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Dpcm: le Faq del Governo su spostamenti e condominio

21 Gennaio 2021 | Autore:
Dpcm: le Faq del Governo su spostamenti e condominio

Seconde case, assemblee, spostamenti per portare i bambini dai nonni o per andare a trovare i genitori fuori Regione: gli ultimi chiarimenti.

Sì allo spostamento della seconda casa ma solo a certe condizioni. Sì alla riunione di condominio in presenza. Sì all’incontro tra partner che abitano in città diverse, ma con limiti. No alla visita ai genitori che abitano in un’altra Regione se non c’è un valido motivo di urgenza. Ecco alcune delle Faq più attese sull’ultimo Dpcm attualmente in vigore, appena pubblicate sul sito del Governo.

Tra i dubbi di chi abita in zona rossa o arancione c’era quello sulla possibilità di raggiungere la seconda casa, soprattutto se si trova in un’altra Regione. E qui il Governo ha voluto precisare la norma introdotta dal Dpcm con dovizia di particolari. La risposta è sì: è consentito lo spostamento nella seconda casa anche fuori Regione purché si dimostri di essere il proprietario o l’inquilino di tale immobile. Quindi, è considerato un rientro.

E qui scatta la regola anti-furbi: chi pensa di affittare nei prossimi giorni per una settimana o per un weekend una casa in montagna o al mare in modo da evadere un po’ dal lockdown, se lo scordi. Il Governo chiarisce, infatti, che la seconda casa, meta dello spostamento in questione, deve essere di proprietà o in affitto prima del 14 gennaio 2021, cioè prima della data in cui è stato firmato il Dpcm. Non solo: occorrerà dimostrare tale circostanza con un atto che riporti una data certa, come il contratto di affitto o il rogito firmato dal notaio.

Testualmente, il Governo scrive: «Dal 16 gennaio 2021 le disposizioni in vigore consentono di fare rientro alla propria residenza domicilio o abitazione senza prevedere più alcuna limitazione rispetto alle cosiddette seconde case. Pertanto, proprio perché si tratta di una possibilità limitata al rientro, è possibile raggiungere le seconde case anche in un’altra Regione o Provincia autonoma o anche da o verso le zone arancione o rossa solo a coloro che possono comprovare di aver effettivamente avuto titolo per recarsi nello stesso immobile anteriormente all’entrata in vigore del decreto legge 14 gennaio 2021. Tale titolo, per ovvie esigenze antielusive, deve avere data certa come, ad esempio, la data di un atto stipulato dal notaio ovvero la data di registrazione di una scrittura privata anteriore al 14 gennaio 2021. Sono dunque esclusi tutti i titoli di godimento successivi a tale data comprese le locazioni brevi non soggetti a registrazione».

Proprio per questo motivo, non è consentito prestare le chiavi della casa in riva al mare o sul lago ad un amico. Ma nemmeno andare a trovare il figlio sposato che abita in montagna fuori Regione. Continua, infatti, il Governo: «Naturalmente la casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo e vi si può recare unicamente tale nucleo». La sussistenza di tutti requisiti indicati potrà essere comprovata con copia del titolo di godimento avente data certa o eventualmente anche con autocertificazione. La veridicità delle autocertificazioni sarà oggetto di controlli successivi la falsità di quanto dichiarato costituisce reato.

Il Governo ha anche chiarito che:

  • è possibile fare le assemblee di condominio in presenza, purché mantenendo la distanza interpersonale e rispettando l’obbligo della mascherina. Tuttavia, viene fortemente consigliato lo svolgimento della riunione in modalità a distanza;
  • è possibile andare a trovare il proprio coniuge o partner che abita in un’altra città per motivi di lavoro, purché il luogo in cui si vedono coincida con quello di residenza, domicilio o abitazione;
  • fino al 15 febbraio, non è consentito ai figli di andare a trovare i genitori che sono in buona salute in un’altra regione, poiché non si tratta di un motivo di comprovata necessità. Sarà consentito nuovamente dopo quella data, a meno che il Governo mantenga le attuali restrizioni;
  • il genitore separato o divorziato può andare a trovare i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé anche tra Regioni e tra aree differenti. Tali spostamenti dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori;
  • non è vietato ma è fortemente sconsigliato spostarsi per accompagnare i propri figli dai nonni o per andarli a riprendere all’inizio o al termine della giornata di lavoro.


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2 Commenti

  1. buongiorno,
    i miei genitori sono proprietari di una seconda casa in Valle d’Aosta che non hanno in programma di raggiungere.
    Ci sono i presupposti che possa farlo io con la mia compagna fintanto che non è abitata da loro? mi sembra di capire di no ma, effettivamente, che la raggiungano loro o che lo faccia io, sempre dello spostamento di sole due persone si tratta.
    Cosa si intende per “casa di famiglia”?
    Grazie

    1. È possibile raggiungere le seconde case solo se si è in grado di comprovare il titolo per recarsi in quell’immobile prima dell’entrata in vigore del decreto-legge del 14 gennaio. Può andare in una seconda casa solo un nucleo familiare; inoltre, l’immobile non deve essere abitato da persone appartenenti ad un nucleo familiare diverso.

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