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Pensione reversibilità al figlio inabile al lavoro: ultime sentenze

24 Gennaio 2021
Pensione reversibilità al figlio inabile al lavoro: ultime sentenze

Presupposti per il riconoscimento e onere probatorio; requisito della vivenza a carico ai fini della la pensione di reversibilità in favore di figlio maggiorenne inabile.

Presupposti per il riconoscimento di pensione di reversibilità per figlio inabile

Ai fini della maturazione del diritto alla reversibilità della pensione è necessario verificare che al momento del decesso del pensionato il figlio maggiorenne superstite fosse inabile al lavoro, in condizioni di non autosufficienza economica ed altresì che il congiunto partecipasse in misura continuativa e prevalente al suo mantenimento.

In particolare, il requisito della “vivenza a carico”, se non si identifica indissolubilmente con lo stato di convivenza né con una situazione di totale soggezione finanziaria del soggetto inabile, va considerato con particolare rigore, essendo necessario dimostrare che il genitore provvedeva, in via continuativa e in misura quanto meno prevalente, al mantenimento del figlio inabile; tale accertamento di fatto è rimesso al giudice di merito e, pertanto, incensurabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato.

Tribunale Roma sez. lav., 08/07/2020, n.4187

Per negare la reversibilità della pensione del genitore defunto al figlio maggiorenne inabile al lavoro non basta che questi abbia un reddito

Per negare la reversibilità della pensione del genitore defunto al figlio maggiorenne inabile al lavoro non basta che questi abbia un reddito, ma occorre anche verificare, con riferimento al requisito della vivenza a carico, se le sue entrate superino o meno la soglia richiesta per ottenere la pensione di invalidità civile totale.

Cassazione civile sez. VI, 22/10/2020, n.23058

Sul requisito della “vivenza a carico” per la pensione di reversibilità in favore di figlio maggiorenne inabile

La l. n. 218 del 1952, art. 13, nel testo sostituito dalla l. n. 903 del 1965, art. 22, per effetto del rinvio operato al r.d.l. n. 636 del 1939, art. 13, stabilisce che, ai fini del diritto alla pensione ai superstiti, “i figli in età superiore ai 18 anni e inabili al lavoro (…) si considerano a carico dell’assicurato o del pensionato se questi, prima del decesso, provvedeva al loro sostentamento in maniera continuativa”; tale requisito, della cd. “vivenza a carico”, va interpretato nel senso che il contributo economico continuativo, del titolare della pensione, al mantenimento dell’inabile, deve avere avuto un ruolo non necessariamente esclusivo e totale ma concorrente in misura rilevante, decisiva e, comunque, prevalente al sostentamento del discendente.

Cassazione civile sez. VI, 22/10/2020, n.23058

Reversibilità della pensione in favore del figlio maggiorenne superstite: requisito della “vivenza a carico”

Ai fini della maturazione del diritto alla reversibilità della pensione è necessario verificare che al momento del decesso del pensionato il figlio maggiorenne superstite fosse inabile al lavoro, in condizioni di non autosufficienza economica ed altresì che il congiunto partecipasse in misura continuativa e prevalente al suo mantenimento.

Il requisito della “vivenza a carico”, se non si identifica indissolubilmente con lo stato di convivenza né con una situazione di totale soggezione finanziaria del soggetto inabile, va considerato con particolare rigore ed in tale valutazione occorre prendere in considerazione tutti gli elementi di giudizio acquisiti al processo in base ai quali poter ricostruire la sussistenza o meno di una rilevante dipendenza economica del figlio inabile dal defunto genitore.

Tribunale Cassino sez. lav., 14/10/2020, n.401

Requisito della “vivenza a carico” ai fini della la pensione di reversibilità in favore di figlio maggiorenne inabile

In caso di morte del pensionato, il figlio superstite ha diritto alla pensione di reversibilità, ove maggiorenne, se riconosciuto inabile al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso di questi, laddove il requisito della “vivenza a carico”, se non si identifica indissolubilmente con lo stato di convivenza né con una situazione di totale soggezione finanziaria del soggetto inabile, va considerato con particolare rigore, essendo necessario dimostrare che il genitore provvedeva, in via continuativa e in misura quanto meno prevalente, al mantenimento del figlio inabile.

Tribunale Belluno sez. lav., 23/07/2020, n.23

Pensione di reversibilità per figlio superstite inabile, presupposti per il riconoscimento e onere probatorio

In caso di morte del pensionato, il figlio superstite ha diritto alla pensione di reversibilità, ove maggiorenne, se riconosciuto inabile al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso di questi, laddove il requisito della “vivenza a carico”, se non si identifica indissolubilmente con lo stato di convivenza né con una situazione di totale soggezione finanziaria del soggetto inabile, va considerato con particolare rigore, essendo necessario dimostrare che il genitore provvedeva, in via continuativa e in misura quanto meno prevalente, al mantenimento del figlio inabile; tale accertamento di fatto è rimesso al giudice di merito e, pertanto, incensurabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato.

Cassazione civile sez. VI, 23/01/2019, n.1861

Requisito della vivenza a carico ai fini della la pensione di reversibilità in favore di figlio maggiorenne inabile.

In caso di morte del pensionato, il figlio superstite ha diritto alla pensione di reversibilità, ove maggiorenne, se riconosciuto inabile al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso di questi, laddove il requisito della “vivenza a carico”, se non si identifica indissolubilmente con lo stato di convivenza né con una situazione di totale soggezione finanziaria del soggetto inabile, va considerato con particolare rigore, essendo necessario dimostrare che il genitore provvedeva, in via continuativa e in misura quanto meno prevalente, al mantenimento del figlio inabile”

Corte appello Roma sez. lav., 12/10/2018, n.3218

Pensione di reversibilità per figlio superstite inabile, presupposti per il riconoscimento e onere probatorio

In caso di morte del pensionato, il figlio superstite ha diritto alla pensione di reversibilità, ove maggiorenne, se riconosciuto inabile al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso di questi, laddove il requisito della “vivenza a carico”, se non si identifica indissolubilmente con lo stato di convivenza né con una situazione di totale soggezione finanziaria del soggetto inabile, va considerato con particolare rigore, essendo necessario dimostrare che il genitore provvedeva, in via continuativa e in misura quanto meno prevalente, al mantenimento del figlio inabile; tale accertamento di fatto è rimesso al giudice di merito e, pertanto, incensurabile in sede di legittimità se adeguatamente motivato. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto non provato il requisito della vivenza a carico del defunto padre di una figlia, e riconosciuto la pensione di reversibilità solo alla vedova).

In caso di morte del pensionato, il figlio superstite ha diritto alla pensione di reversibilità, ove maggiorenne, se riconosciuto inabile al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso di questi, laddove il requisito della vivenza a carico, se non si identifica indissolubilmente con lo stato di convivenza e neanche con una situazione di totale soggezione finanziaria del soggetto inabile, va considerato con particolare rigore, essendo necessario dimostrare che il genitore provvedeva, in via continuativa e in misura quanto meno prevalente, al mantenimento del figlio inabile; l’onere della prova del fatto costitutivo del diritto alla pensione di reversibilità incombe su chi tale diritto ha fatto valere in giudizio, a norma dell’art. 2697 cod. civ., mentre il giudice non può sopperire alle carenze probatorie imputabili alle parti, in quanto il suo potere di ammettere d’ufficio mezzi di prova a norma dell’art. 421 cod. proc. civ. è solo finalizzato ad integrare un quadro probatorio già tempestivamente delineato dalle parti.

Cassazione civile sez. lav., 13/04/2018, n.9237

Esclusa la pensione di reversibilità per la morte del padre all’invalido al 75%

La definizione di inabilità ai fini delle prestazioni previdenziali di cui all’art. 8 della legge n. 222 del 1984 attribuisce rilevanza, ai fini del riconoscimento della prestazione, al criterio oggettivo della “assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa”, nel senso che questa deve essere determinata esclusivamente dalla infermità ovvero dal difetto fisico o mentale, senza che debba verificarsi, in caso di mancato raggiungimento di una totale inabilità, il possibile impiego delle eventuali energie lavorative residue in relazione al tipo di infermità alle generali attitudini del soggetto (esclusa, nella specie, la pensione di reversibilità del padre in favore del figlio a carico ed inabile al 75 % e non ancora maggiorenne al momento del decesso).

Cassazione civile sez. lav., 20/11/2017, n.27448

La pensione di reversibilità spetta al figlio maggiorenne solo se inabile al lavoro

In caso di morte del titolare di pensione di invalidità, la pensione di reversibilità spetta al coniuge e ai figli minorenni, mentre ai figli superstiti maggiorenni spetta soltanto se essi siano riconosciuti inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso di quest’ultimo; l’inabilità al lavoro rappresenta, pertanto, un presupposto del diritto alla pensione di reversibilità del figlio maggiorenne e, quindi, un elemento costitutivo dell’azione diretta ad ottenerne il riconoscimento, con la conseguenza che la sussistenza di esso deve essere accertata anche d’ufficio dal giudice, tanto che a nulla rileva che l’istituto previdenziale non abbia tempestivamente eccepito la carenza del suddetto presupposto.

Cassazione civile sez. VI, 19/12/2016, n.26181

Pensione di reversibilità al figlio maggiorenne se inabile e a carico

In caso di morte del pensionato, il figlio superstite ha diritto alla pensione di reversibilità, ove maggiorenne, se riconosciuto inabile al lavoro e a carico dei genitore al momento del decesso di questi, laddove il requisito della “vivenza a carico”, se non si identifica indissolubilmente con lo stato di convivenza, ne’ con una situazione di totale soggezione finanziaria del soggetto inabile, va considerato con particolare rigore, essendo necessario dimostrare che il genitore provvedeva in via continuativa e in misura quanto meno prevalente al mantenimento del figlio inabile.

Cassazione civile sez. VI, 17/02/2016, n.3025



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2 Commenti

  1. Quanto spetta in percentuale della pensione di reversibilità ad un disabile L.104/92 se il familiare è deceduto? il 60% o il 70 %

    1. se unico erede 70% al figlio inabile

      con genitore/coniuge (60%) + 20% al figlio inabile. Al decesso del coniuge spetta il 70% al figlio inabile

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