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Misure di prevenzione personali

8 Maggio 2021
Misure di prevenzione personali

Presupposti e modalità applicative delle misure preventive: cosa dice la legge.

Un tuo amico, coinvolto in alcune vicende giudiziarie, ti ha riferito di essere stato sottoposto ad una misura di prevenzione: l’autorità giudiziaria gli ha ordinato di non allontanarsi dal proprio Comune di residenza e di presentarsi alla polizia in determinati giorni ed orari. Dopo tale notizia, poiché sei indiziato per alcuni fatti di reato, temi di poter essere anche tu destinatario di un provvedimento di questo tipo.

Ti stai chiedendo, quindi, cosa sono esattamente le misure di prevenzione personali. Per poter rispondere a questa domanda vediamo prima cosa prevedere la legge in tema di misure di prevenzione in generale, per poter poi affrontare la questione nello specifico.

Misure di prevenzione: cosa sono?

Le misure di prevenzione sono provvedimenti che possono essere applicati dal questore o dall’autorità giudiziaria allo scopo di evitare che un soggetto considerato «socialmente pericoloso» possa commettere dei reati. Si tratta, pertanto, di strumenti a carattere preventivo che possono essere emanati indipendentemente dalla commissione di un precedente reato [1].

Ma quando un soggetto può essere considerato socialmente pericoloso? Secondo la legge, viene considerato tale chi, sulla base di elementi di fatto:

  • è abitualmente dedito a traffici delittuosi;
  • vive, anche solo in parte, con i proventi di attività delittuose;
  • è dedito alla commissione di reati che offendono o mettono a rischio l’integrità fisica o morale di minori, la sanità, la sicurezza e la tranquillità pubblica.

Se un soggetto si trova in una delle condizioni sopra riportate e risulta indiziato di fatti di reato, allora potrà essere destinatario di una misura di prevenzione.

Misure di prevenzione: quali sono?

Il nostro legislatore prevede diverse tipologie di misure di prevenzione. Esse si distinguono in:

  • misure di prevenzione patrimoniali;
  • misure di prevenzione personali.

Le prime colpiscono il patrimonio del soggetto ritenuto socialmente pericoloso; quelle personali, invece, incidono direttamente sulla libertà dello stesso.

Nella prima categoria – ossia quella delle misure di prevenzione patrimoniali – rientrano il sequestro (ossia un provvedimento di natura provvisoria con il quale al soggetto viene sottratta la disponibilità di un bene che può costituire frutto di un’attività illecita) [2] e la confisca (che consiste nell’acquisizione da parte dello Stato di determinati beni oppure dell’intero patrimonio del soggetto destinatario della misura) [3].

Tra le misure di prevenzione personale, invece, rientrano l’avviso orale del questore, il foglio di via obbligatorio, l’obbligo di soggiorno o il divieto di soggiorno e la sorveglianza speciale.

Approfondiamo, nel paragrafo che segue, in cosa consistono tali misure per poter comprendere le conseguenze della loro applicazione.

Le misure di prevenzione personali

Come accennato nel paragrafo precedente, le misure di prevenzione personali colpiscono direttamente il soggetto ritenuto socialmente pericoloso e possono essere applicate dal Questore o dall’autorità giudiziaria.

Le misure di prevenzione personali che vengono applicate dal questore limitano la sola libertà di circolazione del soggetto (e non anche la libertà personale) e sono:

  • l‘avviso orale semplice [4]: è una misura tramite la quale il questore mette a conoscenza il soggetto dell’esistenza di indizi a suo carico, invitandolo a tenere una condotta rispettosa della legge e redigendo l’apposito verbale. Si tratta, in sostanza, di un invito a modificare la propria condotta e, come precisato da una pronuncia del Consiglio di Stato, più che una misura di prevenzione vera e propria, esso costituisce il presupposto per la richiesta di applicazione di misure più severe (come la sorveglianza speciale di cui parleremo tra poco) [5];
  • il foglio di via obbligatorio [6]: si tratta di un provvedimento che impedisce a chi lo riceve di far ritorno nel Comune da cui è stato allontanato per un periodo di tempo che non può essere superiore a tre anni;
  • il divieto di possedere determinati apparati che possono agevolare la condotta pericolosa [7]: si tratta, in sostanza, di un provvedimento finalizzato ad impedire che il soggetto abbia nella propria disponibilità mezzi e strumenti che gli possano consentire di compiere azioni criminose;
  • il divieto di accedere nei luoghi ove si svolgono le manifestazioni sportive (cosiddetto Daspo) [8]: si tratta di una misura di prevenzione personale introdotta più di recente dal legislatore, che nasce per contrastare il noto fenomeno della violenza negli stadi. Questa misura viene applicata a coloro che sono stati coinvolti in episodi di violenza in tali luoghi, o vi si recano portando armi improprie, nonché a carico di coloro che, in passato, sono stati denunciati per episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive.

Le misure che vengono applicate dall’autorità giudiziaria, invece, determinano una diretta limitazione della libertà personale del soggetto ritenuto socialmente pericoloso e sono:

  • la sorveglianza speciale [9]: si tratta di una misura che determina un particolare controllo dei soggetti che hanno già ricevuto un avviso orale e che, tuttavia, non hanno modificato la propria condotta ed il proprio stile di vita. Essa prevede una serie di prescrizioni che devono essere seguite al fine di dimostrare il cambiamento dello stile di vita. Ad esempio, non accompagnarsi a persone che hanno subito condanne, non detenere armi, presentarsi alla autorità di pubblica sicurezza in determinati giorni, mettersi alla ricerca di un lavoro. Tali prescrizioni sono contenute in un “libretto” che viene consegnato al sorvegliato, il quale deve sempre esibirlo a richiesta dell’Autorità di pubblica sicurezza e sul quale saranno annotati i relativi controlli;
  • obbligo di soggiorno e divieto di soggiorno: si tratta di misure che, di solito, vengono applicate unitamente alla sorveglianza speciale e con le quali viene imposto al soggetto ritenuto socialmente pericoloso di non allontanarsi dal Comune di residenza o dalla dimora abituale (così come nel nostro esempio iniziale) oppure di non farvi ingresso. Come per la sorveglianza speciale “semplice”, al soggetto a cui sono applicate le prescrizioni di cui sopra viene consegnata una “carta di permanenza ”da esibire su richiesta della pubblica autorità.

note

[1] D. L. n. 159 del 06.09.2011.

[2] Art. 20 D. Lgs. 159/2011.

[3] Art. 24 D. Lgs. 159/2011.

[4] Art. 3 D. Lgs. 159/2011.

[5] Consiglio di stato, sez III, sent. n. 722 del 14.02.2014

[6] Art. 2 D. Lgs. 159/2011.

[7] Art. 3 D. Lgs. 159/2011.

[8] L. n. 401 del 1989

[9] Art. 6 co. 1 D. Lgs. 159/2011.

[10] Art. 6 co. 3 D. Lgs. 159/2011.


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