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Dopo quanto spetta la tredicesima?

8 Maggio 2021
Dopo quanto spetta la tredicesima?

Numerosi contratti collettivi di lavoro prevedono che il lavoratore ha diritto alla tredicesima mensilità.

Sei stato recentemente assunto da un’azienda che applica il contratto collettivo del commercio. Sai che la contrattazione collettiva prevede il pagamento della tredicesima. Ti chiedi se avrai diritto alla mensilità aggiuntiva sin dal primo anno di assunzione o solo dopo aver maturato una determinata anzianità di servizio.

La quasi totalità dei contratti collettivi di lavoro prevede che la retribuzione del lavoratore debba essere erogata non in dodici mensilità bensì in tredici o quattordici mensilità. In questo caso, dunque, il lavoratore ha diritto, oltre che al pagamento dello stipendio mensile per i dodici mesi dell’anno solare, anche alle cosiddette mensilità aggiuntive.

Ma dopo quanto spetta la tredicesima? Tale istituto retributivo è stato introdotto dalla contrattazione collettiva e, per conoscere il diritto al pagamento della tredicesima, occorre quindi fare riferimento alle disposizioni del Ccnl applicato al rapporto di lavoro.

Tredicesima: cos’è?

Nel nostro ordinamento, i contratti collettivi di lavoro hanno la funzione di individuare, nel relativo settore di riferimento, i minimi salariali che spettano ai lavoratori sulla base del livello di inquadramento e delle mansioni svolte. Inoltre, i contratti collettivi disciplinano il numero di mensilità in cui deve essere erogata la retribuzione al lavoratore.

La quasi totalità dei Ccnl prevede che il lavoratore abbia diritto a tredici mensilità di retribuzione. Alcuni contratti prevedono anche il diritto alla quattordicesima mensilità.

La tredicesima mensilità è, dunque, una ulteriore mensilità aggiuntiva di retribuzione a cui il lavoratore ha diritto, in aggiunta alle dodici mensilità di retribuzione, solitamente in prossimità delle festività natalizie. Per questo la tredicesima viene anche detta gratifica natalizia.

Tredicesima: a quanto ammonta?

La tredicesima mensilità è un istituto retributivo introdotto dalla contrattazione collettiva e non disciplinato dalla legge. Ne consegue che le regole di funzionamento di tale istituto devono essere verificate all’interno del contratto collettivo di riferimento.

Generalmente, l’ammontare della tredicesima mensilità è pari ad una mensilità di retribuzione, nella quale devono essere computate tutte le voci retributive fisse come, ad esempio:

  • paga base;
  • terzo elemento;
  • indennità di contingenza;
  • superminimo individuale;
  • scatti di anzianità;
  • indennità di funzione o di mansione specifica.

In ogni caso, è il contratto collettivo a prevedere qual è la base di calcolo della tredicesima e quali sono gli istituti retributivi che devono essere computati nel calcolo della mensilità aggiuntiva.

Tredicesima: dopo quanto spetta?

Generalmente, il diritto alla tredicesima matura immediatamente dopo l’instaurazione del rapporto di lavoro. I contratti collettivi, tuttavia, possono prevedere regole diverse subordinando, ad esempio, il diritto al pagamento della tredicesima alla maturazione di determinati requisiti di anzianità di servizio.

In ogni caso, la tredicesima è un istituto retributivo a maturazione progressiva. Ne consegue che, se il rapporto di lavoro inizia nel corso dell’anno, il lavoratore non prenderà, durante quella prima annualità, la tredicesima completa ma avrà diritto al pagamento dei ratei di tredicesima maturati dalla data di assunzione fino alla data di pagamento della mensilità aggiuntiva. Tale mensilità aggiuntiva, infatti, matura in ratei mensili. Ogni rateo mensile può essere calcolato dividendo l’importo della tredicesima per 12.

Se, ad esempio, il lavoratore viene assunto il 15 giugno 2021 e la tredicesima viene pagata il 15 dicembre 2021, egli avrà diritto al pagamento di 6 ratei di tredicesima.

Tredicesima: quale tassazione?

La tredicesima, come abbiamo detto in premessa, viene generalmente pagata in prossimità delle festività natalizie, entro la data indicata dal contratto collettivo di riferimento.

Per quanto concerne il regime fiscale, la tredicesima è, a tutti gli effetti, una componente della retribuzione del lavoratore e, come tale, è assoggettata a tassazione fiscale e a contribuzione previdenziale piena.

Molte persone, tuttavia, pensano che la tredicesima sia soggetta ad una tassazione maggiore rispetto allo stipendio mensile o che, comunque, determini un inasprimento del prelievo fiscale. In realtà, non è così. Tale considerazione deriva, piuttosto, dal fatto che la tredicesima viene pagata, generalmente, con l’ultima retribuzione dell’anno, ossia quella di dicembre.

Ebbene, proprio nello stipendio di dicembre, il datore di lavoro, a titolo di sostituto d’imposta, procede a verificare se, nel corso dell’anno, sono state accantonate, mese per mese, delle ritenute fiscali sufficienti e, se necessario, provvede ad effettuare il relativo conguaglio fiscale. È per questo che, in alcuni casi, il prelievo fiscale della busta paga di dicembre è maggiore rispetto a quello degli altri mesi.



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