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Covid: chi si avvicina alla zona bianca

25 Gennaio 2021
Covid: chi si avvicina alla zona bianca

La colorazione più tenue, nella mappa del rischio, resta un miraggio praticamente per tutte le regioni italiane, eccetto una.

Sognando la zona bianca: è il «film» che praticamente tutte le regioni italiane stanno vivendo. Una porzione di territorio dove la vita assomiglierebbe molto alla cara, vecchia normalità, eccezion fatta per l’obbligo di continuare a seguire le precauzioni minime contro il Coronavirus (mascherine, igiene, distanziamento sociale).

La zona bianca è tra le nuove nate dell’ultimo decreto. Restrizioni ridotte al lumicino per la bassa circolazione del virus e riapertura anche dei luoghi di cultura, chiusi da mesi in tutta Italia. Una parentesi felice, insomma, ma sono pochissime le regioni che possono aspirarvi con qualche chance di successo. Nel breve termine, solo una: la Basilicata, che comunque dovrà aspettare almeno un «giro».

I dati del monitoraggio di venerdì 29, infatti, sono già pronti, dato che si riferiscono al periodo 18-24 gennaio (ogni report fotografa sempre la situazione della settimana precedente). Si sa già, dunque, che nessuna regione italiana si colorerà di bianco a partire da venerdì, perché nessuna possiede i requisiti di base della zona bianca: indice di trasmissione del virus (Rt) inferiore a 1 e incidenza entro i 50 contagi settimanali su centomila residenti (per tre settimane consecutive).

La Basilicata può aspirare a diventare bianca prossimamente perché è la regione italiana che più si avvicina a questo quadro, con Rt al di sotto di 1 e incidenza settimanale di 60,58 casi tra il 18 e il 24 gennaio. È la più vicina al traguardo.

Le altre regioni, nelle quali pure c’è una situazione rassicurante a livello di contagi, non sono così prossime ai requisiti minimi della zona bianca. Potrebbero diventarlo, ma nel medio periodo. Parliamo di Sardegna e Toscana, entrambe con dei “ma”. La prima, anche se l’Rt è inferiore a 1 e l’incidenza è in discesa (77,89 casi su centomila abitanti) viene considerata regione a rischio (per approfondire leggi qui: Covid, report Iss: dove ci sono i rischi maggiori) in base ad altri parametri di cui tiene conto la cabina di regia che, settimanalmente, «colora» l’Italia a seconda dei dati.

La Toscana, invece, ha conosciuto un netto miglioramento nell’ultimo periodo: ha Rt inferiore a 1 e rischio basso, ma i dati degli ultimi giorni registrano un lieve aumento dei casi. Il che potrebbe far presagire che la situazione non è in odore di evoluzioni, ma di involuzioni.

La zona bianca non è l’unica novità, in termini di colori. La Commissione europea ha proposto l’adozione di una nuova area: la zona rosso scuro. Andrebbe a delimitare le zone dove il pericolo di contagio è particolarmente alto, con obbligo di tampone e quarantena per poter viaggiare in Europa.

Secondo una simulazione, realizzata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) in forma di mappa europea, in Italia diventerebbero di color rosso scuro l’Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia, il Veneto e l’Emilia Romagna.

In totale, sarebbero 10-20 gli Stati europei con zone rosso scure al loro interno; tra questi, anche alcuni territori di Spagna, Portogallo, Francia, Germania e Paesi scandinavi.



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