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Lo sai che? Come va scritto l’ordine del giorno di un’assemblea condominiale?

Lo sai che? Pubblicato il 27 gennaio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 gennaio 2014

Un’agile guida sui criteri che l’amministratore condominiale deve seguire per scrivere in modo corretto l’ordine del giorno di convocazione dell’assemblea

 

Se ci si domanda come va scritto l’ordine del giorno di un’assemblea condominiale, la risposta è che occorre una puntuale descrizione dell’oggetto essenziale dei temi da affrontare in modo che tutti i condomini possano poi decidere in modo consapevole.

Cosa deve contenere l’ordine del giorno per la convocazione un’assemblea condominiale?

La legge di riforma del condominio [1] con riferimento a come debba essere scritto l’ordine del giorno di un’assemblea condominiale ha soltanto aggiunto, rispetto al passato, che l’avviso di convocazione dell’assemblea debba contenere specifica indicazione dell’ordine del giorno.

Esiste, ed è questo il dato di partenza fondamentale, un fondamentale diritto all’informazione per ogni condomino: un diritto il cui contenuto consiste anche nel diritto a partecipare in modo consapevole all’assemblea avendo a disposizione un lasso di tempo minimo (cioè il numero di giorni minimo che deve intercorrere tra data dell’assemblea e data in cui l’avviso di convocazione gli viene notificato) per poter disporre delle informazioni necessarie per non partecipare al buio alla riunione e, soprattutto, alle decisioni che sarà chiamato ad adottare mediante il proprio voto.

Ed allora, in assenza di dati più precisi nel testo della legge, è toccato alla giurisprudenza [2] specificare come in concreto debba essere compilato l’ordine del giorno contenuto nell’avviso di convocazione dell’assemblea.

È stato stabilito, quindi, che:

– l’amministratore è tenuto ad informare preventivamente i condomini circa il contenuto degli argomenti posti all’ordine del giorno;

– che questo obbligo ha lo scopo di far conoscere ai condomini, anche se non in termini minuziosi (cioè dettagliati), l’oggetto essenziale dei temi che si dovranno discutere;

– che, perciò, nel caso di assemblea convocata per decidere di deliberare delle spese ordinarie non è necessario allegare all’avviso di convocazione anche i singoli importi dei preventivi e questo perché l’obbligo di rendere specifico e chiaro l’ordine del giorno viene soddisfatto indicando quale sia la materia della discussione e della votazione, mentre se il condomino volesse avere a disposizione documentazione più specifica avrà l’onere di chiederla all’amministratore ed eventualmente farsene rilasciare copia.

L’ordine del giorno deve essere specifico

Cosa deve contenere l’ordine del giorno nel caso di spese ingenti?

Nel caso, invece, di spese ingenti e di lavori di grande rilievo (cioè di lavori di manutenzione straordinaria, di innovazioni ecc.), la giurisprudenza [3] ha stabilito:

  • non solo che l’ordine del giorno contenuto nella lettera di convocazione non possa essere generico;
  • ma ha aggiunto che, in ogni caso di spesa ingente e di conseguenti importanti lavori sui beni comuni, l’ordine del giorno debba essere puntuale e contenere nel dettaglio le singole voci di spesa.

Il diritto di informazione del condomino, dunque, deve essere tanto più rispettato quanto maggiori siano gli oneri che dovesse prevedere la delibera adottata dall’assemblea condominiale.

E così ne possiamo trarre un utile insegnamento sia per gli amministratori che per i condomini.

Per gli amministratori sarà opportuno, nell’avviso di convocazione e nell’ordine del giorno, fornire informazioni anche dettagliate quando le spese da deliberare siano ingenti e siano relative a opere di carattere straordinario o a innovazioni.

Per i condomini, essi potranno contare su un importante precedente di giurisprudenza per verificare se l’ordine del giorno a loro inviato sia conforme a ciò che la legge richiede.

L’ordine del giorno deve essere più specifico nel caso di spese ingenti e di lavori straordinari

note

[1] L. n. 220 del 2012.

[2] Cass. sent. n. 21996 del 21/09/2017.

[3] Cass. sent. n. 1445 del  23/01/2014 e n. 1446 del 23/01/2014.


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