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Gatto investito: cosa fare?

21 Gennaio 2021 | Autore:
Gatto investito: cosa fare?

Come comportarsi e chi chiamare in caso di incidente a danno di un animale? Quando si rischia il maltrattamento o l’omissione di soccorso?

Gli episodi, purtroppo, sono abbastanza frequenti: si fa una passeggiata o si va in auto e, sul ciglio della strada o in mezzo alla carreggiata, si vede un animale finito chissà quando sotto un’auto. Nel migliore dei casi, è ancora vivo, ferito e quasi immobile ma vivo. Nella peggiore delle ipotesi, chissà da quanto tempo è lì, schivato dai pedoni e dalle auto.

Quando ci si trova davanti un gatto investito, cosa fare? Chi bisogna chiamare? Se è ancora vivo, è il caso di prenderlo in braccio e di portarlo da qualche parte? Oppure è meglio chiamare un veterinario? Esiste un servizio di soccorso urgente per gli animali investiti? Una sorta di 118 per cani o gatti investiti dalle auto? Troppe domande possono assalire chi assiste all’investimento di un animale o a chi lo trova ferito da qualche parte. E ce ne sarebbe un’altra da aggiungere: se si fa finta di niente, si rischia l’omissione di soccorso? Vediamo di dare risposta a tutti questi dubbi, a partire da quella più importante: cosa fare se vediamo un gatto investito.

Gatto investito: perché può succedere?

Com’è possibile che un gatto, un felino, un animale con un istinto estremamente sviluppato, possa finire sotto un’auto senza accorgersi del suo arrivo? Per quanto la curiosità e l’astuzia non gli manchino, anche un gatto può perdersi e trovarsi spaesato in una zona o in una strada che non conosce e di cui non conosce i pericoli.

Può capitare che l’animale non calcoli bene la velocità con cui deve attraversare o che, di notte, rimanga abbagliato dalle luci della macchina che poi, involontariamente, lo investe.

Gatto investito: c’è l’obbligo di fermarsi?

Citavamo prima il rischio di incorrere nell’omissione di soccorso. Infatti, il Codice della strada impone a chiunque causi un incidente a danno di un animale di fermarsi e garantire il soccorso.

Recita il Codice: «L’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno» [1].

È chiaro, dunque, che chi investe un gatto è tenuto a fermarsi. Il Codice lo sottolinea parlando anche di quello che rischia il conducente che non osserva quest’obbligo: «È punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 422 a 1.694 euro».

Non solo il conducente, però, ma anche chi viaggia con lui: «Le persone coinvolte in un incidente con danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti – continua l’articolo del Codice della strada – devono porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso. Chiunque non ottempera all’obbligo di cui al periodo precedente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 85 a 338 euro».

In altre parole: dopo aver capito di avere investito un gatto (o un altro animale) non basta chiamare i soccorsi con il viva voce dell’auto e proseguire la marcia: c’è l’obbligo di fermarsi e di soccorrere il gatto, magari evitando che possa subire qualche altro danno o che rimanga in mezzo alla strada con il rischio di essere investito una seconda volta.

Gatto investito: quando scatta il maltrattamento di animali?

Ai vincoli posti dal Codice della strada, che abbiamo appena visto, la Cassazione ne aggiunge un altro. Premesso che l’automobilista che investe un gatto non è tenuto ad eseguire delle manovre di soccorso sull’animale se non ha competenza in materia (rischia di procurare al micio un danno ancora più grave), la Suprema Corte ritiene che, in determinati casi, possa scattare il reato di maltrattamento di animali. Succede quando l’automobilista, oltre a non prestare soccorso all’animale che ha investito, impedisce ad altre persone di aiutare il gatto e di prestare le doverose cure per tentare di salvarlo [2].

Gatto investito: chi chiamare?

Posto che c’è l’obbligo di fermarsi quando viene investito un gatto e che l’automobilista non è tenuto a sapere quali manovre di soccorso compiere sull’animale, la domanda successiva è: «Cosa fare e chi chiamare per aiutare l’animale?».

Secondo le indicazioni della Lav, la Lega antivivisezione, bisogna rivolgersi al Servizio veterinario dell’Asl competente per territorio, che devono garantire reperibilità anche notturna e festiva e sono tenuti ad intervenire in caso di emergenza, trattandosi di un servizio pubblico.

Gatto investito: chi paga i soccorsi?

Qui, si entra in un terreno delicato, perché viene richiamata la coscienza civica dei cittadini. Ad oggi, non esiste ancora un fondo dello Stato destinato al soccorso degli animali incidentati, nonostante sia stato sollecitato tempo fa dallo stesso ministero della Salute e nonostante dal 2017 la riforma dei Livelli essenziali di assistenza abbia stabilito che il soccorso agli animali incidentati passasse nelle mani dello Stato.

