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Conte vede la maggioranza: ecco le prossime mosse

20 Gennaio 2021
Conte vede la maggioranza: ecco le prossime mosse

Puntellare un Esecutivo che ha più bisogno che mai di sostegni. È l’imperativo dopo il voto di ieri, che dà al Governo margini di manovra molto risicati.

Allargare gli orizzonti: non è un’opzione, ma la sola possibilità di sopravvivenza per Conte & Co. È quanto emerge dal voto di fiducia di ieri a Palazzo Madama, il cui risultato fotografa un governo di minoranza: maggioranza assoluta alla Camera, ma non al Senato, dove Conte ha incassato solo quella relativa. Vuol dire che finché le partite si giocano a Montecitorio tutto ok. Ma questo è solo un rovescio della medaglia in un sistema bicamerale come quello italiano. Il rischio è di trovarsi perennemente sotto scacco dell’opposizione nell’altro ramo del Parlamento. In sostanza: non avere i numeri.

L’imperativo categorico della maggioranza allargata è emerso anche oggi dal vertice con i capi delegazione e i leader di partito che compongono il Governo, collegati con Palazzo Chigi da remoto. Per ora, Conte è intenzionato a mantenere l’interim all’Agricoltura; solo successivamente prenderà decisioni sulla squadra.

Tecnicamente, sarà ancora Conte-bis se ci si limiterà a redistribuire le deleghe vacanti, cioè i posti lasciati vuoti dalle ministre di Italia Viva Bellanova e Bonetti, Agricoltura, Famiglia e Pari opportunità, e poi la delega ai Servizi segreti. Laddove, invece, il rimpasto fosse più consistente, questo comporterebbe una lunga trattativa con i partiti. Se Conte ottenesse un reincarico, passeremmo al Conte-ter, dunque a un nuovo capitolo.

Intanto, c’è attesa per l’incontro con il capo dello Stato Sergio Mattarella, che Conte aggiornerà sulle prossime mosse oggi stesso, alle 18,30. Se vanno trovati sostegni, è ampiamente possibile che si vada a pescare tra Forza Italia e Italia Viva.

Al partito di Silvio Berlusconi, Conte è riuscito a strappare un paio di fedelissimi, ieri, durante il voto al Senato. Si tratta di Andrea Causin e Maria Rosaria Rossi, che hanno detto sì al Conte-bis in controtendenza con il proprio schieramento e, adesso, proprio per questo, sono stati espulsi. Il loro destino è tutto da scrivere. Sicuramente, fa tremare Forza Italia e temere una fuga di parlamentari: anche Renata Polverini è tra gli «infedeli» che hanno preferito votare la fiducia al Governo, a costo di abbandonare il partito azzurro.

Quanto a Italia Viva, dal Pd gira un nuovo mantra, in queste ore: la rottura è con Renzi, non con Iv. Il partito, però, si è subito dichiarato all’opposizione e continua a lanciare provocazioni, lasciando a intendere di avere il coltello dalla parte del manico.

«Se vogliono trovare un accordo serio con noi bene, altrimenti il governo ha le ore contate», avrebbe detto oggi Luciano Nobili, deputato Iv, che ribadisce il “no” del partito, mercoledì in Parlamento, alla relazione sullo stato della giustizia del guardasigilli Alfonso Bonafede. «L’incidente è dietro l’angolo» perché al Governo mancherebbe la maggioranza.



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