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Quanto è tassato l’anticipo del TFR?

25 Gennaio 2021
Quanto è tassato l’anticipo del TFR?

La legge prevede che il lavoratore possa richiedere un’anticipazione della liquidazione al ricorrere di determinate causali.

Sei un lavoratore subordinato. Hai deciso di comprare l’abitazione principale per te e per la tua famiglia. Vorresti ottenere un’anticipazione del trattamento di fine rapporto per ridurre la quota di mutuo da richiedere alla banca. Ti chiedi con quale aliquota verrà tassato l’anticipo e quale sarà, quindi, il netto percepito.

Lo stipendio mensile percepito in busta paga non costituisce l’intera retribuzione cui il lavoratore ha diritto. Infatti la legge prevede che il datore di lavoro debba accantonare, per ogni anno di servizio, una quota di retribuzione differita detta trattamento di fine rapporto. Al ricorrere di una serie di circostanze previste dalla legge e dai contratti collettivi il lavoratore può chiedere un’anticipazione del Tfr. Si tratta di un’eccezione alla regola generale in base alla quale il Tfr spetta solo in caso di cessazione del rapporto di lavoro.

Ma quanto è tassato l’anticipo del Tfr? Come vedremo, per evitare una eccessiva tassazione fiscale su tale emolumento, l’imposta sul reddito delle persone fisiche viene calcolata con il metodo della tassazione separata. Ma andiamo per ordine.

Trattamento di fine rapporto: cos’è?

Il datore di lavoro deve accantonare [1], per ogni anno di servizio del lavoratore dipendente, una quota di retribuzione differita meglio nota con l’acronimo Tfr che sta per trattamento di fine rapporto. Si tratta di una porzione di stipendio che viene erogata al lavoratore solo in caso di cessazione del rapporto di lavoro e che ha la funzione di offrire una tutela reddituale al dipendente in caso di perdita del posto di lavoro.

Trattamento di fine rapporto: come si calcola?

La quota annuale che deve essere accantonata dal datore di lavoro a titolo di trattamento di fine rapporto deve essere calcolata prendendo, come base di calcolo, tutti gli emolumenti erogati al lavoratore a causa del rapporto di lavoro, in modo fisso e non occasionale, con la sola esclusione dei rimborsi spese.

Tale base di calcolo deve essere divisa per 13,5 e deve essere rivalutata annualmente, per preservarne il potere di acquisto, al 31 dicembre di ogni anno, con l’applicazione di un tasso costituito dal 1,5% in misura fissa e dal 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati accertato dall’Istat rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente. Il Tfr che spetterà al lavoratore in caso di cessazione del rapporto di lavoro sarà pari alla somma degli accantonamenti annui effettuati dal datore di lavoro.

Cos’è l’anticipo del Tfr?

Come abbiamo detto, in linea generale, il diritto a percepire il Tfr matura solo in caso di cessazione del rapporto di lavoro. Tuttavia, la legge prevede che, se ricorrono determinate circostanze, il lavoratore può richiedere un anticipo della liquidazione.

In particolare, per poter chiedere l’anticipo del Tfr, il lavoratore deve avere almeno 8 anni di servizio e l’anticipazione non può essere superiore al 70% del trattamento cui il dipendente avrebbe diritto nel caso in cui il rapporto di lavoro cessasse alla data della richiesta.

Le richieste di anticipo Tfr possono essere soddisfatte solo per le seguenti causali:

  • in caso di necessità di acquistare la prima casa per sé e/o per i figli documentata con atto notarile;
  • in caso di necessità di sostenere spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche.

Quando viene accolta la domanda di anticipo del Tfr la somma erogata viene detratta dal trattamento di fine rapporto complessivo.

Quanto è tassato l’anticipo del Tfr?

La legge [2] prevede che il trattamento di fine rapporto e le sue anticipazioni sono assoggettate al prelievo fiscale sulla base del meccanismo della tassazione separata.

Per calcolare l’aliquota di prelievo fiscale da applicare all’anticipo del Tfr occorre seguire la seguente operazione:

  1. una volta calcolata la somma lorda spettante a titolo di anticipo di Tfr occorre dividere questo importo per il numero di anni lavorati alla data della richiesta e moltiplicare il risultato per 12 (vale a dire il numero di mesi dell’anno): in tal modo si ottiene il reddito annuale di riferimento;
  2. l’ultimo passaggio da compiere è calcolare l’aliquota Irpef media che deve essere applicata alla base imponibile. L’aliquota Irpef media è uguale al rapporto tra l’imposta calcolata applicando al reddito annuale di riferimento l’aliquota Irpef vigente e l’ammontare del reddito annuo di riferimento;
  3. l’aliquota così calcolata deve essere applicata alla base imponibile ottenendo dunque l’anticipo del Tfr netto.

note

[1] Art. 2120 cod. civ.

[2] Art. 19 Tuir.


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