Cronaca | News

Covid, report Iss: dove ci sono i rischi maggiori

22 Gennaio 2021
Covid, report Iss: dove ci sono i rischi maggiori

Tre le regioni con l’Rt più alto. Quanto alla situazione complessiva, inclusa la pressione sul sistema sanitario, sono 9 i territori sorvegliati speciali.

Un colpo al cerchio, uno alla botte. La bozza del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità (Iss) sull’andamento della pandemia in Italia contiene alcune buone notizie, altre meno buone.

Per cominciare, il report fotografa, come sempre, il quadro a livello locale e nazionale, nella settimana tra l’11 e il 17 gennaio. Le regioni dove l’indice di trasmissibilità del Coronavirus (Rt) rimane alto sono Umbria, Sicilia, Sardegna e Provincia autonoma di Bolzano. Già questo è un dato lievemente confortante, se si considera che la settimana scorsa le regioni a rischio alto – cioè con alto Rt – erano 11.

Secondo questo criterio, 9 regioni sono a rischio moderato (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Valle d’Aosta, Puglia e Veneto) e 6 con rischio basso (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria e Toscana).

C’è, però, da considerare anche l’altro «rovescio» del rischio, che è dato dalla situazione complessiva, comprendente anche altri indicatori, come il livello di pressione sul sistema sanitario. In tal caso, gli esperti ritengono che siano 9 le regioni ancora «a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile o ad alto rischio di progressione nelle prossime settimane».

A livello nazionale, si registra un calo dei ricoveri per Covid in terapia intensiva e in altri reparti. Si è passati dai 2.636 del 12 gennaio ai 2.487 del 19, per le terapie intensive, mentre il numero di persone ricoverate in aree mediche è sceso dai 23.712 del 12 ai 22.699 del 19. «Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sceso sotto la soglia critica (30%)», si legge sulla bozza del report.

Localmente, però, in parecchie regioni si soffre, a livello di pressing sulla sanità: «Sono 12 le regioni e province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva o in aree mediche sopra la soglia critica».

Buona notizia: la diminuzione dell’incidenza, a livello nazionale, nelle ultime due settimane. Idem la frenata dell’indice medio dell’Rt nazionale che, «nel periodo dal 30 dicembre 2020 al 12 gennaio 2021, è stato pari a 0,97, in diminuzione dopo cinque settimane di crescita».

La pandemia di Covid in Italia, comunque, a detta degli esperti «resta in una fase delicata e un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione». In particolare, dall’Iss si consiglia di prendere provvedimenti stringenti in Umbria e Alto Adige che, per la terza settimana consecutiva, sono a rischio alto.



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