Più cassa integrazione Covid ma non per tutti

21 Gennaio 2021 | Autore:
Più cassa integrazione Covid ma non per tutti

Grazie allo scostamento di Bilancio, il Governo pensa ad altre 26 settimane di ammortizzatore ma solo per chi sta soffrendo di più la crisi.

L’approvazione unanime del Parlamento dello scostamento di Bilancio di 32 miliardi di euro consente al Governo di ragionare, tra le altre cose, sul futuro della cassa integrazione Covid. E comincia a delinearsi l’intenzione dell’Esecutivo su questo ammortizzatore sociale straordinario: il piano è quello di mantenerlo in modo selettivo, cioè solo nei settori che, oggettivamente, faticheranno maggiormente ad uscire dalla crisi. Per loro potrebbero essere messe in cantiere altre 26 settimane di cassa Covid da utilizzare probabilmente tra quest’anno e l’anno prossimo.

Il piano del Governo prevede che per il 2021 la cassa integrazione Covid sostituisca quella in deroga e l’assegno ordinario Fis e che sia completamente a carico dello Stato. Dal 2022, invece, ci sarebbe un incremento dello 0,65% dell’aliquota fissa a garanzia della sostenibilità finanziaria dell’ammortizzatore sociale.

Non per tutti, quindi, ma per chi è stato ed è tuttora il più penalizzato dalla crisi. Si parla, quindi, di commercio, piccole imprese non artigiane sotto i cinque dipendenti, ristorazione, turismo, spettacoli dal vivo, probabilmente anche fiere, congressi, cinema.

Per quanto riguarda, invece, l’industria, i trasporti e l’edilizia, si pensa ad altre 4-6 settimane di cassa integrazione Covid gratuita da usufruire dopo il 31 marzo 2021. Si tratterebbe di un salvagente utile per chi avvertisse la necessità di «alleggerire» l’organico quando – salvo proroghe dell’ultimo momento, che non sono affatto escluse – scadrà il divieto di licenziamento. Finito questo periodo, le aziende dovrebbero ricorrere nuovamente agli ammortizzatori ordinari.

Queste proposte si aggiungono a quanto già stabilito dalla legge di Bilancio, vale a dire alle 12 settimane di cassa Covid da utilizzare dal 1° gennaio al 30 giugno 2021 come alternativa all’assegno unico o alla cassa in deroga.



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