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Conte si è dimesso: cosa succede ora

26 Gennaio 2021 | Autore:
Conte si è dimesso: cosa succede ora

Il premier ha ringraziato i suoi ministri, poi è salito al Quirinale per rimettere il mandato. Al via, le consultazioni e la ricerca di una maggioranza.

Come annunciato, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha consegnato le sue dimissioni nelle mani del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Viene ufficializzata, in questo modo, la crisi di Governo iniziata due settimane fa, quando Matteo Renzi decise di ritirare la rappresentanza di Italia Viva dall’Esecutivo.

Prima di salire al Colle, Conte aveva comunicato formalmente la sua decisione al Consiglio dei ministri, riunito in via straordinaria a Palazzo Chigi: «Ringrazio l’intera squadra di governo, ogni singolo ministro, per ogni giorno di questi mesi insieme», è stato il suo congedo. L’ultimo atto è stata l’approvazione del cosiddetto «decreto Cio» sull’autonomia del Coni. Un passaggio necessario e non rinviabile, ma fino all’ultimo affatto scontato, per evitare che l’Italia si presenti alle prossime Olimpiadi di Tokyo senza tricolore e inno di Mameli.

Al termine del colloquio con Mattarella, e come vuole la prassi, Conte si è recato al Senato e alla Camera per informare i rispettivi presidenti, Elisabetta Casellati e Roberto Fico, della sua decisione.

Ora, inizia una delicatissima fase in cui si cercherà di chiudere la crisi nel modo più indolore e veloce possibile. Le consultazioni del Quirinale con i leader dei partiti che hanno rappresentanza in Parlamento dovrebbero partire già domani. I gruppi disponibili a sostenere un Conte ter alla Camera e al Senato «sono in formazione’», assicura chi ci sta lavorando in queste ore. A Palazzo Madama, in particolare, si parla di 9-10 parlamentari fortemente tentati, che si aggiungerebbero agli azzurri Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin, che hanno votato la fiducia al Governo. Gli occhi sono sempre puntati su Forza Italia (2-3 gli «attenzionati») e sui centristi, anche se l’Udc si è già tirata fuori.

Resta l’interrogativo su cosa farà Cambiamo di Giovanni Toti: «Mai parteciperemo al Conte ter», assicura il governatore ligure, che punta a un Esecutivo di unità nazionale, ma c’è chi parla di forti pressioni nei confronti dei tre senatori di Toti. Poi, c’è chi scommette che anche qualche renziano (forse 2 o 3), impaurito dalla strategia kamikaze del suo leader, possa alla fine aggregarsi.

Una volta uscito dal Quirinale, raccontano, Conte avrà il quadro più chiaro della situazione e se farà un Governo «di altro profilo» e di emergenza nazionale, come gli chiedono i centristi che lo sostengono e anche lo stesso Silvio Berlusconi, porrebbe spuntarla, magari tirando dentro pure Italia Viva. Tutto dipenderà, però, da Matteo Renzi: se lui vuole tornare sui suoi passi, non può pensare di ripartire da una posizione di forza come prima. Nessuna chiusura all’ex rottamatore, dunque, ma non potrà certo tornare a dettare l’agenda a M5S e Pd.



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