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L’amministratore di condominio può agire o resistere in causa senza autorizzazione dell’assemblea

26 Gennaio 2014
L’amministratore di condominio può agire o resistere in causa senza autorizzazione dell’assemblea

Ogni volta in cui si rende necessario agire o difendersi in causa, se il contendere riguarda le attività tipiche dell’amministratore, quest’ultimo non sarà tenuto a chiedere il preventivo placet dell’assemblea.

 

Dietro front della Cassazione: ora l’amministratore di condominio non ha più bisogno di una preventiva autorizzazione dei condomini per agire o resistere in giudizio nelle cause che riguardano le parti comuni dell’edificio o la difesa delle decisioni dell’assemblea. In pratica, tutte le volte in cui c’è da tutelare la proprietà comune, l’amministratore può valutare se costituirsi o meno in causa senza prima richiedere il “placet” ai condomini.

È questa la sintesi di una sentenza emessa qualche giorno fa [1].

La Cassazione dice stop all’iperassemblearismo generato da una propria sentenza, a sezioni unite, di circa tre anni fa. [2]. Costringendolo, infatti, a convocare ogni volta i condomini per ottenere il loro nulla osta, si finisce per complicargli di molto il compito, con le difficoltà a tutti note in termini di comunicazioni, quorum e maggioranze.

Invece, la nuova sentenza sposa un orientamento più liberale: l’amministratore non sarà più tenuto a chiedere il preventivo “permesso” dell’assemblea. I termini per agire o costituirsi in causa sono assai stretti e mal si conciliano, invece, con quelli a volte dilatati delle riunioni dell’assemblea.

Si pensi, ad esempio, a tutte le volte in cui è necessario agire per ottenere il pagamento degli oneri condominiali o alla costituzione nelle opposizioni proposte contro i decreti ingiuntivi o ancora al giudizio per far osservare il regolamento, o al caso in cui un condomino abbia impugnato una delibera assembleare. Stesso discorso anche nelle cause sul riparto di spese per i lavori al lastrico solare.


note

[1] Cass. sent. n. 1451/14 del 23.01.2014.

[2] Cass. S.U. sent. n. 18331/11.

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. Bene, se mai ci fosse bisogno di avere conferma circa il marasma in cui nuota la Giurisprudenza Italiana ora ne abbiamo la conferma evidente. Già precedente,e mente la sentenza 18331/2011 i giudici della cassazione civile non erano d’accordo sul problema della preventiva delibera a resistere o agire in giudizio. Poi (18331/11) lo ha reso necessario. ora, doppio salto carpiato, si ritorna alla situazione quo ante. Congratulazioni.

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