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Quando si possono buttare i vecchi 730?

24 Gennaio 2021
Quando si possono buttare i vecchi 730?

I termini per gli accertamenti sulla dichiarazione dei redditi sono cambiati: ora il Fisco ha più tempo per controllare le ricevute dei pagamenti e delle spese fatte dal contribuente.

L’avvento della digitalizzazione dei documenti e gli spazi sempre più angusti delle moderne abitazioni hanno reso sempre più molesti i vecchi archivi cartacei. Non c’è chi oggi non vorrebbe sbarazzarsi, in un solo colpo, di tutti i faldoni di scartoffie conservati nello stanzino o nella libreria di casa. Prima però di cestinare le ricevute fiscali e le dichiarazioni dei redditi bisogna pensarci due volte e farsi quattro calcoli. La legge, infatti, se anche non obbliga il contribuente a conservare tali documenti, stabilisce tuttavia che è onere di quest’ultimo dimostrare, con una prova scritta, l’assolvimento degli obblighi tributari. Vien da sé che, in assenza di tale prova, scatterà un accertamento e le sanzioni. 

Di qui è naturale chiedersi: quando si possono buttare i vecchi 730? Per quanto tempo bisogna conservare scontrini, fatture, ricevute di pagamento, bonifici parlanti? Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

Presentazione modello 730

Tenuti alla presentazione del modello 730 sono i lavoratori dipendenti, i pensionati e gli assimilati (come ad esempio i lavoratori che possiedono solo redditi di collaborazione continuativa, soggetti impegnati in lavori socialmente utili, ecc.).

Esistono due tipologie di modello 730: quello ordinario e quello precompilato dall’Agenzia delle Entrate. Il modello precompilato è alternativo a quello ordinario. 

La presentazione del modello 730 può essere fatta direttamente dal contribuente o tramite datore di lavoro, Caf o commercialista.

Il 730 va presentato all’Agenzia delle Entrate a partire dal 14 maggio (solo se precompilato) ed entro i seguenti termini indicati che variano a seconda della modalità di presentazione:  

  • diretta: 30 settembre
  • tramite datore di lavoro, CAF o professionista: a) se il dipendente presenta loro la dichiarazione entro il 31 maggio: il 15 giugno; b)dal 1° al 20 giugno; 29 giugno; c) dal 21 giugno al 15 luglio: il 23 luglio; d) dal 16 luglio al 31 agosto: il 15 settembre; e) dal 1° al 30 settembre: il 30 settembre.

In caso di presentazione tramite datore di lavoro, Caf o professionista, occorre rivolgersi a questi in tempo utile per consentire loro di rispettare i termini.

Termini di conservazione del 730

Il contribuente deve conservare i vecchi 730 e tutti i documenti ad esso inerenti (ricevute, scontrini, fatture, ecc.) per tutto il tempo entro cui l’Agenzia delle Entrate potrebbe fare dei controlli sulla correttezza della dichiarazione o sul suo invio. 

Come detto, la conservazione di tale documentazione non è un obbligo di legge ma serve come prova per dimostrare la correttezza dell’operato da parte del contribuente. In assenza di tale prova, infatti, l’Agenzia delle Entrate può notificare un accertamento fiscale. Si tratta quindi di un onere necessario a evitare l’applicazione delle sanzioni.

Vediamo allora quali sono i termini entro cui l’ufficio delle imposte può effettuare tali controlli e quindi, indirettamente, quando si possono buttare i vecchi 730.

Termine di conservazione 730 per i periodi d’imposta fino al 2015

Per i periodi di imposta fino al 2015:

  • l’avviso di accertamento per l’irregolare dichiarazione dei redditi (ciò che succede, ad esempio, quando i dati o i conteggi non sono corretti) va notificato entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione da parte del contribuente;
  • l’avviso di accertamento per l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi va invece notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. 

Ciò significa quindi che il termine di conservazione della documentazione inerente le spese sostenute dal contribuente e riportate nel 730 è di quattro anni mentre il termine di conservazione delle ricevute di invio del 730 è di cinque anni.

Come è dato vedere, quindi, in entrambi i casi, sono già decorsi i sudditi termini; pertanto, i 730 anteriori al 2015 possono già essere buttati.

Termine di conservazione 730 per i periodi d’imposta dal 2016 in poi

Per i periodi di imposta dal 2016 in poi, invece, i termini sono più lunghi:

  • l’avviso di accertamento per l’irregolare dichiarazione dei redditi (ciò che succede, ad esempio, quando i dati o i conteggi non sono corretti) va notificato entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione da parte del contribuente;
  • l’avviso di accertamento per l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi va invece notificato entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. 

Dunque, tanto per fare un esempio, chi ha presentato il 730 nel 2019 dovrà attendere il 2024 (ossia 5 anni dopo la presentazione) prima di sbarazzarsi della relativa documentazione allegata (bonifici parlanti, scontrini, fatture, ricevute, ecc.) mentre dovrà conservare la ricevuta dell’invio del 730 fino al 2026 (ossia 7 anni dopo la presentazione) per dimostrare che ha provveduto a tale adempimento. 

Attenzione: per togliere ogni dubbio, si sottolinea ancora una volta che i termini di 5 e 7 anni per sbarazzarsi della documentazione non decorrono da quando sono state sostenute le varie spese, ma dall’anno della presentazione del 730, che è l’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese.  



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2 Commenti

  1. Per quanto riguarda le dichiarazioni dei redditi che usufruiscano dei c.d. “bonus” fiscali (ristrutturazioni, facciate, risparmio energetico o il recente 110%) credo sia opportuno conservare le dichiarazioni fino a 15/17 anni dalla prima presentazione (per i bonus decennali) anche se, in fase di eventuali accertamenti, potrebbero essere sufficienti le relative pratiche di accesso alle detrazioni.

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