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Pensione anticipata con isopensione

22 Gennaio 2021 | Autore:
Pensione anticipata con isopensione

Scivolo pensionistico per i lavoratori in esubero: anticipo del pensionamento, importo spettante, beneficiari, valutazione del periodo di esodo.

L’isopensione [1] è una misura di accompagnamento alla pensione, che consente un anticipo nell’uscita dal lavoro pari ad un massimo di 7 anni.

È possibile ottenere sia l’accompagnamento alla pensione di vecchiaia che alla pensione anticipata, con isopensione: i costi dell’operazione vanno ad incidere esclusivamente sul datore di lavoro, senza alcun intervento a carico dello Stato o di altri enti.

Non tutti i datori di lavoro possono avvalersi dello strumento, ma soltanto coloro che appartengono al settore privato ed impiegano mediamente più di 15 dipendenti nel semestre precedente all’esubero.

Lo strumento è attivato attraverso un accordo (rientrante nell’ambito degli accordi collettivi di secondo livello) tra il datore e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello aziendale: nell’accordo sono individuati i dipendenti in eccedenza da accompagnare alla pensione.

Il datore di lavoro deve erogare un’indennità mensile pari al trattamento di pensione maturato al momento della cessazione del rapporto, l’indennità di isopensione. È inoltre tenuto a corrispondere i contributi previdenziali per tutto il periodo di esodo, garantendo il proprio impegno attraverso una garanzia fidejussoria.

Quanto dura l’isopensione?

In origine, la durata massima dell’isopensione era pari a 4 anni; la durata è stata ampliata a 7 anni, dapprima per il solo triennio 2018-2020, poi dal 2021 al 2023 ad opera della Legge di Bilancio 2021 [2].

Nel caso in cui, in costanza di godimento del trattamento di isopensione, dovessero essere incrementati i requisiti di accesso alla pensione, il datore di lavoro è tenuto a continuare a corrispondere il trattamento di isopensione per l’ulteriore periodo necessario, fermo restando il limite massimo legale di durata del prepensionamento, pari a 7 anni per gli esodi richiesti sino al 2023 [3].

L’Inps ha precisato che la data dell’ultima decorrenza ammessa è il 1° dicembre 2023, con risoluzione del rapporto di lavoro il 30 novembre 2023 [4].

Chi può beneficiare dell’isopensione?

Sino al 2023, possono beneficiare dell’isopensione i lavoratori ai quali non mancano più di 7 anni per raggiungere:

  • la pensione di vecchiaia ordinaria, i cui attuali requisiti sono 67 anni di età e 20 anni di contributi;
  • la pensione anticipata ordinaria, per la quale sono richiesti 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, un anno in meno per le donne.

Non è possibile utilizzare il cumulo contributivo per conseguire l’indennità di isopensione, ossia la facoltà di sommare gratuitamente, ai fini del diritto alla prestazione, i versamenti accreditati presso gestioni previdenziali diverse.

Il cumulo può essere difatti utilizzato solo per conseguire un trattamento pensionistico e non per conseguire il diritto al trattamento di accompagnamento alla pensione [5].

I lavoratori devono dipendere da un datore di lavoro del settore privato che abbia oltre 15 dipendenti, da calcolarsi sulla base della forza aziendale dei sei mesi precedenti.

A quanto ammonta l’isopensione?

L’indennità d’isopensione è pari al valore della pensione spettante teoricamente al lavoratore al momento dell’uscita dal lavoro, in base alle regole vigenti. È erogata per 13 mensilità, per ogni anno di spettanza.

L’importo è determinato senza considerare i contributi che l’azienda è tenuta a versare per tutto il periodo di prepensionamento.

Questi contributi sono comunque utili ai fini del diritto e della misura della futura pensione.

A quanto ammontano i contributi accreditati per l’isopensione?

I contributi accreditati per isopensione:

  • spettano nel periodo compreso tra la cessazione del rapporto di lavoro e la maturazione dei requisiti minimi richiesti per il diritto a pensione; considerando che per ottenere la pensione anticipata, una volta maturati i requisiti, sono necessari tre mesi di finestra, il datore di lavoro non è obbligato a versare i contributi per i mesi di finestra; deve invece continuare a corrispondere l’indennità;
  • sono pienamente validi ai fini del diritto e della misura della pensione, cioè del suo importo;
  • sono calcolati sulla retribuzione media mensile degli ultimi 48 mesi, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive.

Come si attiva l’isopensione?

L’isopensione si attiva con la sottoscrizione di accordi sindacali aziendali, per mezzo del quale il datore di lavoro e le organizzazioni sindacali definiscono la platea dei dipendenti in esubero. Il rapporto di lavoro degli esuberi può terminare:

  • attraverso risoluzioni consensuali, basate sulle adesioni spontanee dei lavoratori;
  • in modalità analoghe al licenziamento collettivo.

Qual è la procedura per richiedere l’isopensione?

Per richiedere l’isopensione, il datore di lavoro deve inviare all’Inps, attraverso il cassetto previdenziale del sito web dell’istituto, la domanda di ammissione al prepensionamento, attraverso il modello SC 77.

Alla domanda deve allegare l’accordo aziendale, il programma di esodo annuale e l’elenco dei lavoratori interessati.

L’accordo deve essere poi validato dall’Inps, con l’attribuzione di un codice di censimento e di un pin dedicato per la procedura.

L’azienda deve poi inviare il programma, distinto per annualità, dei dipendenti esodati, entro 90 giorni dalla scadenza del termine dell’uscita: sulla base del programma, l’Inps notifica l’ammontare della provvista finanziaria necessaria per la stipula della fideiussione bancaria relativa all’importo delle isopensioni e dei contributi da versare.

Dopo la presentazione della fideiussione da parte del datore di lavoro, l’Inps apre una posizione contributiva attribuisce all’azienda il codice di autorizzazione “6E” per effettuare i versamenti.

L’azienda inoltra infine all’Inps le domande di accesso con modello AP97, anche in via telematica.

L’indennità di isopensione è liquidata ai lavoratori interessati con decorrenza a partire dal mese successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.


note

[1] Art.4, Co. 1- 7 ter, L. 92/2012.

[2] Art.1 Co. 345 L. 178/2020.

[3] Circ. Inps 119/2013.

[4] Messaggio Inps 227/2021.

[5] Messaggio Inps 2475/2017.

Autore immagine: 123rf.com


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