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Ipoteca di Equitalia: da quale cifra scatta? Che succede in caso di usufrutto?

26 Gennaio 2014
Ipoteca di Equitalia: da quale cifra scatta? Che succede in caso di usufrutto?

Qual è l’importo minimo del debito che consente di attivare l’ipoteca e il pignoramento esattoriale da parte di Equitalia?

Dal 21 giugno 2013, per iscrivere l’ipoteca esattoriale basta che il debito (comprensivo di importi a ruolo, aggi di riscossione, interessi di mora e rimborso delle spese per l’esecuzione forzata) sia di almeno 20mila euro [1]. Al contrario di quello che si pensa, essa può essere iscritta anche sulla prima e unica casa di residenza.

Tuttavia, l’iscrizione dell’ipoteca non consente sempre ad Equitalia di effettuare un pignoramento e avviare l’espropriazione dell’immobile. Infatti, la messa in vendita all’asta della casa è possibile solo se ricorrono due condizioni:

1) l’importo minimo del debito (comprensivo di importi a ruolo, aggi di riscossione, interessi di mora e rimborso delle spese per l’esecuzione forzata) non deve essere inferiore a 120mila euro [2];

2) non si deve trattare di prima e unica casa di residenza. In pratica, l’espropriazione non può essere avviata se: a) l’immobile è l’unico posseduto dal debitore; b) se ha destinazione catastale abitativa; c) se il debitore vi ha fissato la propria residenza anagrafica. L’espropriazione, invece, è ammessa quando l’abitazione principale del debitore è classificata nelle categorie catastali A/1 (abitazioni di lusso), A/8 (ville) o A/9 (castelli, palazzi storici e simili), e quando costui, oltre all’abitazione principale, possiede altri immobili.

Possono essere espropriati anche l’usufrutto e la nuda proprietà perché questi sono ricompresi fra “i beni del debitore” pignorabili in base alla legge [3].

Tali limiti citati esistono solo per l’ipoteca e per l’espropriazione forzata attivate dall’agente della riscossione (Equitalia Spa). Quando, invece, si tratta di “altri soggetti”, l’intera materia (iscrizione d’ipoteca volontaria, legale o giudiziale; procedure esecutive mobiliari e immobiliari) è disciplinata dal codice civile e dal codice di procedura civile, i quali non contemplano limiti minimi.

A differenza dell’agente della riscossione, gli “altri soggetti pubblici o privati” (si pensi alle banche) non hanno limiti nel potere di espropriare la proprietà, l’usufrutto o la nuda proprietà dell’abitazione principale, anche quando questa è il solo bene immobile posseduto dal loro debitore. Se tale espropriazione è in corso, e l’agente della riscossione (Equitalia Spa) ha crediti verso il debitore esecutato, quest’ultimo può intervenire per partecipare alla ripartizione del ricavato, anche quando non avrebbe titolo per l’espropriazione su sua iniziativa [4].


note

[1] Art. 76 e 77 del Dpr 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni.

[2] Data di entrata in vigore dell’articolo 52, comma 1, lettera g, del Dl 69 del 2013, che ha sostituito il primo comma dell’articolo 76 del Dpr 602 del 1973.

[3] a norma dell’art. 2910 cod. civ. (“il creditore, per conseguire quanto gli è dovuto, può fare espropriare i beni del debitore…”).

[4] Art. 76 del Dpr 602 del 1973, nel testo in vigore dal 21 giugno 2013.

Autore immagine: 123rf.com


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