In attesa che il fondo venga istituito, paga il soccorritore le spese di recupero, di trasporto e di assistenza veterinaria del gatto investito.

Va da sé che questo solleva una questione non solo di coscienza civica, come si diceva prima, ma anche di obbligo legale. Se, come abbiamo visto prima, chiunque rimane coinvolto in un incidente a danno di un animale è tenuto a fermarsi ed a prestare soccorso al gatto o al cane, a meno che il conducente o il passante sia un veterinario, è evidente che sarà obbligatorio telefonare al Servizio veterinario dell’Asl. Stando così le cose, chi fa la telefonata e richiede il soccorso dovrà accollarsi le citate spese. Se, per evitare di pagare, si disinteressa dell’accaduto, rischia la sanzione prevista dal Codice della strada.


note

[1] Art. 189 co. 9bis cod. str.

[2] Cass. sent. n. 29543/2011 del 22.07.2011.


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9 Commenti

  1. Ci sono pazzi che corrono con una velocità assurda sui rettilinei e investono gli animali senza preoccuparsi di fermarsi per soccorrerli o quantomeno chiamare un veterinario. Figuriamoci se sapendo che devono sostenere delle spese, esce fuori il loro altruismo!

  2. Purtroppo, non tutti hanno la premura di fermarsi e fare un mea culpa soccorrendo queste povere bestioline. E poi ci ritroviamo con le strade tappezzate di animali morti o morenti senza che alcuno si preoccupi di intervenire. E poi magari sui social le stesse persone condividono foto di gattini e cagnolini. Ipocriti!!!

  3. Non so con che coraggio si lasci morire un animale sul ciglio di una strada dopo averne causato la sofferenza. Quanto meno uno dovrebbe cercare di rimediare alla sua azione e tentare di salvare l’animale, invece la cosa più semplice è scappare. Ma figuriamoci, Certi lo fanno con le persone…Figuratevi se si fanno qualche scrupolo con gli animali

  4. Per imporre a questi pirati della strada di rallentare dovrebbero riempire la strada di dossi? Forse, così, capirebbero che non sono mica ad una corsa e che bisogna prestare attenzione perché un animale potrebbe sbucare sulla strada e oltre ad ucciderlo c’è il rischio di provocare un incidente anche al conducente dell’auto che viene dal senso opposto di marcia. Ma a questi folli chi ha rilasciato la patente? E soprattutto, che fine ha fatto il loro senso di umanità?

  5. Basterebbe davvero poco per evitare questi incidenti e basterebbe ancora meno per rimediarvi, però la gente preferisce premere sull’acceleratore e sfrecciare via a gambe levate. Sono cose che certamente possono succedere però è possibile attivarsi affinché se si verifica questo tipo di incidenti quantomeno ci si è attivati a risolvere la situazione o almeno si tenta di farlo

    1. No, guarda, gli incidenti con i gatti capitano sempre per colpa del gatto che ti si infila nelle ruote. Non sono come i cani che “ci ragionano”, loro si affidano alla velocità e si buttano cercando di attraversare. Anni fa ne investii uno e andavo a 30 km/h in centro città con una vecchia 126 (anche a volere, con quella non ci andavi forte) e non ci fu nulla da fare: nemmeno visto, solo un lampo colorato schizzare fuori da una siepe e poi il sobbalzo della ruota anteriore, inutile qualsiasi tipo di manovra.

  6. Il fatto è che per la gente questi episodi non hanno importanza, non viene riconosciuto nella coscienza comune questo comportamento come un reato. Dovrebbero esserci sanzioni e casi eclatanti che facciano passare la voglia di comportarsi in tal senso in modo da fare cambiare l’atteggiamento di certi automobilisti verso il verificarsi di certe circostanze

  7. Una volta, un cane mi è comparso all’improvviso sulla strada. Non so come ho fatto ma sono riuscito a scansarlo, seppure andassi a velocità moderata, e a salvargli la vita anche perché lui era impaurito ed è rimasto immobile sulla strada.

  8. Mi capita spesso di trovare animali passare per strada. Io non corro, ma “cammino” ad una certa velocità. Ho mille occhi puntati sulla strada ed evito distrazioni tipo cellulare ecc. Quando vedo che un animale sta per attraversare la strada rallento e quando si piazza sulla mia corsia mi fermo proprio e suono in modo che possa attraversare la strada in sicurezza. Certo, è un po’ scomodo però così cerco di fare in modo che anche altri possano invece investirli

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