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Clubhouse: come funziona il nuovo social

26 Gennaio 2021 | Autore:
Clubhouse: come funziona il nuovo social

Comincia a spopolare anche in Italia la piattaforma che consente di partecipare a delle conversazioni in audio. Ma solo su invito e, per ora, solo su iPhone.

C’è una battuta spagnola di vecchia data che dice: «Visto che eravamo già in pochi, ora la nonna è rimasta incinta di gemelli». La frase ironica salta fuori, ad esempio, quando ci si trova in un posto molto affollato e si vede che arrivano due pullman di turisti o quando si moltiplicano quelle cose che già esistono in abbondanza. Ecco, questo è l’esempio nostro. Non si può certo dire che ci siano pochi social network in giro per Internet. Ora, ne è arrivato un altro che sta già spopolando. Si chiama Clubhouse. Come funziona il nuovo social? Se pensi che sia una piattaforma come le altre in cui puoi vedere foto o video e chattare con gli amici, sei fuori strada. Qui, non si guarda o si legge: si ascolta. E si parla anche, certamente, perché il social è interattivo.

Insomma, è come se si trattasse di un enorme gruppo in cui esistono solo i cosiddetti «vocali». Buona parte del suo successo la si deve al fatto che tra gli iscritti ci sono molti personaggi famosi.

Ti incuriosisce? Allora leggi come funziona il nuovo social Clubhouse.

Clubhouse: che cos’è e come funziona?

Dimentica i social così come li hai conosciuti finora. Clubhouse è una piattaforma ancora in fase di sperimentazione (ma già arrivata in Italia) in cui ci sono soltanto dei contenuti audio condivisi tra i partecipanti. Una delle sue caratteristiche principali, forse la più importante, è che se ne può entrare a far parte solo su invito. Quindi, non è possibile iscriversi e cominciare a scambiare dei commenti con altri frequentatori del social: se non si è invitati, l’unica cosa che si può fare è creare un account da tenere nel cassetto in attesa di essere contattati da altri utenti iscritti per partecipare.

Clubhouse è organizzato in «stanze» tematiche nelle quali entrare solo per ascoltare o per avviare delle conversazioni. Ogni iscritto può anche creare la sua «stanza».

Chi ha concepito questo nuovo social non ha pensato soltanto ad un luogo in cui parlare del più o del meno, ma ad un prodotto (come si legge sul sito ufficiale) «basato sulla voce, che permette alle persone, ovunque si trovino, di chiacchierare, raccontare storie, sviluppare idee, approfondire amicizie e incontrare nuove persone interessanti in tutto il mondo».

L’app è stata sviluppata dall’imprenditore della Silicon Valley Paul Davison e dall’ex impiegato di Google Rohan Seth.

Clubhouse: l’immancabile algoritmo

Per adesso, l’app di Clubhouse è scaricabile in Italia solo su iPhone. Il social è ancora in «modalità beta», cioè in fase di sperimentazione e di sviluppo.

Ad ogni modo, chiunque abbia un iPhone può utilizzare l’applicazione per creare il proprio account ed attendere l’invito a partecipare da un utente che sia già iscritto al social. Una volta dentro, l’app mostra l’elenco delle chat che si stanno svolgendo in quel momento, delle conversazioni che si terranno successivamente e delle persone che avranno il ruolo di moderatore.

Non pensare che sarai solo tu a decidere quali chat troverai sull’applicazione: come tutti i social che si rispettino, anche Clubhouse ha un algoritmo che, in qualche modo, detta legge. È lui a decidere quali conservazioni proporti in base alla tua età, al tuo lavoro, ai tuoi interessi, ai contatti che hai all’interno del social. In questo modo, ti mostrerà le chat di politica, di spettacolo, di musica o di qualsiasi altro argomento che, a priori, tu possa gradire.

Clubhouse: è un social sicuro?

Per questo nuovo social, una garanzia potrebbe essere il fatto di avere già più di 600mila utenti in tutto il mondo, alcuni dei quali sono nomi altisonanti dello spettacolo (uno su tutti la mitica signora del talk show americano Oprah Winfrey). Tuttavia, come spesso accade, su Clubhouse non è oro tutto quel che luccica.

Il New York Times, ad esempio, ha sollevato il problema della privacy: il rispetto del trattamento dei dati personali degli utenti, infatti, sarebbe – secondo il quotidiano Usa – piuttosto approssimativo. Altri organi di stampa di oltreoceano, invece, hanno fatto notare che il social non ha i filtri adeguati ad impedire o prevenire in modo adeguato delle molestie online o degli attacchi razzisti.

Inoltre, le conversazioni non si possono registrare, quindi le chat audio non lasciano alcuna traccia. Potrebbe essere un vantaggio per evitare eventuali ritorsioni o l’utilizzo di una determinata dichiarazione fuori contesto. Ma potrebbe anche essere uno svantaggio se si pensa che, in questo modo, un utente è libero di offendere o di minacciare pesantemente un altro sapendo che non ci sarà alcuna prova di ciò che ha detto. Anche se, come noto, oggi la tecnologia consente di registrare un audio telefonico in altri modi.

Questo sarà uno degli aspetti che gli sviluppatori di Clubhouse vogliono mettere a punto prima di uscire dalla modalità beta: capire se saranno in grado di gestire una comunità che un domani potrebbe contare decine o centinaia di milioni di utenti, come già succede con Facebook, Instagram, Twitter ed altri. L’effetto novità e la curiosità di scoprire una nuova piazza virtuale di cui, peraltro, non resta alcuna traccia, può generare un boom di iscrizioni. Che poi «il giocattolo» funzioni davvero, anche in termini di business, è un discorso tutto da vedere.



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2 Commenti

  1. Non se ne può più di tutti questi social. La gente dovrebbe trascorrere meno tempo su internet e potersi incontrare, uscire, viversi anche solo prendendo un caffè- Ovviamente, in questo momento storico non si può fare tutto quello che si poteva fare prima, ma la gente comunque preferiva stare attaccata agli smartphone anche quando poteva stare in compagnia. Ed era triste…molto triste vedere coppie a cena con la testa sui cellulari anziché guadarsi negli occhi e parlare e poi scattare il selfie di rito da postare sui social…

  2. Ci mancava anche questo social. L’hanno vista lunga perché anche su WhatsApp la gente preferisce mandarsi audio quindi perché non fare direttamente un’app ad hoc in cui si possano scambiare messaggi vocali. Ma quello che penso io è che meglio una bella telefonata anziché quei vocali interminabili! Non ha alcun senso. A meno che non ci si possa telefonare ovviamente, ma il fatto è che si tratta spesso di un botta e risposta di messaggi vocali. inutili a mio parere

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