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Covid: Lombardia e Sardegna cambiano da domani

23 Gennaio 2021 | Autore:
Covid: Lombardia e Sardegna cambiano da domani

L’isola lascia la zona gialla. La Regione di Fontana diventa un «caso»: secondo il ministero, la settimana fatta in zona rossa si poteva evitare.

Chi lo ritiene un errore da rettificare e chi, invece, lo chiama «aggiornamento di un tracciato». Il fatto è che l’Istituto superiore di sanità ha corretto i dati sull’andamento del Covid che una settimana fa condannarono la Lombardia alla zona rossa, con un danno evidente per chi è stato costretto a chiudere nel rispetto delle norme previste per la fascia più castigata. La buona notizia per i cittadini lombardi è che, rivisti i parametri, da domani tornano in zona arancione. Quella meno buona – ma forse, di fronte alla riapertura dei negozi e agli altri allentamenti, resta per ora un dettaglio – è che non sarà mai chiaro chi è che ha sbagliato e chi si dovrà prendere la responsabilità del danno procurato agli esercenti.

Giro di vite, invece, in Sardegna, finora in zona gialla: l’isola, sempre da domani, entra in zona arancione. Entrambi i provvedimenti sono stati firmati ieri sera dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

Il caso della Lombardia è destinato ad avere qualche polemico strascico. Lo spostamento dal rosso all’arancione, che sarebbe dovuto avvenire nella migliore delle ipotesi solo ai primi di febbraio, è stato deciso dopo che la stessa Regione – secondo la versione dell’Iss e del ministero – ha modificato alcuni parametri errati. «Dai dati della sorveglianza forniti dalla regione Lombardia il 20 gennaio 2021 – spiega l’Iss – cambiano il numero di soggetti sintomatici notificati dalla Regione: pertanto una rivalutazione del monitoraggio si rende necessaria alla luce della rettifica fornita dalla Regione Lombardia».

Conferma questa versione il ministero guidato da Speranza: «Il 20 gennaio 2021 la Regione Lombardia ha inviato come di consueto l’aggiornamento dei suoi dati. In tale aggiornamento si constata anche una rettifica dei dati relativi alla settimana 4/10 gennaio 2021. In particolare, si osserva una rettifica del numero dei casi in cui viene riportata una data inizio sintomi e tra quelli con una data di inizio sintomi quelli per cui viene data una indicazione di stato clinico, laddove assente».

Il ministero snocciola, poi, una serie di numeri che mostrano una realtà ben diversa da quella comunicata da Palazzo Lombardia, «cambiamenti – scrivono i tecnici – che riducono in modo significativo il numero di casi che hanno i criteri per essere confermati come sintomatici e pertanto inclusi nel calcolo dell’Rt basato sulla data inizio sintomi calcolata al 30 dicembre». Significa, in parole povere, che se la Lombardia avesse mandato i dati corretti una settimana fa anziché lo scorso mercoledì, la Regione non si sarebbe fatta una settimana di zona rossa.

Dal canto suo, la Regione gioca in difesa: «Nessuna richiesta di rettifica, ma un necessario aggiornamento di un campo del tracciato che quotidianamente viene inviato all’Istituto superiore di Sanità», si legge in una nota. «Azione, condivisa con l’Iss resasi necessaria a fronte di un’anomalia dell’algoritmo utilizzato dall’Istituto per l’estrazione dei dati per il calcolo dell’Rt, segnalata dagli uffici dell’assessorato al welfare della Regione e condivisa con Roma».



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