L’esperto | Articoli

Diniego permesso soggiorno lavoro per reati: ultime sentenze

22 Gennaio 2021
Diniego permesso soggiorno lavoro per reati: ultime sentenze

Quanto influisce una condanna penale o una semplice denuncia nei confronti del cittadino straniero che chiede il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno?

La denuncia penale nei confronti dello straniero non giustifica il rifiuto del permesso di soggiorno

Alla luce dell’art. 5 c. 5, T.U. immigrazione, di cui al D.Lgs. 25.7.1998 n. 286, deve ritenersi illegittimo il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno che faccia riferimento non alla sussistenza di una condanna, anche non definitiva o con sentenza irrevocabile, a seconda dei titoli di reato, automaticamente ostativa tra quelle indicate dall’art. 4 c. 3, del medesimo T.U., ovvero alla condanna per uno dei reati previsti dall’art. 380 commi 1 e 2, c.p.p., quanto invece, alla mera denuncia di reato (1); peraltro, a prescindere dagli accertamenti esperiti in sede penale, l’Amministrazione può ben ritenere, nell’ambito della propria discrezionalità, che un determinato rapporto di lavoro sia fittizio, ma in base ai principi generali, a ciò può pervenire solo in esito ad una adeguata istruttoria, in cui vengano acquisiti precisi elementi indiziari, del cui rilievo, occorre darsi atto in sede motivazionale.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. I, 28/02/2020, n.386

Non può essere rilasciato il permesso di soggiorno allo straniero condannato per favoreggiamento della prostituzione

È legittimo il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato di uno straniero condannato per favoreggiamento della prostituzione; ed infatti, ai sensi dell’art. 4, comma 3, d.lg. n. 286 del 25 luglio 1998, non è ammesso in Italia lo straniero che risulti condannato, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’art. 444 c.p.p., per reati previsti dall’art. 380, commi 1 e 2, c.p.p. ovvero per reati inerenti gli stupefacenti, la libertà sessuale, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’emigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione; non è necessario, in tal caso, un giudizio di valutazione della pericolosità sociale del soggetto, essendo tale valutazione effettuata in via presuntiva dallo stesso legislatore e l’effetto espulsivo che ne deriva si produce automaticamente.

Consiglio di Stato sez. III, 19/07/2019, n.5083

Sì al diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato allo straniero che abbia commesso reati in materia di stupefacenti.

E’ legittimo il provvedimento di diniego del rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato adottato in ragione della commissione da parte dello straniero istante di reati in materia di stupefacenti, pur in presenza di legami familiari e di un’occupazione lavorativa.

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. II, 12/11/2018, n.1055

Sì allo stop del rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno per reati connessi alla tutela del diritto di autore

Ai sensi dell’art. 26, comma 7 bis, d.lg. n. 286 del 1998, la condanna con provvedimento irrevocabile per alcuno dei reati previsti dalle disposizioni del Titolo III, Capo III, Sez. II, l. 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, relativi alla tutela del diritto di autore, e dagli artt. 473 e 474 c.p., quali la ricettazione e il commercio di prodotti con segni falsi, comporta automaticamente la preclusione del rilascio o rinnovo, o la revoca, del permesso di soggiorno allo straniero per lavoro autonomo e l’espulsione del medesimo con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica, senza che si richieda l’accertamento in concreto della pericolosità sociale, avendo il Legislatore operato a monte una valutazione presuntiva, in relazione alla tipologia di reato e all’oggetto della tutela penale ed anche al tipo di attività lavorativa svolta.

Consiglio di Stato sez. III, 10/10/2018, n.5839

Condanna penale di extracomunitario per violenza sessuale o lesioni personali: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno

È legittimo il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro opposto ad un extracomunitario in conseguenza di condanna penale da lui riportata per violenza sessuale e lesioni personali (nella specie, continuate e in concorso), rientrando tale circostanza nel novero dei reati di cui all’art. 380, commi 1 e 2, c.p.p., che, per il combinato disposto degli art. 4, comma 3, e 5, d.lg. 25 luglio 1998 n. 286, impediscono il rilascio del titolo di soggiorno in quanto di per sé sintomatici, per valutazione insindacabile del legislatore, della pericolosità dello straniero per l’ordine e la sicurezza pubblica. La gravità degli stessi e l’allarme sociale dagli stessi suscitato esimono l’Amministrazione dall’osservanza delle garanzie procedimentali, in quanto il giudizio di disvalore e sfavorevole al rilascio del titolo di soggiorno è già stato effettuato dal legislatore, limitando quindi il margine di apprezzamento devoluto all’autorità amministrativa.

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. II, 05/12/2016, n.1675

Per il permesso di soggiorno rileva il rapporto di lavoro anche se evasivo dei contributi previdenziali

E’ illegittimo il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno opposto all’extracomunitario per insufficiente reddito lavorativo avendo egli documentato, con il deposito degli estratti conto bancari, di aver percepito negli anni di riferimento redditi da lavoro dipendente superiori alla soglia minima richiesta dalle disposizioni in materia, anche se non registrati nei tabulati I.N.P.S. per una omissione del datore di lavoro, che non aveva versato i contributi previdenziali, omissione che non può tornare in danno del lavoratore straniero al fine di comprovare il requisito reddituale.

Consiglio di Stato sez. III, 04/10/2016, n.4082

Condanna penale riportata da un extracomunitario per violenza sessuale: è legittimo il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro

E’ legittimo il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro opposto ad extracomunitario in conseguenza di condanna penale da lui riportata per violenza sessuale e fatti gravi commessi a carico di familiare con lui convivente, rientrando essi nel novero dei reati di cui all’art. 380 comma 1 e 2 c.p.p. che, per il combinato disposto degli artt. 4 comma 3 e 5 comma 5, d.lg. 25 luglio 1998, n. 286, impediscono il rilascio del titolo di soggiorno in quanto di per sé sintomatici, per valutazione insindacabile del legislatore, della pericolosità dello straniero per l’ordine e per la sicurezza pubblica.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. I, 02/08/2016, n.1104

Per il combinato disposto degli artt. 4, comma 3, e 5, comma 5, del D. Lgs. n. 286 del 1998, vi sono alcune cause tassativamente ostative al rilascio o al rinnovo di un permesso di soggiorno: tale effetto è attribuito alle condanne penali riportate – anche non definitive o c.d. “patteggiate” – per talune specie di reati come, a titolo esemplificativo, i reati in materia di stupefacenti ovvero contro la libertà sessuale; un simile effetto preclusivo non è invece ricollegato dalla legge alla natura fittizia di un rapporto di lavoro dichiarato, potendosi peraltro in tale circostanza applicare l’art. 5, comma 5, del D. Lgs. n. 286 del 1998, nella parte in cui dispone che, ai fini del rilascio del permesso di soggiorno, si debba tenere conto degli « elementi sopravvenuti» quali, per l’appunto, la stipulazione di un nuovo contratto di lavoro.

T.A.R. Parma, (Emilia-Romagna) sez. I, 26/05/2016, n.177

Costituisce motivo ostativo al rinnovo del permesso di soggiorno la mancanza dei requisiti di reddito e di lavoro stabile

E’ legittimo il rigetto da parte della Questura della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno per mancanza dei requisiti di reddito e di stabile occupazione lavorativa, indispensabili per la permanenza del cittadino extracomunitario sul territorio nazionale, atteso che detti requisiti costituiscono condizione soggettiva non eludibile ai fini del rilascio del permesso di soggiorno perché attiene alla sostenibilità dell’ingresso e della permanenza dello straniero nella comunità nazionale, in quanto garantisce che egli contribuisca al progresso anche materiale della società e non si dedichi ad attività illecite.

T.A.R. Torino, (Piemonte) sez. I, 13/05/2016, n.667

Non è contestabile il diniego del permesso di soggiorno per omessa considerazione della tutela del nucleo famigliare non presente nel territorio nazionale

Il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, opposto all’extracomunitario per le sanzioni penali alle quali è stato ripetutamente condannato per i gravi reati commessi, non può essere validamente contestato con richiamo all’omesso bilanciamento, da parte dell’Autorità competente, degli interessi tra tutela dell’ordine pubblico e tutela dell’unità familiare, ossia la presenza sul territorio italiano di stretti e significativi vincoli di natura familiare, ove non risulti la presenza stabile nel territorio italiano della famiglia dell’istante.

T.A.R. Perugia, (Umbria) sez. I, 01/04/2016, n.302



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube