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Quanto tempo passa prima di ricevere la pensione?

24 Gennaio 2021 | Autore:
Quanto tempo passa prima di ricevere la pensione?

Tempistiche per la liquidazione del trattamento pensionistico a favore del lavoratore: quali sono?

Quando arriva la pensione? Hai digitato questa domanda sul tuo motore di ricerca web, l’hai posta a degli operatori dell’Inps o del tuo ente previdenziale, hai chiesto di nuovo agli operatori del patronato e la risposta è stata più o meno la seguente: normalmente, la pensione è liquidata il primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Fanno eccezione la pensione anticipata ordinaria e per lavoratori precoci, che sono liquidate tre mesi dopo la maturazione dell’ultimo requisito, se la domanda è inviata tempestivamente, in quanto si applica una finestra di attesa. La finestra di attesa è pari, ugualmente, a 3 mesi per i beneficiari della pensione quota 100, 6 mesi se dipendenti pubblici, a 12 mesi per le dipendenti e 18 mesi per le lavoratrici autonome che richiedono il pensionamento con opzione donna, a 18 mesi per la pensione di vecchiaia in regime di totalizzazione ed a 21 mesi per la pensione di anzianità con lo stesso regime.

La decorrenza della pensione differisce, oltreché  a seconda del trattamento richiesto, anche in base alla categoria di appartenenza (ad esempio, si applica una finestra unica annuale al personale del comparto Scuola e Afam) ed a eventuali ulteriori condizioni stabilite dalla normativa che disciplina la specifica prestazione previdenziale.

Non è, però, la decorrenza della pensione ad interessarti realmente: tu vuoi sapere quanto tempo passa prima di ricevere la pensione, cioè quanto ci mette l’Inps (o il diverso ente previdenziale a cui sei iscritto) a liquidare l’assegno, una volta inviata la domanda.

A questo proposito, anche se il regime delle decorrenze non ti interessa, devo comunque sottolineare che l’applicazione delle cosiddette finestre mobili, cioè di un periodo di attesa che parte dalla maturazione dei requisiti richiesti per la pensione, risulta fondamentale per stabilire quando ti sarà liquidato il trattamento. Serve difatti a poco aver presentato la domanda di pensione con largo anticipo, se il periodo di finestra non è ancora trascorso.

D’altra parte, presentare la domanda tempestivamente, ossia entro la data di decorrenza della pensione, è utile in relazione a quelle pensioni per le quali non spettano gli arretrati, come la pensione anticipata ordinaria.

Ad oggi, le possibilità di pensionamento, per i lavoratori iscritti presso le gestioni amministrate dall’Inps, sono veramente numerose: ai trattamenti pensionistici erogati dall’Inps si aggiungono, poi, quelli riconosciuti dalle casse di previdenza dei liberi professionisti.

Ma procediamo con ordine e, dopo aver effettuato alcuni importanti chiarimenti sulle possibilità di uscita dal lavoro, osserviamo quanto tempo trascorre, in media, prima che sia liquidata la pensione.

Quando devo presentare la domanda di pensione?

Non è di norma prevista una data entro la quale deve essere presentata la domanda di pensione.

Puoi presentare la richiesta di pensionamento, nella generalità dei casi, a partire dai 3 mesi prima della decorrenza.

Se non è prevista una finestra, quindi, puoi presentare l’istanza da 3 mesi prima della maturazione dei requisiti; se è prevista l’attesa di un periodo di finestra, puoi inviare la domanda da 3 mesi prima del termine del periodo di finestra o dell’apertura della finestra, in caso di finestra fissa (la finestra fissa consiste in una data a partire dalla quale è possibile richiedere il trattamento pensionistico, non in un periodo di attesa che parte dalla maturazione dei requisiti, come la finestra mobile).

Per sapere come presentare la domanda di pensione puoi leggere la nostra Guida alla domanda di pensione.

Che cosa succede se presento la domanda di pensione in ritardo?

Se presenti la domanda di pensione oltre un mese dopo la maturazione dei requisiti, o dopo la chiusura della finestra, perdi il diritto ad eventuali arretrati perché viene spostata la decorrenza: il trattamento ti viene liquidato a partire dal 1° giorno del mese successivo all’invio della richiesta all’Inps. Fanno eccezione alcuni trattamenti, come la pensione di vecchiaia ordinaria, per la quale si ha generalmente diritto agli arretrati, in quanto non è spostata la decorrenza.

Che cosa succede se presento la domanda di pensione in ritardo e la legge è cambiata?

Se ti decidi a pensionarti molto tempo dopo aver maturato i requisiti e nel frattempo la legge è cambiata, non preoccuparti.

Nella generalità dei casi, l’Inps applica il principio di “cristallizzazione” dei requisiti: in base a questo principio, una volta maturati i requisiti per il trattamento pensionistico, sei libero di richiederlo in qualsiasi momento successivo, anche qualora siano modificate le disposizioni di legge in merito.

Le ipotesi in cui il principio non si applica sono relative a trattamenti molto particolari ed a numero chiuso, come le cosiddette salvaguardie. A questo proposito, è bene tuttavia distinguere tra la domanda di pensione vera e propria e la domanda di certificazione del diritto a pensione: è la presentazione di quest’ultima istanza, relativamente ai trattamenti eccezionali e limitati, a determinare l’accesso, o meno, al beneficio.

Come funziona la domanda di certificazione del diritto a pensione?

La certificazione del diritto alla pensione non deve essere confusa con la domanda di pensione vera e propria in quanto, con la domanda di certificazione, non si chiede la liquidazione di alcun trattamento, ma si chiede soltanto all’Inps di attestare il perfezionamento dei requisiti per la pensione.

Questo adempimento è indispensabile, ad esempio, per accertare il diritto alla pensione anticipata precoci, alla pensione in regime di salvaguardia, alla pensione di anzianità per addetti a lavori usuranti e notturni, nonché alcune indennità di accompagnamento alla pensione, come l’Ape sociale e l’isopensione.

Per ottenere la pensione devo dimettermi?

A prescindere dal fatto che la domanda di pensione e la domanda di certificazione del diritto a pensione siano presentate tempestivamente, però, il lavoratore dipendente non può ottenere la liquidazione del trattamento se non si dimette.

Le dimissioni sono richieste per qualsiasi tipologia di pensione diretta liquidata dall’Inps, anticipata, di anzianità o di vecchiaia, ma solo in relazione ai lavoratori subordinati. Ai lavoratori autonomi, ai liberi professionisti ed ai parasubordinati l’Inps non richiede la cessazione dell’attività.

In seguito, comunque, se la tipologia di trattamento lo consente, il lavoratore subordinato può reimpiegarsi.

Quando arriva la pensione?

La data di liquidazione della pensione, cioè la data in cui l’assegno è materialmente corrisposto dall’Inps, raramente coincide con la data della decorrenza del trattamento.

In media, le tempistiche intercorrenti tra la presentazione della domanda di pensione ed il primo pagamento dell’assegno corrispondono a circa 180/200 giorni; i giorni di attesa per la liquidazione del trattamento pensionistico si riducono, però, a 60, se si considera la data di decorrenza del trattamento.

Il signor Andrea, un uomo ansioso, presenta la domanda di pensione quota 100 il 1° maggio 2020. La decorrenza della pensione, però, è il 1° settembre 2020. La pensione gli viene liquidata il 1° novembre 2020, con 2 mesi di arretrati. Dalla decorrenza alla liquidazione della pensione sono passati 60 giorni, mentre sono passati 6 mesi dalla presentazione della domanda di pensione.

In base a quanto osservato, risulta inutile, nel concreto, presentare la domanda di pensione con largo anticipo rispetto alla decorrenza, in quanto l’istanza non può essere lavorata sino al verificarsi di tutte le condizioni che determinano il diritto al trattamento.

Bisogna comunque evidenziare che:

  • le tempistiche di lavorazione risultano più lunghe della media presso alcune gestioni previdenziali, come Inps gestione dipendenti pubblici- ex Inpdap;
  • le tempistiche di liquidazione sono molto più lunghe della media (5- 6 mesi) anche nel caso in cui si richieda la pensione in regime di cumulo o totalizzazione, perché in queste operazioni vengono coinvolte più casse di previdenza;
  • la liquidazione è più veloce nel caso in cui si richieda la pensione anticipata con opzione quota 100, in quanto per questa tipologia di trattamento è stata prevista una sorta di “corsia preferenziale” [1] [1].

Inoltre, l’Inps ha previsto specifici incentivi, in relazione a Quota 100, connessi ai tempi di definizione delle pratiche [2].

Ho indicato una decorrenza sbagliata nella domanda di pensione

Nella speranza di ottenere prima la liquidazione del trattamento pensionistico hai inserito una data di decorrenza sbagliata nella domanda di pensione?

L’indicazione di una decorrenza errata comporta che l’Inps respinga la domanda per assenza dei requisiti richiesti. Puoi comunque presentare una nuova domanda indicando la data corretta di decorrenza.


note

[1] Messaggio Inps 1008/2019.

[2] Comunicazione Inps1062/2019.

Autore immagine: pixabay.com


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