Diritto e Fisco | Articoli

Perché una sentenza può dire il contrario di un’altra?

19 Gennaio 2021
Perché una sentenza può dire il contrario di un’altra?

Contrasto tra sentenze di giudici diversi: il valore del precedente e il ruolo della Cassazione nell’interpretazione del diritto italiano. 

Chi non ha studiato legge stenta, a volte, a comprendere il sistema giudiziario italiano. Una tipica domanda che il cittadino medio si pone è: perché una sentenza può dire il contrario di un’altra su una stessa materia? E in caso di pareri opposti, quale sentenza prevale?

La risposta a questi quesiti passa dalla comprensione di una serie di questioni preliminari: che valore ha una sentenza e quali poteri ha un giudice nell’interpretazione della legge? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Che poteri ha un giudice nell’interpretare la legge?

L’articolo 101 della nostra Costituzione recita nel seguente modo: «i giudici sono soggetti solo alla legge». In questa frase, è racchiuso tutto il funzionamento del nostro sistema giudiziario. Questa espressione sta a significare che i magistrati, chiamati ad applicare le leggi ogni volta che devono emettere una sentenza, non sono obbligati a rispettare l’interpretazione che di esse è stata data da altri giudici, ma sono liberi di averne una propria. 

Quindi, ogni giudice può avere un proprio pensiero, anche diverso da quello dei propri colleghi e, addirittura, anche da quello della stessa Cassazione.

Ciò non vuol dire che ogni magistrato sia libero di fare ciò che vuole e di dare torto o ragione secondo il proprio capriccio o le amicizie personali. Resta infatti pur sempre l’obbligo, per il giudice, motivare correttamente la sentenza e il percorso logico che lo ha portato a una determinata decisione. Senza motivazione, la sentenza è nulla. Ed in più, in caso di interpretazione difforme dal senso reale della legge, il cittadino ha sempre la possibilità di ricorrere in Cassazione affinché annulli la pronuncia, ripristinando la corretta interpretazione del diritto.

Dunque, se anche ogni giudice è libero di avere una sua personale visione del diritto, c’è sempre la Cassazione a cui rivolgersi in caso di abusi o di errori. 

Perché il giudice è libero di decidere come vuole?

Ogni legge è generale e astratta, prendendo a riferimento situazioni ideali e non reali. Né potrebbe essere altrimenti; diversamente, avremmo un incredibile proliferare di norme. Quindi, ogni volta che un giudice deve decidere una controversia, è chiamato a concretizzare il senso di questa legge. E questa concretizzazione passa attraverso un meccanismo interpretativo che, dal caso astratto, la porta al caso concreto. 

Ecco perché il giudice si ritrova tra le mani questo potere. Un potere necessario, per come anticipato. Ma del quale è assolutamente vietato abusare. 

In caso di interpretazioni opposte, quale prevale?

Ora, se è vero che ogni giudice può avere una propria opinione, è anche possibile che due giudici ne abbiano una diversa l’uno dall’altro. Cosa succede in questi casi? Quale decisione prevale?

La risposta è molto semplice.

Ogni sentenza ha valore solo tra le parti in causa e non nei confronti dei terzi. Quindi, è possibile che, in Italia, la stessa vertenza sia decisa in un modo da un giudice ed in un altro da un diverso giudice. Nessuno dei due giudici, come detto in precedenza, è vincolato dal precedente del collega.

Questo non pone problemi di contrasti tra le due pronunce perché ciascuna di esse si riferisce a soggetti differenti ed ha efficacia solo tra questi.

Facciamo un esempio.

Fulvio si rivolge al tribunale di Roma per chiedere l’annullamento di una multa e il giudice gli dà ragione. Mariano si rivolge al tribunale di Benevento per chiedere l’annullamento di una identica multa, ma il giudice di tale città, interpretando in modo diverso la legge, gli dà torto. La sentenza del tribunale di Roma ha effetto solo per Fulvio mentre la sentenza del tribunale di Benevento ha effetto solo per Mariano. Ben potrà avvenire che un terzo soggetto, ad esempio Mario, rivolgendosi a un altro tribunale, ottenga una decisione dissimile dalle precedenti.

Dall’esempio si comprende che, in caso di pareri opposti, nessuna sentenza prevale sull’altra, ma ciascuna ha una limitata efficacia al proprio caso.

L’unico limite che pone un sistema del genere è in termini di giustizia: come mai il cittadino può subire la negazione di un diritto che un altro giudice invece ha riconosciuto in un differente territorio? Il diritto è anche questione di fortuna? In teoria, non è così. Chi non è soddisfatto dell’interpretazione che il giudice ha dato della legge al proprio caso può ricorrere alla Cassazione. La Cassazione dovrebbe, infatti, mantenere un’interpretazione unitaria del diritto, eliminando tutti i contrasti tra i vari giudici.

Ma così non succede nella pratica. Difatti, la Cassazione è composta da sezioni diverse, ciascuna delle quali a volte decide in modo diverso dalle altre. Gli stessi giudici della Cassazione cambiano nel tempo, sicché le interpretazioni si evolvono, mantenendosi peraltro al passo coi tempi.

Ecco perché, alla fine, non c’è mai certezza quando si intraprende una causa. 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube