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Quanto è la provvigione di un agente di commercio?

7 Maggio 2021
Quanto è la provvigione di un agente di commercio?

L’agente ha diritto alle provvigioni relative agli affari conclusi dal preponente nella sua zona di riferimento.

Hai deciso di lavorare nel settore commerciale. Ti è stato proposto un contratto di agenzia che prevede una provvigione del 6% sugli affari conclusi dal preponente nella zona a te assegnata. Ti chiedi se la misura della provvigione sia equa o se, al contrario, sia troppo bassa.

Quando viene stipulato un contratto di agenzia, l’agente si impegna a promuovere stabilmente gli affari per conto del preponente in una determinata zona che gli viene affidata. L’agente non viene remunerato con un compenso fisso ma con una percentuale relativa alle somme incassate dal preponente per affari promossi dall’agente stesso.

Ma quanto è la provvigione di un agente di commercio? Gli accordi economici collettivi fissano le regole che disciplinano la debenza della provvigione e le modalità di pagamento ma non viene determinato, a differenza delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, un importo minimo che deve essere erogato a titolo di provvigione.

Che cos’è il contratto di agenzia?

Il contratto di agenzia [1] è un accordo in base al quale il preponente affida all’agente il compito di promuovere gli affari in un determinato territorio per un determinato periodo di tempo in modo stabile. Si tratta di una figura che, molto probabilmente, è destinata a subire delle grandi trasformazioni a causa dell’irruzione delle vendite tramite internet.

In realtà, il contratto di agenzia non è l’unica tipologia contrattuale che può essere utilizzata per perseguire lo scopo di promuovere i propri affari in un dato territorio. Molte aziende, infatti, preferiscono assumere i commerciali direttamente come lavoratori dipendenti oppure preferiscono affidarsi a dei procacciatori d’affari i quali, tuttavia, a differenza degli agenti, non si obbligano a collaborare stabilmente con il preponente ma in modo saltuario e discontinuo.

Che cos’è la provvigione?

A differenza di un lavoratore subordinato, l’agente non percepisce dal preponente un compenso fisso mensile ma la remunerazione della sua attività viene erogata sotto forma di provvigioni.

La provvigione è una percentuale delle somme che il preponente incassa con riferimento ad affari riconducibili all’agente e alla sua zona di riferimento. Tale meccanismo spinge l’agente a procacciare più affari possibile a favore del preponente, consapevole che in tal modo potrà anch’egli partecipare economicamente al successo commerciale dell’azienda.

In particolare, la legge prevede che l’agente ha diritto alla provvigione per tutti gli affari conclusi durante il contratto di agenzia a condizione che l’operazione sia stata conclusa per effetto del suo intervento.

Qual è la misura della provvigione?

La retribuzione del lavoratore subordinato, oltre che essere fissa, non è rimessa unicamente dalla libera scelta delle parti poiché occorre, in ogni caso, rispettare i minimi salariali previsti dai contratti collettivi di lavoro. Anche per gli agenti esistono degli accordi economici collettivi siglati dalle organizzazioni sindacali e dalle organizzazioni degli imprenditori ma tali contratti non prevedono importi minimi da erogare a titolo di provvigione. Ne consegue che la misura della provvigione resta interamente determinata dal preponente e dall’agente all’interno del contratto di agenzia.

Provvigione: spetta anche dopo la cessazione del contratto?

Può accadere che gli affari promossi dall’agente producano i loro effetti anche successivamente alla data di cessazione del rapporto di agenzia.

La legge [2] prevede, proprio con riferimento a questa eventualità, che l’agente ha diritto alla provvigione anche sugli affari conclusi dopo la cessazione del contratto di agenzia a condizione che:

  • la proposta era pervenuta al preponente o all’agente prima della fine del rapporto;
  • gli affari si sono conclusi entro un termine ragionevole dalla data finale del contratto.

Di solito, gli accordi economici collettivi fissano tale “data ragionevole” in un termine temporale di 6 mesi. Inoltre, affinché l’agente abbia diritto alle cosiddette provvigioni postume, la conclusione dell’affare deve essere riconducibile prevalentemente all’attività da lui svolta.

Riscossione delle somme: spetta un’ulteriore provvigione?

Molto spesso, nell’ambito del contratto di agenzia, l’agente non è solo chiamato a promuovere gli affari per conto del preponente ma anche a svolgere attività ancillari ed ulteriori. Capita, ad esempio, frequentemente che all’agente sia anche affidato il compito di riscuotere le somme per conto della casa mandante. In questo caso, sia le disposizioni codicistiche che gli accordi economici collettivi prevedono che all’agente spetti uno specifico compenso aggiuntivo che, tuttavia, non deve essere erogato in forma provvigionale ma in forma fissa.


note

[1] Art. 1742 cod. civ.

[2] Art. 1748 cod. civ.


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