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Covid: l’affare dei «compro oro»

18 Gennaio 2021
Covid: l’affare dei «compro oro»

Sono tra i pochi che prosperano in piena crisi: il business della vendita di preziosi, da parte di privati a questi esercizi, è cresciuto del 50%.

In pochi, possono dire di aver aumentato gli incassi in questo periodo. Tra loro, senz’altro, i big del settore farmaceutico. Ma non solo.

Proprio perché la crisi morde e in tanti, avendo visto contrarre i propri guadagni, hanno bisogno di liquidità, tra i protagonisti del boom ci sono anche i «compro oro». Rispetto al periodo pre-Covid hanno raddoppiato gli introiti, secondo le stime dell’associazione a tutela dei consumatori Codacons, preoccupata soprattutto da alcuni strascichi del fenomeno.

«La situazione è drammatica, si vende tutto ciò che si possiede – ha spiegato il presidente dell’associazione, l’avvocato Carlo Rienzi, all’agenzia di stampa Adnkronos -. L’unica cosa che si può fare è vigilare affinché le valutazioni fatte dagli esercenti non siano inferiori al bene che si sta vendendo. Noi abbiamo chiesto alla Guardia di Finanza di controllare».

È una tendenza nuova. Durante la prima ondata della pandemia di Coronavirus qualcosa di simile era successo con l’aumento degli italiani che sceglievano di rivolgersi al monte dei pegni (per approfondire leggi qui: Come il Coronavirus sta rendendo gli italiani più poveri). Questo perché in tanti, pur avendo anche in quel caso un disperato bisogno di liquidità, speravano al tempo stesso di poter poi recuperare il bene impegnato. Ora, invece, si vende e basta.

«Adesso, anche se può sembrare paradossale, siamo in crisi pure noi», ha detto, sempre all’Adnkronos, la titolare di un negozio di pegni. Testimonianza preziosa per capire come gli italiani stanno cercando di attrezzarsi per fronteggiare il lungo momento di difficoltà economica.

«Con l’incertezza sulla fine della crisi e la difficoltà a riscattare i beni impegnati per mancanza di soldi, la gente preferisce rivolgersi ai compro oro», continua la titolare. Storia di come un business cresce del 50% in una manciata di mesi.



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2 Commenti

  1. buongiorno, ma su che dati vi basate? guardate quanti compro oro hanno chiuso dall’inizio della pandemia ad oggi. abbiamo cali del fatturato dal 50 al 70% rispetto al 2019. ma come fate ad affermare certe cose? la gente era in fila al banco dei pegni non per impegnare, ma per pagare le rate mensili del pegno !!! informatevi. quando ci sono situazioni come questa, come è successo anche in precedenza, le persone sono portate a non spendere e quindi non hanno bisogno ne di comprare ne di vendere. accumulano, tanto che i risparmi degli italiani sono in forte aumento. è ingiusto scrivere certe cose in un momento dove è difficile per tutti arrivare a fine mese. cordialmente. Marco

  2. Vorrei sapere, sulla base di quali dati o bilanci, dite di questo incremento del 50% del volume d’affari dei Compro Oro.
    Semmai c’è stato un calo dello stesso dell’80% dall’inizio della seconda ondata di covid19. Questo dato potete verificarlo,consultando i banchi metalli preziosi che riacquistano dai Compro Oro e che hanno il polso della situazione di tutti i loro clienti.
    Poi, per concludere, la GDF non ha bisogno di sprone per fare il proprio dovere, visto che dall’ultima Legge 92/2017 che regola questa attività di Operatori Compro Oro, sono loro, i deputati al controllo finanziario di questi ultimi.

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