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Caduta in un tombino: se la strada è dissestata nessun risarcimento al pedone


Caduta in un tombino: se la strada è dissestata nessun risarcimento al pedone

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 gennaio 2014



Se il pericolo è prevedibile, il pedone è tenuto a un obbligo di massima prudenza per evitare il danno. 

Non c’è risarcimento per i distratti e gli imprudenti. Così, chi inciampa in un tombino lasciato scoperto dal Comune, ma la strada è evidentemente in dissesto, non può che prendersela solo con sé stesso. La sua richiesta di risarcimento del danno, pertanto, sarà rigettata da qualsiasi giudice.

Lo ha chiarito qualche giorno fa dalla Cassazione [1].

Quando la situazione di pericolo è prevedibile e la strada fa presumere chiaramente la presenza di rischi, è l’utente che deve adottare un atteggiamento di massima prudenza e attenzione. Senza osservare tali regole di diligenza, alcun risarcimento può essergli riconosciuto in caso inciampi nelle asperità del terreno o dell’asfalto. Insomma, il pedone deve dimostrare di aver fatto di tutto per evitare il danno e di essersi comportato comunque secondo quanto prescrive la più elementare accortezza.

Bisogna sempre rapportare la propria condotta al contesto in cui ci si trova. In una strada oggettivamente pericolosa – sottolinea la Cassazione – bisognerebbe proprio evitare di transitare o comunque evitare di camminare sul tombino che, ad un occhio mediamente attento, appaia malfermo e mobile.

La Corte ricorda che il comportamento colposo del soggetto danneggiato può essere la concausa del danno [2] e arrivare addirittura a escludere totalmente la responsabilità del proprietario della strada.

È vero che il Comune ha l’obbligo di chiudere il passaggio delle strade impraticabili, ma anche il passante ha un obbligo di massima prudenza. Obbligo che, in questo caso, prevale: per tanto è la prevedibilità dell’infortunio che rende lo stesso non risarcibile. In una strada dissestata è del tutto ragionevole l’esistenza di un tombino malfermo e mobile; pertanto la caduta in una situazione del genere può ricondursi anche alla esclusiva responsabilità del pedone.

Chi è causa del suo mal…

note

[1] Cass. sent. n. 999/14 del 20.01.2014.

[2] Art. 1227 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com

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