Diritto e Fisco | Articoli

Autovelox: come capire se la multa è valida

22 Gennaio 2021
Autovelox: come capire se la multa è valida

Cosa controllare nella multa per verificare se si può fare ricorso. 

Quando si prende una multa per eccesso di velocità, la prima cosa che comunemente si fa è mostrarla all’avvocato affinché verifichi se ci sono elementi per fare ricorso. Difatti, l’annullamento della sanzione passa proprio da una verifica formale della contravvenzione inviata all’automobilista. L’avvocato sa quali controlli eseguire sul verbale. Nulla tuttavia che non possa fare lo stesso trasgressore. Si tratta infatti di operazioni molto semplici che richiedono poco tempo. Ecco allora come capire se la multa con l’autovelox è valida o meno. 

Prendete in mano la multa che avete ricevuto ed eseguite i passi che vi illustrerò a breve, in modo tale da accertarvi se potete ricorrere al giudice e chiedere l’annullamento.

L’indicazione del decreto del Prefetto

Se la polizia vi ha fatto la multa senza fermarvi, spedendovi il verbale direttamente a casa, il verbale deve indicare gli estremi del decreto del Prefetto che autorizza gli agenti a elevare le contravvenzioni in modalità automatica, senza cioè la loro presenza fisica sul luogo dove è fissato l’autovelox. 

Le autorità infatti hanno in generale l’obbligo di contestare l’infrazione all’automobilista nel momento stesso in cui questa viene commessa. Solo nelle strade indicate negli appositi decreti del Prefetto non c’è quest’onere. Ma il numero e la data di tale decreto devono essere menzionati sul verbale, altrimenti la multa è nulla.

Quindi, la prima cosa che dovete fare quando ricevete una multa per autovelox è verificare se, all’interno di essa, nella sezione in cui descrive l’illecito, vengono riportati gli estremi del provvedimento prefettizio.

Se vi accorgete che il verbale non riporta tale importante elemento, potete fare ricorso al giudice di pace affinché vi annulli la multa.

L’indicazione dell’omologazione dell’autovelox

Tutti gli autovelox, prima del loro impiego, devono essere omologati. Si tratta di un controllo che viene fatto una sola volta all’atto del loro rilascio.

La multa deve indicare gli estremi del provvedimento di omologazione dell’apparecchio. Diversamente, il verbale è nullo e può essere contestato. Anche in questo caso, quindi, bisogna leggere attentamente la sezione della contravvenzione dov’è indicato l’illecito commesso dall’automobilista: è lì che deve essere menzionato il provvedimento di omologazione.

L’indicazione dell’ultima taratura dell’autovelox

Tutti gli autovelox vanno sottoposti ad un controllo annuale di funzionalità che si chiama taratura. Ciò per evitare che i continui spostamenti della macchina o le intemperie a cui è esposta possano influire sul sistema di rilevamento elettronico della velocità. 

Quest’obbligo è ormai sancito a chiare lettere dalla giurisprudenza. 

Per verificare quindi se la multa è valida, dovete non solo accertarvi che, all’interno di essa, sia stata indicata la data dell’ultima taratura dell’autovelox, ma anche che la stessa non sia anteriore di oltre 1 anno dal rilevamento. Diversamente, anche in questo caso, la multa è illegittima e il verbale può essere impugnato entro 30 giorni davanti al giudice di pace.

Il luogo, la data e l’ora della rilevazione

Non in ultimo, il verbale deve indicare il luogo in cui è avvenuta la rilevazione a mezzo dell’autovelox. La multa deve cioè riportare l’esatta chilometrica e il senso di marcia ove è stato posizionato l’apparecchio di controllo elettronico della velocità. La ragione è abbastanza semplice: solo così l’automobilista potrà accertarsi se quel tratto di strada rientra nelle aree ove il decreto del Prefetto ha autorizzato l’elevazione della contravvenzione in modalità automatica, senza cioè lo stop immediato all’automobilista. 

Se tuttavia il decreto del Prefetto non indica la direzione di marcia, si ritiene che l’uso dell’autovelox sia autorizzato su entrambi i lati della strada.

Inoltre, il verbale deve indicare la data e l’ora dell’infrazione in modo che l’automobilista possa innanzitutto capire se era lui l’effettivo conducente; questo gli consentirà di inviare alla polizia, nei successivi 60 giorni, i dati di chi era alla guida dell’auto, per la decurtazione dei relativi punti dalla patente. 

Potrebbe peraltro verificarsi che, per un mero errore materiale nel riportare la targa del veicolo, la multa arrivi a una persona diversa dall’effettivo trasgressore. In tal caso, sarà possibile fare ricorso e chiederne l’annullamento. 

Il cartello con l’avviso

La multa è illegittima se l’autovelox non è preceduto, ad un’adeguata distanza, da un cartello che avvisa gli automobilisti del controllo elettronico della velocità. Tuttavia, il verbale non deve indicare se la presenza dell’apparecchio è stata preventivamente segnalata mediante tale cartello. La mancata indicazione di detto elemento non rende quindi nulla la contravvenzione. Resta tuttavia la possibilità di fare ricorso se, a prescindere da ciò che è indicato nella multa, ai bordi della strada non c’è il cartello con l’avviso. 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube