Arriva l’adozione mite dei bambini: in cosa consiste

26 Gennaio 2021 | Autore:
Arriva l’adozione mite dei bambini: in cosa consiste

La Cassazione apre alla necessità di promuovere il contatto tra il minore ed i genitori biologici per cercare di ricomporre il rapporto familiare.

Non è un affidamento e nemmeno un’adozione, per così dire, «tradizionale». La Cassazione ha appena introdotto il concetto dell’adozione mite, vale a dire la possibilità di dare in adozione un bambino senza, però, che il minore perda del tutto il rapporto con i genitori biologici in modo da poter recuperare, finché possibile, il rapporto tra entrambi.

Con un’ordinanza appena depositata [1], la Suprema Corte ha richiamato la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo rimarcando il fatto che l’adozione legittimante, cioè quella a cui siamo abituati a pensare, deve essere concepita come ultima soluzione quando i genitori biologici si dimostrano incapaci di curare il proprio figlio. Una via di mezzo, se così vogliamo chiamarla, per consentire al minore di non perdere completamente i contatti con chi l’ha messo al mondo.

La Cassazione, come si può leggere nell’ordinanza, si è occupata del caso di una bambina sottratta alla madre all’età di 5 mesi. La donna aveva ammesso la propria incapacità ad occuparsi da sola della figlia ma ha partecipato a diversi incontri, sia con la piccola sia con gli assistenti sociali, per cercare di mantenere i contatti. Di fronte alla decisione della Corte d’Appello di procedere all’adozione piena della bambina, la mamma aveva presentato ricorso in Cassazione, accolto con rinvio perché – a parere degli Ermellini – la Corte «si è sottratta all’obbligo di considerare, compiuti gli opportuni approfondimenti istruttori, il ricorso ad una forma di adozione mite che consenta un graduale recupero del rapporto tra la bambina e la madre biologica, in considerazione dell’affetto e dell’interesse dimostrato dalla madre nei suoi confronti».

Anche la Corte europea dei diritti dell’uomo è dell’avviso che l’Autorità pubblica debba attivarsi velocemente «per riunire la famiglia biologica non appena ciò sia possibile» in modo da evitare una violazione del diritto al rispetto della vita familiare.

In sostanza, conclude la Cassazione, «in presenza di situazioni di semi-abbandono in cui la non piena idoneità genitoriale non esclude l’opportunità della loro presenza della vita del figlio in considerazione dell’affetto e dell’interesse dimostrati, l’adozione che recida ogni rapporto con il genitore biologico può rivelarsi una scelta non adeguata al preminente interesse del minore».


note

[1] Cass. ordinanza n. 1476/2021 del 25.01.2021.


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