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Parcheggio sotto finestre condominio

22 Gennaio 2021
Parcheggio sotto finestre condominio

Cosa fare contro chi parcheggia la macchina sotto il balcone o la finestra di un condominio, molestando con gas e rumori chi vive al primo piano.

Non di rado capita che, all’interno del cortile di un edificio, alcuni condomini lascino le auto parcheggiate sotto le finestre del condominio, molestando così i proprietari dei corrispondenti appartamenti. Il gas di scarico, il rumore del motore – specie se acceso durante le ore notturne – e gli schiamazzi che, di norma, si accompagnano all’arrivo del conducente e dei passeggeri disturbano chi vive al primo piano. Cosa si può fare per impedire tutto ciò?

Il problema è contemperare due interessi contrapposti, entrambi meritevoli di tutela: da un lato, quello di chi cerca un parcheggio e che, evidentemente, non avendo trovato altro spazio, è costretto a lasciare l’auto a ridosso del muro del palazzo; dall’altro lato, quello del condomino obbligato a tollerare la presenza del veicolo proprio sotto la propria finestra o il balcone.  

Cosa dice la legge in merito all’eventualità di un parcheggio sotto le finestre del condominio? Ecco alcuni importanti chiarimenti.

Legge uso parcheggi condominiali

In realtà, non esiste alcuna norma che disciplini tale ipotesi se non quella sull’utilizzo delle cose comuni. L’articolo 1102 del Codice civile stabilisce che ciascun proprietario può utilizzare gli spazi condominiali a condizione che non ne alteri la destinazione e che non impedisca agli altri condomini di fare altrettanto. Tutto ciò, riversato nell’ambito dell’impiego del cortile condominiale, si traduce nel divieto di non occupare troppo spazio rispetto a quello che potrebbe spettare in proporzione ai propri millesimi di proprietà.

Nessuna norma dunque vieta il parcheggio sotto le finestre condominiali. 

I limiti all’uso del parcheggio sotto la finestra al primo piano

Tuttavia, esistono diversi limiti che vanno ugualmente rispettati da parte dell’automobilista. Il primo è quello della tollerabilità delle emissioni di fumi e gas: a norma dell’articolo 844 del Codice civile non si può rendere irrespirabile l’aria del vicino tanto da costringerlo a vivere con le finestre chiuse. 

Stesso discorso per quanto riguarda i rumori che non possono eccedere i tre decibel rispetto all’ambiente circostante (limite questo che non si rinviene in alcuna norma ma che la giurisprudenza ha elaborato per ancorare, a un criterio fisso e oggettivo, la soglia di tollerabilità delle immissioni rumorose imposta anch’essa dall’articolo 844 del Codice civile).

Chi vive al primo piano dovrebbe quindi dimostrare – ossia fornire una prova rigorosa al giudice – che l’utilizzo dello spazio del cortile adiacente alla propria finestra lo priva del godimento del proprio appartamento a causa del gas nocivo e dei rumori.

Non è una prova facile, specie se si considera che i gas si disperdono nell’ambiente e non possono essere “trascinati” sul banco del giudice. Stesso discorso per i rumori per i quali occorrerebbe una perizia fonometrica.

Il più delle volte, dunque, il giudice si vale di una consulenza tecnica d’ufficio che possa rilevare l’eventuale intollerabilità di tali immissioni. Il tutto nell’ambito di un ricorso in via d’urgenza presentato in tribunale da parte del condomino molestato. Un giudizio di tale tipo pone però per quest’ultimo un grosso problema per chi agisce: quello dell’onere della prova, che ricade su di lui, ossia su colui che assume l’iniziativa giudiziaria. Se tale prova non viene adeguatamente fornita al magistrato, la domanda verrà rigettata con conseguente aggravio sotto il profilo delle spese processuali.

La regolamentazione dei parcheggi in condominio

C’è una seconda soluzione per chi vive al primo piano e non tollera il parcheggio sotto le finestre condominiali: quello di chiedere all’assemblea l’adozione di una delibera che regolamenti i parcheggi nel cortile e l’assegnazione degli stessi ai vari condomini, eventualmente facendosi attribuire lo spazio sotto la propria finestra.

La delibera che assegna i singoli posti auto ricavati nel cortile comune, senza attribuirne il possesso esclusivo, è validamente approvata anche a maggioranza dei presenti, che rappresentino almeno la metà dei millesimi dell’edificio. Non è quindi necessaria l’unanimità. 

Nel caso in cui il condominio si rifiuti di provvedere, è diritto del singolo rivolgersi al giudice affinché ordini all’assemblea di adottare tale provvedimento. 

In sintesi

In sintesi, per evitare il problema delle auto parcheggiate sotto le finestre, il condomino interessato può alternativamente: 

  • agire in via d’urgenza al giudice, lamentando – e però anche dimostrando – che i fumi e i rumori sono intollerabili;
  • oppure, più semplicemente, chiedendo all’assemblea o, in difetto di consenso al giudice, un provvedimento di regolamentazione dei posti auto con assegnazione degli stessi ai vari condomini.


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