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Obblighi del medico di base verso gli anziani

9 Maggio 2021 | Autore:
Obblighi del medico di base verso gli anziani

Medico di famiglia e assistiti: quali doveri ha il primo nei confronti dei secondi soprattutto quando si tratta di persone avanti con l’età.

Il medico di base, anche conosciuto come medico di famiglia, ha un ruolo determinante nella vita dei pazienti. Formula la prima diagnosi, valuta le cure, effettua i controlli periodici, prescrive i farmaci e compila le richieste per le visite specialistiche ambulatoriali. È il primo anello di congiunzione tra i cittadini ed il Servizio sanitario nazionale (Ssn), con cui è convenzionato. Di norma, svolge l’attività nel proprio studio ma può prestare assistenza ai malati anche con visite domiciliari. A tal proposito, esistono delle normative che regolano l’attività del medico di famiglia a domicilio e, talvolta, il professionista può rifiutarsi di offrire la prestazione pure se si tratta di persone avanti con l’età.

Pertanto, quali sono gli obblighi del medico di base verso gli anziani? Sono tenuti a visitarli a domicilio? Dipende dalle loro condizioni e se sono trasferibili o meno. Per ricevere la visita a casa in genere i pazienti devono versare in uno stato di salute tale da non consentire loro di recarsi personalmente presso l’ambulatorio medico. La legge, però, non dà particolari indicazioni né limiti alla non trasferibilità, quindi, bisogna valutare caso per caso [1].

Come svolge le visite il medico di famiglia

Il medico di famiglia svolge la propria attività in studio in giorni e in orari prestabiliti in base al numero degli assistiti.

Nel dettaglio, il medico che ha:

  1. fino a 500 pazienti deve assicurare la presenza nell’ambulatorio almeno 1 ora al giorno per 5 giorni a settimana, solitamente dal lunedì al venerdì;
  2. fino a 1.000 pazienti deve garantire l’assistenza almeno 2 ore al giorno per 5 giorni a settimana;
  3. fino a 1.500 pazienti la presenza minima in studio è di 3 ore al giorno per 5 giorni a settimana.

Nella giornata di sabato, il medico di famiglia non è tenuto ad effettuare visite ambulatoriali ma deve essere reperibile telefonicamente per 2 ore, dalle 8 alle 10. La medesima reperibilità telefonica deve essere assicurata anche dal lunedì al venerdì. Tuttavia, con l’avvento dei cellulari, la situazione è notevolmente cambiata ed il medico può rispondere, a sua discrezione, anche al di fuori dei predetti orari.

Il professionista può decidere, altresì, di visitare solo su appuntamento, previa prenotazione telefonica o con altre modalità. In ogni caso, se un paziente si reca in studio senza appuntamento durante l’orario di ambulatorio e si tratta di un caso urgente, il medico è comunque tenuto a visitarlo.

Il medico di base su richiesta svolge visite domiciliari ma solo se lo ritiene necessario e il paziente non è trasportabile in studio. Dette visite possono essere svolte anche di sabato, se richieste entro le 10 del sabato stesso, oppure se il medico deve terminare di effettuare le visite richieste il giorno prima dopo le 10.

Pazienti anziani: quando non sono trasferibili?

La Corte di Cassazione ha definito un malato non trasferibile quando “lo spostamento può causare rischi gravi per la salute o creare condizioni di vita particolarmente penose”.

Tale definizione è assai vaga e lascia spazio a valutazioni soggettive. Spetta, quindi, al medico di base stabilire se in concreto sussiste la non trasferibilità o meno dell’assistito, tenuto conto dell’età del soggetto e delle sue condizioni generali di salute.

Nella categoria dei soggetti non trasferibili, di solito, rientrano gli anziani. Però, non sussiste un obbligo del medico di visitare tali pazienti a domicilio, salvo che ricorrano condizioni particolari. L’età, infatti, è un requisito fondamentale ma bisogna anche dimostrare che gli anziani non siano in grado di recarsi in maniera autonoma dal medico.

Rientrano nei casi di non trasferibilità, ad esempio, i soggetti allettati che presentano patologie le quali non permettono la deambulazione, chi soffre di insufficienza cardiaca o respiratoria grave, i paraplegici o i tetraplegici, i soggetti affetti da alcuni tipi di demenza come ad esempio l’Alzheimer, quelli con febbre alta, ecc.

Se ricorre una di queste ipotesi è possibile richiedere la visita a domicilio gratuita. Anche gli anziani che non sono in condizioni di non trasferibilità possono richiedere la visita domiciliare al proprio medico curante. In tal caso, però, la prestazione si configura come privata a pagamento, non rientrando tra quelle in convenzione e, quindi, a carico del Ssn.

Quando si svolgono le visite domiciliari?

Il medico di base può svolgere le visite domiciliari tutti i giorni, sabato compreso. Se la visita è richiesta tra le 8 e le 10, il professionista deve effettuarla entro le 14; se è richiesta dopo le 10, deve effettuarla entro le 12 del giorno successivo.

Anche in questo caso, è il medico a valutare la gravità del caso e a stabilire se la richiesta è giustificata o meno. Nel primo caso, la visita è gratuita; viceversa, può richiedere il pagamento della prestazione.

Il prezzo della visita non è stabilito in base ad un tariffario nazionale ma è a discrezione del medico, come d’altra parte avviene quando la prestazione viene effettuata da uno specialista privato.

La richiesta di visita domiciliare, inoltre, va fatta quando il professionista svolge attività ambulatoriale. Oltre il suo orario di lavoro non ha l’obbligo della reperibilità. Per le urgenze fuori orario bisogna rivolgersi alla guardia medica.

Per quanto attiene la disponibilità telefonica del medico curante nei confronti dei pazienti anziani vale quanto già detto in precedenza. È vero che trattandosi di assistiti avanti con l’età può capitare che sia necessario chiedere l’aiuto immediato del professionista per eventuali terapie, cambi repentini di salute e necessità varie, tuttavia lo stesso non è tenuto ad essere reperibile fuori dagli orari stabiliti. Perciò, nei casi urgenti è bene recarsi al pronto soccorso oppure contattare il 112.


note

[1] Art. 47 co. 1 ACN del 23.03.2005.


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