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Ai professionisti che assumono, l’aiuto ASPI

26 gennaio 2014


Ai professionisti che assumono, l’aiuto ASPI

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 gennaio 2014



Il contributo ASPI per l’assunzione si applica non solo agli imprenditori, ma anche ai liberi professionisti, come l’avvocato per la ricerca della segretaria; il beneficio si applica dal 28 giugno 2013; la quota del 50% va chiesta dal datore con una dichiarazione di responsabilità tramite il cassetto previdenziale.

Hai bisogno di una persona che ti aiuti nella gestione dello studio? Hai sempre desiderato assumere una segretaria, ma non ne hai avuto la possibilità economica? Forse questo è il momento per farlo.

Infatti, dallo scorso 28 giugno, la legge [1] introduce una misura incentivante in favore dei datori di lavoro che assumono, a tempo pieno e indeterminato, lavoratori che fruiscono, o siano anche solo destinatari, dell’assicurazione sociale per l’impiego (Aspi). Il beneficio è destinato non solo a imprenditori. Pertanto anche i liberi professionisti ne potranno usufruire.

Ma vediamo meglio di che si tratta.

 

Contributo mensile

Si tratta di un contributo mensile, versato al datore di lavoro che assume. Esso è pari al 50% dell’indennità Aspi residua che l’Inps avrebbe erogato al lavoratore disoccupato se fosse rimasto privo di occupazione (per maggiori dettagli consulta l’articolo: “Incentivi per trovare lavoro: il 50% dell’Aspi al datore se assume”).

Il beneficio può estendersi anche alla trasformazione a tempo pieno e indeterminato di un precedente contratto a termine instaurato con un lavoratore percettore Aspi che, per la legge di riforma del mercato del lavoro, abbia avuto la sospensione d’ufficio dell’indennità (assunzione per un periodo inferiore a sei mesi).

L’incentivo riguarda le assunzioni dal 28 giugno 2013.

Va ricordato che la legge prevede una riduzione del trattamento Aspi del 15% dopo sei mesi; una seconda contrazione, sempre del 15%, è stabilita dopo 12 mesi.

Il diritto dell’azienda a percepire il contributo cessa dalla data in cui il lavoratore raggiunge i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato.

Il contributo al datore di lavoro è corrisposto per ogni mensilità di retribuzione erogata al dipendente: l’incentivo spetta per intero se risulta retribuito tutto il mese; l’importo mensile va, invece, rideterminato in presenza di giornate non retribuite. Sono ritenute retribuite anche le giornate in cui vi sia stata erogazione ridotta.

Il nuovo contributo è cumulabile con le altre forme di incentivi, come – per esempio – l’agevolazione per assunzione di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, non titolari dell’indennità [2].

Il contributo va richiesto all’Inps, compilando una dichiarazione di responsabilità che i datori di lavoro devono trasmettere alla sede competente.

note

[1] Art. 7, comma 5, lettera b, del Dl 76/2013 (legge 99/13) che ha integrato la legge 92/2012.

[2] Di cui alla legge 223/1991.

Autore immagine: 123rf.com

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