Diritto e Fisco | Articoli

Dire cafone è un’offesa?

24 Gennaio 2021
Dire cafone è un’offesa?

Ingiuria e diffamazione: quando la frase offensiva può essere considerata reato e quando invece è legale. 

Se cerchiamo sul dizionario Treccani la parola «cafone» scopriamo che il termine indicava, all’origine, i contadini nell’Italia meridionale, anche senza intenzione dispregiativa. Oggi, invece, questa parola è usata, in tutto il territorio italiano, con significato ingiurioso, di persona rozza, grossolana e maleducata. 

Ci si può allora chiedere se dire cafone è un’offesa e, quindi, un’ingiuria o una diffamazione, a seconda che l’epiteto venga rivolto direttamente all’interessato o in pubblico. Sul punto, esistono già dei precedenti in giurisprudenza. Vediamo dunque qual è l’indirizzo dei giudici e cosa prevede la legge per chi dice “sei un cafone”.

Quando dire cafone è ingiuria o diffamazione 

Una sentenza del tribunale di Milano del 2004 [1] ha stabilito che il termine cafone, proferito al di fuori di una discussione, ha valore di espressione offensiva e screditante, che integra l’ingiuria. Ingiuria che, lo ricordiamo, non costituisce più reato ma un semplice illecito civile. Oggi, pertanto, la persona offesa, a patto che abbia dei testimoni o una registrazione che dimostri il fatto, può chiedere il risarcimento del danno morale e nient’altro. Il responsabile, condannato dal giudice, sarà poi tenuto a pagare un’ammenda allo Stato.

Seguendo questo orientamento, il termine «cafone» può integrare anche il reato di diffamazione quando si definisca in tal modo una persona assente, dinanzi ad almeno due persone. 

Si tenga conto che l’ingiuria e la diffamazione non presuppongono necessariamente delle parolacce o delle espressioni particolarmente forti, ma potrebbero scattare anche in presenza di termini contemplati dal vocabolario italiano, quando però hanno una portata offensiva, rivolta a umiliare o a ledere l’altrui reputazione. 

A considerare offensiva la parola «cafone» è anche il Consiglio Nazionale Forense [2] secondo cui «pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante il professionista che usi in udienza espressioni offensive verso il collega avversario»; nel caso di specie, era stata inflitta la sanzione dell’avvertimento al professionista che si era rivolto verso il collega dandogli del cafone.

Quando dire cafone non è un’offesa

Secondo una sentenza del 2012 della Cassazione (citata dal quotidiano ItaliaOggi, di cui però non si dispone il numero), il termine cafone non assume una valenza offensiva quando è proferito in una situazione di forte stress e conflittualità come, ad esempio, in mezzo al traffico, nei confronti di un automobilista imprudente. Dunque, usare la parola “cafone”, anche se non si tratta di un termine gentile, può essere tollerato quando scappa per insultare un conducente che blocca la strada; diventa invece offensivo – e quindi ingiurioso o diffamatorio, a seconda che sia o meno rivolto direttamente alla vittima – se l’intenzione è quella di offendere l’onore, il decoro e la reputazione di una persona. 

Dire di una persona «è un cafone» in pubblico è certamente reato di diffamazione. Piazza Cavour ha osservato che «in tema di ingiuria, il criterio a cui fare riferimento ai fini della ravvisabilità del reato è il contenuto della frase pronunciata e il significato che le parole hanno nel linguaggio comune, prescindendo dalle intenzioni inespresse dell’offensore, come pure dalle sensazioni puramente soggettive che la frase può avere provocato nell’offeso».


note

[1] Trib. Milano, sent. del 16.03.2004. 

[2] Cnf sent. n. 227/2001.

Autore immagine: depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

3 Commenti

  1. Se dire cafone è un’offesa allora dovreste andare a vedere tutte le parolacce che gli automobilisti dicono in mezzo al traffico o quando si rischia un incidente. Una volta, una signora super tamarra è scesa dall’auto e si è messa ad urlare come una matta. Ce ne sono di pazzi in giro e allora dovremmo querelare tutti!

  2. Un mio ex collega di lavoro ha scritto un lunghissimo post sui social contro l’azienda per cui lavorava ed ha riempito il capo di offese e poi ha infangato il nome della società. Ovviamente, poi è stato denunciato perché lo aveva diffamato a mezzo social e ne ha pagato le conseguenze

  3. Bisogna misurare le parole che si usano, soprattutto in pubblico. Il fatto è che ad oggi si usano troppo facilmente certi epiteti e non si bada alla parolacce. Ormai, il bon ton e la buona educazione non vanno più di moda. Troppo spesso, si crede che un certo linguaggio sia usato solo o principalmente dagli uomini, ma sono tantissime le donne che usano un linguaggio volgare e squallido. Certe parole sono brutte da sentirsi dalla bocca di un uomo, figuriamoci se a pronunciarle è una donna. Ma ormai, non mi fanno più specie certe cose

Rispondi a Guido Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube