Diritto e Fisco | Articoli

Pergotenda senza permesso di costruire: quando?

27 Gennaio 2021 | Autore:
Pergotenda senza permesso di costruire: quando?

Il pergolato coperto da una tenda rientra nell’edilizia libera solo se rispetta alcuni criteri, altrimenti occorre munirsi dell’autorizzazione per realizzarlo.

Una tenda in pergolato sul terrazzo o in giardino significa relax. Ma per godersi questa fresca comodità bisogna anche essere in regola con le norme sull’edilizia altrimenti si rischiano una denuncia e la demolizione.

La questione del titolo abilitativo necessario per realizzare una pergotenda è controversa: a volte, è classificata come attività di edilizia libera, altre volte invece viene qualificata come intervento che richiede il permesso di costruire. Allora come si deve fare? Bisogna capire come regolarsi ed eliminare le incertezze. Alcune recenti sentenze aiutano a fare chiarezza e fanno capire quando si può realizzare una pergotenda senza permesso di costruire.

La giurisprudenza in questi casi bada al sodo: non si lascia abbindolare dalla qualificazione dell’opera o dalle intenzioni soggettive del proprietario, punta invece a riconoscere alcuni criteri fattuali ed oggettivi che consentono di far rientrare l’intervento tra quelli che non richiedono nessun titolo abilitativo.

Conoscendo le regole che ora ti illustreremo, potrai sapere in quali casi non hai bisogno di autorizzazione per montare la tua pergotenda.

Pergotenda: cos’è?

La pergotenda è una copertura esterna realizzata con intelaiatura in materiali leggeri, come il metallo o il legno, su cui viene posata una tenda scorrevole o un telo retrattile. È un elemento d’arredo e viene installata su balconi e terrazzi o nei giardini.

La caratteristica principale della pergotenda è l’amovibilità: deve poter essere rimossa semplicemente smontandola; in questo, si distingue dalla tettoia. La pergotenda non ha muri, pilastri o pareti chiuse, ma soltanto pali di sostegno.

Pergotenda: quali autorizzazioni

Una pergotenda, così come l’abbiamo definita, non comporta un aumento di volumetria o di superficie utile. L’intelaiatura ha solo una funzione di sostegno e appoggio della tenda. Così l’opera non comporta una trasformazione edilizia o una modifica rilevante sotto il profilo urbanistico.

A differenza della tettoia, la pergotenda non è considerata una «nuova costruzione» [1] e non richiede il preventivo rilascio di un titolo abilitativo per realizzarla. Infatti, la sua funzione principale è quella di proteggere dal sole e di riparare dalle intemperie, come la pioggia e il vento. Si tratta dunque di un’opera precaria e non permanente.

Pergotenda: quando serve il permesso di costruire

Il permesso di costruire, invece, diventa necessario quando l’opera eccede queste funzioni e diventa una struttura fissa e stabile, in modo da creare un nuovo locale in uno spazio chiuso. In tal caso, viene realizzata una vera e propria opera edilizia e c’è una trasformazione rilevante del territorio.

È decisiva la circostanza dell’ancoraggio al suolo: se la struttura è sorretta da pali conficcati in profondità, cementati, e che magari sostengono non solo la tenda ma anche finestre scorrevoli, l’opera costituirà un intervento edilizio non certo precario.

Per valutare l’entità, anche le dimensioni contano: un manufatto esteso ed ampio in lunghezza, larghezza ed altezza ha più probabilità di entrare nel novero degli interventi soggetti al rilascio del permesso di costruire rispetto ad una piccola pergotenda di metratura contenuta, che svolge esclusivamente una funzione di parasole.

Pergotenda in regime di edilizia libera: i casi

Secondo la giurisprudenza amministrativa [2], la pergotenda che rientra nell’attività edilizia libera [3] poiché funge proprio da «elemento di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici» e la sua intelaiatura portante «si qualifica in termini di mero elemento accessorio, necessario al sostegno e all’estensione della tenda».

Inoltre, il fatto che essa è «in materiale plastico e retrattile» dimostra che «la copertura e chiusura perimetrale che essa realizza non presentano elementi di fissità, stabilità e permanenza».

La normativa di legge più recente [4] contempla le pergotende nel catalogo degli interventi realizzabili in regime di edilizia libera senza permesso di costruire.

Pergotenda: quando non occorre il permesso di costruire

Quello che conta dunque è il dato di fatto, le caratteristiche concrete dell’opera, non il nome che le si attribuisce. Una nuova sentenza [5] conferma questo principio, negando la qualifica di pergotenda ad un’opera realizzata con pilastri e travi in ferro ancorati a un basamento di calcestruzzo e con dimensioni estese (20 metri per 10).

Era stata realizzata senza permesso di costruire, “spacciandola” per pergotenda, ma il Comune ha rilevato l’abuso e ora deve essere demolita: il ricorso del proprietario è stato respinto.

A nulla rileva, in questo caso, il fatto che le tende siano avvolgibili: il tribunale ha ravvisato che questa costruzione «è saldamente ancorata al suolo ed ha una propria autonomia funzionale e strutturale» e non è certo destinata a soddisfare esigenze precarie e temporanee.

La pergotenda come opera precaria e amovibile

I giudici ricordano che «è precario ciò che non è stabilmente infisso al suolo» e chiariscono che «la precarietà dell’opera che esonera dall’obbligo del possesso del permesso di costruire postula un uso specifico e temporalmente delimitato del bene e non ammette che lo stesso possa essere finalizzato al soddisfacimento di esigenze non eccezionali e contingenti, ma permanenti nel tempo».

Qual è la pergotenda che non richiede il permesso di costruire

In definitiva, come ha ben spiegato il Consiglio di Stato in una recente pronuncia [6], la pergotenda che non richiede il permesso di costruire è quella che «non configura né un aumento del volume e della superficie coperta, né la creazione o modificazione di un organismo edilizio, né l’alterazione del prospetto o della sagoma dell’edificio cui è connessa, in ragione della sua inidoneità a modificare la destinazione d’uso degli spazi esterni interessati, della sua facile e completa rimovibilità, dell’assenza di tamponature verticali e della facile rimovibilità della copertura orizzontale».

Per saperne di più leggi anche questi articoli:


note

[1] Art. 3, comma 1, D.P.R. n.380/2001.

[2] Consiglio di Stato, sent. n. 6979 del 14 ottobre 2019 e sent. n. 306 del 25 gennaio 2017.

[3] Art. 6 D.P.R. n. 380/2001.

[4] Allegato n. 50 al D.M. 2/3/2018 “Glossario contenente l’elenco non esaustivo delle principali opere edilizie realizzabili in regime di attività edilizia libera, ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 222“.

[5] Tar Lombardia, Sez. II, sent. n. 2472/20 del 10 dicembre 2020.

[6] Consiglio di Stato, Sez. VI, sent. n. 3309 del 25 maggio 2020.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube