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Lo sai che? Se l’avvocato non paga i contributi alla cassa: che succede?

Lo sai che? Pubblicato il 29 gennaio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 gennaio 2014

Il reiterato mancato pagamento dei contributi alla Cassa forense comporta sanzioni disciplinari; per restarvi iscritti non occorre aver conseguito un reddito minimo.

L’avvocato che non paga la Cassa di previdenza commette un illecito disciplinare ai sensi del Codice deontologico forense [1], secondo cui “l’avvocato deve provvedere regolarmente e tempestivamente agli adempimenti dovuti agli organi forensi nonché agli adempimenti previdenziali e fiscali a suo carico, secondo le norme vigenti”.

A seguito della riforma della legge professionale forense, l’organo competente a decidere in tale ambito è il Consiglio distrettuale di disciplina forense [2], che può decidere a seconda del caso tra le seguenti ipotesi:

a) un semplice richiamo verbale, non avente carattere di sanzione disciplinare, nei casi di infrazioni lievi e scusabili

b) per l’irrogazione di una delle seguenti sanzioni disciplinari:

1- avvertimento,

2- censura,

3- sospensione dall’esercizio della professione da due mesi a cinque anni,

4- radiazione.

Secondo la Cassazione [3] la sanzione della sospensione rappresenta un giusto equilibrio tra gli interessi in gioco e garantisce altresì l’equità della pena.

Occorre, comunque, tenere presente che il Consiglio distrettuale valuterà, nel caso concreto, tutte le circostanze relative alla reiterazione dell’illecito di cui si tratta.

Il raggiungimento di un reddito minimo non può essere motivo di cancellazione dall’Albo professionale, sebbene occorra attendere l’attuazione della nuova legge professionale [4] secondo cui “la permanenza dell’iscrizione all’albo è subordinata all’esercizio della professione in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente, salve le eccezioni previste anche in riferimento ai primi anni di esercizio professionale. Le modalità di accertamento dell’esercizio effettivo, continuativo, abituale e prevalente della professione, le eccezioni consentite e le modalità per la reiscrizione sono disciplinate con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 1 e con le modalità nello stesso stabilite, con esclusione di ogni riferimento al reddito professionale”.

Si è, quindi, ancora in attesa di tale regolamento attuativo, che però non potrebbe utilizzare il reddito come parametro di riferimento per cancellare dall’Albo un avvocato.

note

[1] Art. 15 cod. deontologico forense.

[2] Ex articolo 50 della legge 247/2012.

[3] Cass. S.U. sent. n. 9491 del 19.05.2004.

[4] Art. 21 l.f.

Autore immagine: 123rf.com


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