che valgono sia per la vendita diretta sia per quella online. Su quest’ultima, in particolare, occorre prestare più attenzione perché il consumatore non ha la possibilità di vedere da vicino la merce, di «toccarla con mano» e, soprattutto, di interloquire a quattr’occhi con la persona incaricata della vendita.

Non si tratta solo di dimostrare che si è onesti e che si lavora in buona fede: vanno mantenuti degli impegni come la garanzia contro i vizi e l’evizione del bene acquistato, la garanzia della consegna della cosa e la garanzia dell’acquisto della proprietà.

Vediamo, secondo quanto dettato dal Codice, quali sono gli obblighi del venditore e che cosa può fare il consumatore nel momento in cui non vengono rispettati.

Obblighi del venditore: la consegna del bene

Il primo obbligo del venditore citato dal Codice civile riguarda il dovere di consegnare la cosa al compratore. Non riguarda soltanto l’obbligo della consegna materiale vera e propria ma anche il modo in cui deve essere effettuata.

Il venditore, infatti, deve consegnare il bene «nello stato in cui si trovava al momento della vendita». Quindi, a meno che il consumatore abbia deciso in modo diverso, il bene deve essere consegnato «con gli accessori, le pertinenze e i frutti dal giorno della vendita». Inoltre, l’acquirente deve ricevere i titoli e i documenti relativi alla proprietà e all’uso della cosa venduta, come ad esempio una semplice ricevuta che dimostri che quel bene è stato comprato da una determinata persona in cambio della somma di denaro richiesta. Oppure un precedente contratto di acquisto in mano al venditore, il quale ha l’obbligo di procurarselo se non fosse in suo possesso.

Se la consegna viene effettuata in un momento successivo a quello dell’acquisto, il venditore ha l’obbligo di custodire il bene.

Obblighi del venditore: far acquistare la proprietà

Secondo obbligo del venditore citato dal Codice civile: far acquistare la proprietà del bene venduto. Il venditore è tenuto a procurare il trasferimento del diritto nel caso in cui non sia un effetto immediato dell’acquisto.

Non è possibile, dunque, per il venditore pregiudicare in qualsiasi modo tale diritto, ad esempio vendendo ad una seconda persona lo stesso bene solo perché l’operazione risulta più conveniente per lui e privando, in questo modo, il primo acquirente della priorità acquisita.

Obblighi del venditore: la garanzia del diritto di proprietà

Legato a quello precedente, c’è un terzo obbligo del venditore previsto dal Codice civile: quello di essere il garante del compratore dai vizi e «dall’evizione» del bene. Che cosa significa?

Il termine «evizione» richiama in questo caso la vendita di una cosa che appartiene ad un’altra persona, la quale può rivendicare il bene venduto in qualsiasi momento. Questa garanzia, dunque, è funzionale alla tutela per eventuali vizi di cui il consumatore non è a conoscenza al momento dell’acquisto e che potrebbero limitare il godimento del diritto e del bene stesso.

A tal proposito, è obbligo del venditore garantire il consumatore da questi tre tipi di evizione:

  • totale, ovvero quando l’acquirente perde completamente la proprietà di un bene perché viene accolta la rivendicazione di un terzo. Il compratore, in questo caso, può proporre la risoluzione del contratto, condannando il venditore a restituire l’importo pagato e a risarcire il danno provocato;
  • parziale, vale a dire quando l’acquirente perde una parte della proprietà di un bene. Il compratore ha diritto a risolvere il contratto, alla restituzione di quanto pagato e al risarcimento del danno, ma solo nel caso in cui abbia completato l’acquisto, altrimenti può chiedere solo il risarcimento, oltre alla risoluzione del contratto;
  • limitativa, cioè quando una terza persona vanti sul bene acquistato un diritto reale minore. Il consumatore ha diritto a pretendere quanto previsto per l’evizione parziale.

Da segnalare, infine, che se il bene venduto non ha le caratteristiche o la qualità promesse, essenziali per l’uso a cui è destinato, il compratore «ha diritto ad ottenere la risoluzione del contratto secondo le disposizioni generali sulla risoluzione per inadempimento, purché il difetto di qualità ecceda i limiti di tolleranza stabiliti dagli usi».


note

[1] Artt. 1476 e succ. cod. civ.


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