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Manutenzione estintore: cosa dice la normativa?

10 Maggio 2021 | Autore:
Manutenzione estintore: cosa dice la normativa?

Il datore di lavoro è obbligato a sottoporre a regolare manutenzione tecnica i dispositivi di sicurezza presenti nei luoghi di lavoro.

Tra i presidi antincendio l’estintore è certamente il più diffuso oltre che obbligatorio per legge, sia nei luoghi pubblici, come ad esempio negli istituti scolatici, nei tribunali, negli ospedali, sia nei luoghi privati, quali gli uffici di aziende o più in generale gli ambienti di lavoro. La sua funzione è quella di garantire l’incolumità e la sicurezza delle persone presenti in un edificio. Pertanto, deve essere periodicamente controllato.

A proposito della manutenzione dell’estintore, cosa dice la normativa? Bisogna fare riferimento alla Norma UNI 9994-1:2003 che prescrive l’obbligo di effettuare il controllo e la manutenzione degli estintori ogni 6 mesi, al fine di verificare tra l’altro la compilazione del cartellino di manutenzione, lo stato di carica e la pressione interna.

Va tenuto presente, altresì, che un estintore è obbligatorio in qualsiasi attività dove sia presente oltre al titolare, anche un solo dipendente. Viene da sé che il numero dei presidi antincendio da installare così come la loro tipologia (estintori ad acqua, a polvere, a Co2  o a schiuma) dipende dalle dimensioni del posto nonché dalle attività svolte al suo interno, ai rischi ad esse connessi e, di conseguenza, alla natura dell’eventuale incendio che potrebbe verificarsi.

Cosa deve essere riportato sul cartellino dell’estintore

Secondo la normativa sopra richiamata, ogni presidio antincendio deve avere un cartellino sul quale vanno specificati:

  • il numero di matricola e gli altri estremi riguardanti il dispositivo;
  • i dati dell’azienda addetta alla manutenzione (la ragione sociale e l’indirizzo) e/o della persona competente;
  • il tipo di estintore, la massa lorda e la carica effettiva dello stesso;
  • le scadenze (mese e anno) in cui devono essere effettuati i futuri interventi manutentivi e i vari controlli;
  • il codice di riferimento o il punzone identificativo di colui che si occupa del controllo degli estintori.

Manutenzione estintore: cosa dice la normativa

La normativa sulla manutenzione e revisione dell’estintore distingue sei diverse fasi di verifica:

  1. controllo iniziale;
  2. sorveglianza;
  3. controllo periodico;
  4. revisione programmata;
  5. collaudo;
  6. manutenzione straordinaria.

Prima di dare inizio all’attività manutentiva, è necessario individuare:

  1. la persona responsabile a predisporre le misure di sicurezza antincendio;
  2. l’azienda che dovrà occuparsi della manutenzione;
  3. la persona competente con la formazione e l’esperienza necessarie a garantire una corretta attività di manutenzione antincendio.

La predetta normativa, inoltre, ha apportato delle modifiche rilevanti rispetto al passato, prevedendo:

  • nuove fasi per la manutenzione degli estintori;
  • l’obbligo di indicare la data di revisione all’interno e all’esterno del dispositivo;
  • la necessità di sostituire le valvole in sede di collaudo per gli estintori a polvere;
  • il costante aggiornamento della documentazione di manutenzione.

In cosa consistono le varie fasi della manutenzione dell’estintore

La manutenzione degli estintori è strutturata in attività distinte.

