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Lavoro supplementare: ultime sentenze

31 Gennaio 2021
Lavoro supplementare: ultime sentenze

Il lavoratore deve provare in modo specifico e rigoroso le ore lavorate in più.

Retribuzione straordinario: onere probatorio

Qualora il lavoratore agisca in giudizio, per conseguire le retribuzioni allo stesso spettanti, ha l’onere di provare l’esistenza del rapporto di lavoro quale fatto costitutivo del diritto azionato, mentre incombe al datore di lavoro che eccepisce l’avvenuta corresponsione delle somme richieste, l’onere di fornire la prova di siffatta corresponsione.

Tale principio vale sia per la retribuzione mensile, sia per la tredicesima mensilità, sia per la corresponsione del trattamento di fine rapporto. In ordine, invece, al profilo dello straordinario e del lavoro supplementare, costituisce ius receptum nella giurisprudenza di legittimità il principio secondo cui il lavoratore, che chieda in via giudiziale il relativo compenso, ha l’onere di dimostrare di aver lavorato oltre l’orario normale di lavoro e, ove riconosca di aver ricevuto una retribuzione ma ne deduca l’insufficienza, è altresì tenuto a provare il numero di ore effettivamente svolto.

Tribunale Bari sez. lav., 01/07/2020, n.1882

La prova dello svolgimento di lavoro supplementare

La prova dello svolgimento di lavoro supplementare/straordinario e della sua effettiva entità, grava sul lavoratore che agisca per ottenere il relativo compenso e deve essere data in maniera rigorosa, senza possibilità che tale onere della prova venga sostituito da una valutazione equitativa del giudice, utilizzabile solo in riferimento alla liquidazione del quantum debeatur, sul presupposto che risulti già provato l’an.

Tribunale Modena sez. lav., 16/04/2019, n.65

Il ricorso al lavoro supplementare

Il lavoro supplementare è una modalità di organizzazione del lavoro (volta a consentire un legittimo risparmio di spesa) perfettamente compatibile, ai sensi della vigente contrattazione collettiva di settore, con l’assolvimento delle esigenze aziendali sottese alla tipologia di appalto di servizi di pulizia dei veicoli adibiti al TPL, stazioni, depositi, impianti sedi e prestazioni accessorie.

L’eventuale rifiuto del lavoratore – che apparentemente sembra previsto solo dalla disciplina legislativa di default, ma che secondo una parte della dottrina non può essere limitato al caso in cui manchi la disciplina collettiva – riguarda un profilo attinente ai rapporti interni tra lavoratore e datore, senza intaccare la significatività dell’impegno giuridico assunto dall’impresa nei confronti del committente, sempreché il ricorso al lavoro supplementare (e straordinario) sia contenuto in una percentuale limitata.

La maggiore stabilità e certezza delle ore di lavoro ordinario non preclude al concorrente di elaborare scelte imprenditoriali che contemplano il ricorso al lavoro supplementare, e di assumere un impegno vincolante verso il committente (restando, poi, demandata ai rapporti interni l’individuazione delle risorse umane che possono svolgere ore aggiuntive e si rendono disponibili). L’aleatorietà che connota il lavoro supplementare non può, in altri termini, impedire all’imprenditore di valorizzare l’istituto per elaborare una proposta consapevole e sostenibile.

T.A.R. Brescia, (Lombardia) sez. I, 18/03/2019, n.242

Prova specifica delle ore lavorate in più

La prestazione di lavoro supplementare o straordinario va provata dal lavoratore in maniera specifica e rigorosa quanto alle ore lavorate in più, senza possibilità di valutazione equitativa.

Tribunale Pavia sez. lav., 12/01/2019, n.385

Compensi corrisposti per il lavoro supplementare

Ai fini dell’applicazione dell’art. 18 della l. n. 1089 del 1968, che prevede il diritto allo sgravio contributivo nella misura del dieci per cento delle retribuzioni, al netto di compensi per il lavoro “considerato straordinario dai contratti collettivi e, in mancanza, dalla legge”, permane la rilevanza della nozione di lavoro straordinario legale ove risulti che le parti collettive, nel fissare solo l’orario normale di lavoro, senza definire quello straordinario, abbiano voluto soltanto riconoscere, a fini contrattuali, un’uguale maggiorazione retributiva al lavoro supplementare, ossia quello prestato oltre l’orario normale e fino al limite legislativo; ne consegue che sono assoggettabili allo sgravio in questione i compensi corrisposti per il lavoro svolto entro i suddetti limiti temporali.

(Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di appello, ritenendo applicabile lo sgravio con riferimento alle somme erogate per le ore di lavoro tra la quarantesima e la quarantottesima, imputabili a lavoro “supplementare” ed escludendolo per le ore eccedenti il detto limite superiore, imputabili a lavoro straordinario).

Cassazione civile sez. lav., 17/04/2018, n.9418

Nullità del contratto di lavoro part time

In tema di rapporto di lavoro subordinato, il contratto di lavoro part time che non contiene la distribuzione oraria è nullo, con conseguente diritto del lavoratore al risarcimento del danno per eventuali comportamenti abusivi del datore di lavoro, ovvero al compenso del lavoro supplementare in caso di effettiva prestazione oltre l’orario pattuito.

Tribunale Milano sez. lav., 06/06/2017, n.1663

Ribasso del costo del lavoro rispetto alle tabelle ministeriali

Nelle gare pubbliche per l’affidamento di un appalto di servizi, è da considerarsi anormalmente bassa, con conseguente esclusione dalla gara, l’offerta contenente un rilevante ribasso del costo del lavoro rispetto alle tabelle ministeriali richiamate dagli art. 86 e 87 d.lg. 12 aprile 2006 n. 163 (applicabile, ratione temporis, in luogo del successivo d.lg. 18 aprile 2016 n. 50), ove tale scostamento sia giustificato dal minor costo asseritamente derivante dall’utilizzo del lavoro supplementare, stante il carattere aleatorio di tale previsione e, di conseguenza, la sua inidoneità quale parametro giustificativo.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 30/12/2016, n.12873

Controversie per il riconoscimento dello straordinario

In tema di lavoro subordinato, nelle controversie aventi ad oggetto la domanda di accertamento e riconoscimento dello straordinario, la prestazione di lavoro supplementare o straordinario va provata dal lavoratore in maniera specifica e rigorosa quanto alle ore lavorate in più, senza possibilità di valutazione equitativa. Nel caso di specie alcuna prova che il ricorrente abbia svolto lavoro supplementare o straordinario in misura maggiore di quanto risultante dai fogli paga stessi e già retribuito, con conseguente infondatezza della relativa domanda di pagamento di differenze retributive.

Tribunale Pescara sez. lav., 24/06/2016, n.633

Giustificativi del costo della manodopera e lavoro supplementare

Il lavoro supplementare è una modalità di organizzazione del lavoro (volta a consentire un legittimo risparmio di spesa) perfettamente compatibile, ai sensi della vigente contrattazione collettiva di settore, con l’assolvimento delle esigenze aziendali sottese alla tipologia di appalto.

L’eventuale rifiuto del lavoratore riguarda un profilo attinente ai rapporti interni tra datore e lavoratore, senza intaccare la significatività dell’impegno giuridico assunto dall’impresa nei confronti del committente, sempreché il ricorso al lavoro supplementare (e straordinario) sia contenuto in una percentuale limitata.

Un utile anche esiguo di per sé solo non equivale a determinare l’anomalia dell’offerta, al più costituendo un indice sintomatico da cui l’amministrazione – ma non il giudice amministrativo – debba trarre spunto per procedere ad una verifica accurata dell’equilibrio complessivo dell’offerta (ex plurimis, Cons. Stato, V, 17 luglio 2014, n. 3805).

Consiglio di Stato sez. V, 08/05/2020, n.2900

Lavoro supplementare e diritto alla maggiorazione dovuta al lavoratore

Nel giudizio di accertamento del diritto alla maggiorazione dovuta al prestatore di lavoro subordinato per l’esecuzione di ore di lavoro supplementare, interamente o parzialmente non retribuite dal datore di lavoro, incombe sul lavoratore, in primo luogo, l’onere di allegare, in modo specifico e dettagliato, il numero delle ore effettivamente lavorate nonché di fornire, in conformità ai principi generali in tema di ripartizione dell’onere probatorio, la prova del superamento dell’orario di lavoro normale, affinché possa oggettivamente riscontrarsi, rispetto all’articolazione oraria contrattualmente stabilita, l’eccedenza lavorativa a fondamento dall’integrazione salariale rivendicata.

Invero, la maggiore quantità di lavoro prestato per una durata superiore rispetto al monte ore concordato tra le parti, rappresenta il fatto costitutivo del credito retributivo maturato dal lavoratore, corrispondente alla differenza economica tra quanto spettante in ragione della prestazione effettivamente svolta e quanto corrisposto dall’ente datoriale sulla base dell’articolazione oraria prefissata.

Tribunale Siracusa sez. lav., 05/11/2019, n.1226

Lavoratore part time: può rifiutare lo svolgimento di lavoro supplementare?

La possibilità per il lavoratore part – time di rifiutare lo svolgimento di lavoro supplementare, rende del tutto aleatoria la previa quantificazione delle relative ore da parte del datore di lavoro e, conseguentemente, affetto da un evidente errore di fatto il giudizio di affidabilità dell’offerta espresso dalla Commissione, laddove appare aver considerato il lavoro supplementare alla medesima stregua del lavoro straordinario.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 30/12/2016, n.12873



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2 Commenti

  1. Il mio capo non mi paga lo straordinario. Io lavoro sempre oltre l’orario di lavoro e lui fa orecchie di mercante. Credo che il lavoro debba essere retribuito correttamente perché impieghiamo il nostro tempo a lavorare e a lavorare costantemente ma non abbiamo tempo di vivere e di dedicarci ai nostri hobbies. Ecco se facciamo queste rinunce è per cercare di migliorarci e mettere da parte qualche soldo in più da investire nel nostro futuro, ma è demotivante non essere apprezzati come si dovrebbe. Poi, figuriamoci quando lo stipendio ci viene pagato con mesi di ritardo e devi pregarli in cinese per avere la retribuzione che ti spetta…

  2. Il mio capo è molto corretto. Come tutti dovrebbero essere. Se lavoro nel weekend e mi chiede dei lavori extra mi segna in busta paga lo straordinario ed è molto equo.

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