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Comunicazione cambio di proprietà amministratore

8 Maggio 2021 | Autore:
Comunicazione cambio di proprietà amministratore

Se in un condominio muta la titolarità di un appartamento, bisogna informare l’amministratore.

Successivamente alla compravendita di un immobile, una volta saldato il corrispettivo e sottoscritto l’atto notarile, siamo chiamati ad eseguire alcuni adempimenti. Ad esempio, se si tratta di un acquisto effettuato usufruendo delle agevolazioni prima casa, è nostro obbligo eleggere la residenza nel comune in cui è ubicato il bene, entro 18 mesi dalla stipula del rogito. Oltre a ciò, sempre a titolo esemplificativo, ai fini dell’imposizione della tassa sui rifiuti, dobbiamo dichiarare il possesso dell’abitazione, presso l’ufficio tributi del comune, entro e non oltre il 30 giugno dell’anno successivo. A queste incombenze si aggiunge, inoltre, l’opportunità di informare il condominio del trasferimento. Bisogna capire, però, se è obbligatoria la comunicazione del cambio di proprietà all’amministratore.

Il dubbio potrebbe sembrare banale, ma probabilmente non lo è per coloro che ignorano se sia o meno doveroso riferire all’amministratore dell’avvenuta compravendita e se, in mancanza, sia possibile incorrere in qualche sanzione. Inoltre, è importante sapere se la predetta comunicazione debba avvenire entro un determinato termine e con quali modalità sarebbe preferibile farla. Pertanto, nel prosieguo di quest’articolo saranno chiariti gli aspetti di questo argomento.

Cambio di proprietà in condominio: cosa dice la legge?

La riforma legislativa della materia condominiale del 2012 ha istituito la cosiddetta anagrafe condominiale. Nello specifico, si tratta di un preciso dovere dell’amministratore che, all’interno di un registro, è tenuto ad annotare le generalità dei condòmini, il loro codice fiscale, i dati catastali dell’immobile, ecc [1]. Per questo motivo, ogni cambiamento, come ad esempio quello che deriva dal trasferimento della proprietà di un appartamento, deve essere tempestivamente comunicato. In questo, l’amministratore potrà provvedere all’aggiornamento del registro. In particolare, la comunicazione dovrà essere inoltrata entro 60 giorni dalla variazione.

Può accadere, però, che nessuna delle parti interessate (compratore e venditore) abbia informato l’amministratore. In tal caso, questi può richiedere, con lettera raccomandata, che siano inviate le informazioni necessarie ad aggiornare l’anagrafe condominiale. In caso di ulteriore inerzia, sarà possibile acquisire queste notizie mediante altra forma (ad esempio, attraverso la consultazione dei registri immobiliari) e le spese di tale attività saranno poste a carico degli inadempienti. Invece, non è prevista dalla legge alcuna sanzione per chi non provvede, nei tempi indicati, alla comunicazione del cambio di proprietà all’amministratore.

Cambio di proprietà in condominio: comunicazione dell’acquirente

La variazione del titolare di un appartamento facente parte di un condominio è innanzitutto interesse dell’acquirente. Questi, infatti, deve avere la possibilità di ricevere tutte le comunicazioni riguardanti la gestione del fabbricato nonché la facoltà di partecipare alle assemblee condominiali per poter esprimere parere e voto vincolante sugli argomenti del giorno. Per questi ed altri motivi, il compratore deve comunicare il cambio di proprietà all’amministratore. A riguardo, ricorda che menzionare, nell’atto di compravendita, lo stato dei pagamenti delle quote condominiali dovute dal venditore o i contatti telefonici intercorsi con il rappresentante legale del condominio in prossimità del rogito, non possono considerarsi un’alternativa alla necessaria informazione sull’avvenuto trasferimento.

Cambio di proprietà in condominio: comunicazione venditore

Nei paragrafi precedenti, hai appreso che l’amministratore deve tenere ed aggiornare l’anagrafe condominiale in un apposito registro e che a tale scopo deve raccogliere ogni eventuale variazione in merito alla titolarità degli immobili costituenti il fabbricato.

Hai, inoltre, visto che è opportuno che il compratore effettui questa comunicazione per essere considerato, ufficialmente, parte della compagine condominiale. Devi sapere, però, che anche il venditore deve essere interessato a compiere questa incombenza.

Secondo la legge [2], infatti, chi vende un immobile in condominio rimane obbligato solidalmente al compratore, cioè insieme a questi, al pagamento degli oneri condominiali che sono maturati sino al momento in cui l’amministratore viene informato dell’avvenuto trasferimento. Capirai, pertanto, che anche l’ex condòmino ha una buona ragione per effettuare la comunicazione del cambio di proprietà all’amministratore nel più breve tempo possibile.

Comunicazione cambio di proprietà in condominio: come farla?

Quando si tratta di inoltrare delle comunicazioni per le quali è importante dimostrarne l’invio e il ricevimento, la lettera raccomandata con ricevuta di ritorno è sempre la soluzione migliore. In alternativa, se si è muniti di pec, una mail all’indirizzo certificato dell’amministratore appare idonea a comunicare l’avvenuta variazione della proprietà di un immobile.

Non è, quindi sufficiente un avviso amichevole tramite telefono o chat. È, invece, è necessaria un’informazione formale per non incorrere in alcuna conseguenza. Ricorda, infine, che il venditore, secondo la norma citata in precedenza, deve trasmettere all’amministratore anche una copia autentica dell’atto notarile.


note

[1] Art. 1130, co. 1 n. 6 cod. civ.

[2] Art. 63, co. 5 disp. att. cod. civ.


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