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Come cancellare un precedente penale

10 Maggio 2021 | Autore:
Come cancellare un precedente penale

Il legislatore penale ha previsto due istituti specifici per “ripulire la fedina penale”: la riabilitazione e l’incidente di esecuzione.

Il certificato penale è il documento nel quale sono iscritte tutte le condanne penali passate in giudicato, ossia i procedimenti penali definiti con sentenza di condanna o con decreto penale di condanna. Viene rilasciato dall’ufficio del casellario giudiziale presente presso ogni Procura della Repubblica indipendentemente dal luogo di residenza e ha una validità di 6 mesi dalla data di rilascio.

Se un soggetto che ha riportato una condanna definitiva intende partecipare ad un concorso pubblico o gli viene richiesto il certificato penale per un’assunzione di lavoro, come cancellare un precedente penale? La legge prevede degli strumenti specifici, ovvero la riabilitazione [1] e l’incidente di esecuzione [2], ricorrendo ai quali la condanna penale non viene cancellata del tutto ma si ottiene la dichiarazione di estinzione del reato e dei relativi effetti penali.

Pertanto, nel certificato penale comparirà la dicitura “reato estinto” e la condanna non esplicherà più alcun effetto, inoltre verranno ripristinate le prerogative perse. Bisogna comunque fare una distinzione perché se il certificato penale viene richiesto da un soggetto privato, nello stesso non saranno riportate le sentenze di patteggiamento, i decreti penali di condanna e le condanne per i quali è stato concesso dal giudice il beneficio della non menzione nel casellario.

Se invece il certificato penale è richiesto da soggetti pubblici quali ad esempio una pubblica amministrazione o l’autorità giudiziaria, gli stessi avranno accesso all’elenco completo delle iscrizioni presenti nel casellario giudiziale. Quindi, nel certificato penale accanto alla condanna verrà aggiunta la dicitura “riabilitato” o “reato estinto”.

Iscrizione condanna casellario giudiziale: si può eliminare?

A seconda della condanna inflitta (patteggiamento, decreto penale di condanna o sentenza ordinaria) vi sono delle determinate procedure e condizioni da seguire per la riabilitazione o per l’incidente di esecuzione, che porteranno all’estinzione del reato e degli effetti penali ma non all’eliminazione dell’iscrizione della condanna dal casellario giudiziale.

Tuttavia, se il reato è lieve e si sono verificate determinate condizioni (vedi l’ipotesi in cui sono decorsi dieci anni dalla condanna emessa dal giudice di pace) è possibile chiedere la cancellazione dell’iscrizione. In questo caso si avrà l’effettiva eliminazione dell’iscrizione dal casellario giudiziale.

Cos’è la riabilitazione

La riabilitazione è un istituto attraverso il quale il condannato riacquista la capacità di esercitare i diritti e i doveri ai quali aveva dovuto rinunciare a causa della pronuncia della sentenza di condanna.

Grazie alla riabilitazione si estinguono le pene accessorie (ad esempio, l’interdizione dai pubblici uffici, l’interdizione legale, l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione, l’estinzione del rapporto di impiego o di lavoro, la decadenza o la sospensione dall’esercizio della potestà genitoriale) e ogni altro effetto penale della condanna, tranne che la legge disponga altrimenti.

Le condizioni della riabilitazione sono [3]:

  1. il passaggio di almeno tre anni dall’esecuzione o dall’estinzione della pena principale. Se il colpevole è recidivo, detto termine è di otto anni mentre è di dieci anni, se si tratta di un delinquente abituale, professionale o per tendenza;
  2. la buona condotta, tenuta dal condannato per tutto il periodo indicato. Sotto tale profilo si valuta se il soggetto ha commesso o meno altri reati dopo la condanna e se sono stati aperti altri procedimenti a suo carico. Si tiene conto anche dell’effettivo recupero del condannato in società e nell’ambito del proprio nucleo familiare;
  3. la non sottoposizione a misure di sicurezza, per cui il condannato non deve essere stato sottoposto o devono essere state revocate le misure di sicurezza, tranne che si tratti dell’espulsione dello straniero dallo Stato ovvero di confisca;
  4. l’adempimento delle obbligazioni civili derivanti dal reato, a meno che il condannato non dimostri di essersi trovato nell’impossibilità materiale di adempierle. Tra le obbligazioni civili derivanti dal reato che il condannato deve soddisfare per ottenere la riabilitazione, vanno ricomprese anche quelle relative al pagamento delle spese processuali oltre che il risarcimento del danno alle parti civili.

Qual è la procedura per la riabilitazione

Per dare inizio alla procedura di riabilitazione occorre presentare un’istanza al Tribunale di sorveglianza del luogo in cui l’interessato ha la residenza o il domicilio, indicando gli elementi dai quali risulta la sussistenza delle condizioni previste dall’articolo 179 del codice penale. Tale istanza può essere anche presentata personalmente ma nel procedimento è indispensabile l’assistenza di un difensore.

In ogni caso, è preferibile che il difensore assista il richiedente fin dalla proposizione della domanda per meglio documentare il percorso di buona condotta fino a quel momento effettuato dall’interessato. All’istanza va allegata tutta la documentazione idonea a provare la sussistenza delle condizioni per la pronuncia della riabilitazione. Se l’interessato si trova in condizioni economiche disagiate può chiedere l’ammissione al gratuito patrocinio a spese dello Stato.

Se l’istanza di riabilitazione viene rigettata è possibile proporre ricorso in Cassazione. Qualora l’istanza di riabilitazione fosse respinta per difetto della buona condotta, non è possibile riproporla prima di due anni.

Il tribunale di Sorveglianza revoca di diritto l’ordinanza che ha disposto la riabilitazione, quando il condannato abbia commesso, entro sette anni dalla riabilitazione, un delitto non colposo per il quale è inflitta la pena della reclusione per un tempo non inferiore a due anni, o più grave. Effetto della revoca della riabilitazione è quello di fare rivivere le pene accessorie e gli altri effetti penali della condanna.

In cosa consiste l’incidente di esecuzione

L’incidente di esecuzione è lo strumento grazie al quale è possibile ottenere la dichiarazione di estinzione del reato nei casi di sentenza di patteggiamento o di condanna con decreto penale, una volta decorsi cinque anni, se si tratta di un delitto, o due anni, se si tratta di una contravvenzione, purché nei predetti termini il richiedente non abbia commesso un delitto o una contravvenzione della stessa indole [4].

L’istanza va rivolta allo stesso giudice che ha emesso il provvedimento di cui si chiede l’estinzione, ovvero al giudice dell’esecuzione.


note

[1] Art. 178 cod. pen.

[2] Artt. 445 e 460 cod. proc. pen.

[3] Art. 179 cod. pen.

[4] Art. 445 co. 2 cod. pen.


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