Il controllo iniziale consiste in un esame comprensivo di una serie di accertamenti, il quale può essere effettuato anche in contemporanea alla fase del controllo periodico. Lo scopo di tale fase è quello di regolare e disciplinare la sostituzione della vecchia ditta manutentrice con quella nuova, che prenderà in carico per la prima volta la manutenzione di un determinato estintore. Pertanto, durante la stessa viene accertato che il dispositivo non sia fuori servizio e va verificata la disponibilità del libretto d’uso e le marcature presenti; tutto ciò che deriva da tale fase, deve essere comunicata alla persona responsabile;

La sorveglianza non è una vera e propria fase, trattandosi piuttosto del costante controllo del dispositivo. Non è, quindi, un’attività regolamentata né c’è una norma specifica che indica una cadenza temporale. La sorveglianza va effettuata dalla persona responsabile, la quale deve controllare di tanto in tanto che l’estintore non sia stato manomesso, che sia immediatamente utilizzabile e che vi sia un cartello che lo segnali;

Il controllo periodico è una fase regolamentata dalla legge sia per quanto attiene il soggetto che deve effettuarla sia per la periodicità. Al controllo periodico deve provvedere una persona competente con una periodicità massima di 6 mesi. Entro la fine del sesto mese, occorre controllare l’efficienza di tutti i tipi di estintori, portatili o carrellati, senza effettuare prove di funzionamento. I controlli da eseguire riguardano la corretta compilazione del cartellino di manutenzione, lo stato di carica degli estintori a biossido di carbonio mediante pesatura, la verifica della pressione interna oltre a tutti i controlli previsti anche nella fase precedente;

La revisione, che va effettuata da una persona competente e consiste in una serie di interventi di natura tecnica, le cui tempistiche sono regolate dalla norma antincendio ovvero ogni:

  • 24 mesi per gli estintori ad acqua o a schiuma, aventi un serbatoio in acciaio al carbonio plastificato;
  • 36 mesi per gli estintori a polvere;
  • 48 mesi per gli estintori ad acqua o a schiuma, i cui serbatoi sono in acciaio inox;
  • 60 mesi per gli estintori a Co2;
  • 72 mesi per gli estintori ad idrocarburi alogenati.

Durante la fase di revisione sono previsti degli interventi tecnici specifici quali:

  • l’esame dell’interno degli estintori;
  • il controllo di tutte le parti e le componenti;
  • la sostituzione dei dispositivi di sicurezza, se presenti;
  • la sostituzione dell’agente estinguente, delle guarnizioni e delle valvole erogatrici.

Il collaudo è una misura preventiva, la cui finalità è quella di controllare la stabilità del serbatoio e della bombola dell’estintore, se si tratta di un apparecchio a pressione. Nel momento in cui si effettua il collaudo, va sostituita la valvola erogatrice.

La data del collaudo e la denominazione dell’azienda che l’ha eseguito devono essere riportati in maniera indelebile sia all’interno sia all’esterno dell’estintore. Se un estintore viene rimosso per essere oggetto di controllo, va temporaneamente sostituito con un altro estintore, a patto che le prestazioni non siano inferiori. Inoltre, un estintore deve essere ricaricato anche se viene utilizzato solo in parte;

La manutenzione straordinaria è necessaria qualora non fosse possibile ripristinare l’efficienza dell’estintore tramite la manutenzione ordinaria. Si considerano straordinari tutti gli interventi aggiuntivi rispetto alle verifiche regolari.

Violazione Norma UNI 9994-1:2003: sono previste sanzioni?

Il servizio di manutenzione degli estintori deve essere eseguito periodicamente e in maniera programmata, al fine di mantenerne nel tempo l’efficienza operativa, ed è regolato da scadenze precise e inderogabili. Si tratta, altresì, di una procedura obbligatoria per legge.

Pertanto, non adempiere a quanto previsto dalla normativa vigente o non rispettare le scadenze prefissate comporta l’essere perseguiti legalmente [1]. Anche le regole di svolgimento della manutenzione degli estintori sono stabilite per legge, quindi, tutte le aziende che la effettuano devono seguire esattamente le rigorose procedure operative, regolate dalle norme UNI 9994-1:2013.


note

[1] Il combinato disposto degli artt. 64, 65 e 68 del D.Lgs. n. 81/2008 prevede per il datore di lavoro in caso di omessa predisposizione di idonei presidi antincendio, ivi compresi gli estintori portatili, l’arresto da 3 a 6 mesi o l’ammenda da 2.000 a 10.000 euro.


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