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Normativa taratura autovelox

27 Gennaio 2021
Normativa taratura autovelox

Controllo elettronico della velocità: le verifiche su autovelox e tutor che possono rendere nulla la multa.

Nel momento in cui la polizia decide di adottare sistemi di controllo elettronico della velocità come autovelox e tutor, deve innanzitutto dotarsi di modelli che hanno prima ottenuto il certificato di omologazione e, in secondo luogo, sottoporre tali apparecchi a un periodico controllo di affidabilità. Questa seconda verifica si chiama taratura. 

Nel 2015, la Corte Costituzionale ha decretato la nullità di tutte le sanzioni amministrative per eccesso di velocità, realizzate tramite apparecchi elettronici fissi o mobili, in assenza di taratura periodica. La periodicità è quella indicata nel libretto di istruzioni della macchina; in assenza di indicazioni, la taratura va eseguita obbligatoriamente una volta all’anno.

La Corte Costituzionale ha di fatto evidenziato una falla all’interno del Codice della strada che, infatti, non prevede espressamente l’obbligatorietà di tale verifica. In assenza di una normativa di rango primario, per stabilire quale sia la normativa sulla taratura autovelox bisogna attenersi ai decreti e ai pareri ministeriali nonché alle successive sentenze della Cassazione che hanno attuato tale obbligo.

Qui di seguito proveremo a fornire la più completa disanima di tutte le norme che si applicano alla taratura autovelox e tutor: il mancato rispetto di tali prescrizioni può infatti comportare, dietro apposito ricorso da parte dell’automobilista, l’annullamento della multa stradale. Ma procediamo con ordine.

Obbligo di taratura autovelox

Partiamo dalla regola più semplice: come indicato dalla Corte Costituzionale [1], tutti i sistemi di rilevamento elettronico della velocità, come tutor, autovelox, scout-speed e telelaser, devono essere sottoposti a check-up annuale (sono esclusi i Photored, ossia le telecamere al semaforo). Dunque, è nulla la multa elevata con un autovelox la cui taratura non è stata eseguita nell’ultimo anno.

In verità, come chiarito dalla circolare del ministero dell’Interno del 26 giugno 2015, già prima della sentenza della Corte Costituzionale del 2015, era prescritta la verifica periodica di funzionalità e taratura, con cadenza almeno annuale, delle apparecchiature di controllo da remoto o per la contestazione successiva delle violazioni in materia di velocità.

Affinché il cittadino sia messo nella condizione di verificare il rispetto di tale obbligo, il verbale contenente la contestazione dell’infrazione consegnato al trasgressore deve indicare la data dell’ultima taratura. In questo modo, è possibile accertare se la stessa è stata eseguita oltre un anno prima dall’infrazione.

Certificato di taratura autovelox

La taratura deve essere effettuata da soggetti privati che sono tenuti a compilare un certificato. Questo documento viene custodito dalla Pubblica Amministrazione e deve essere esibito al cittadino che ne faccia richiesta. In tal modo, l’automobilista multato può, prima di sollevare un eventuale ricorso al giudice di pace, accertarsi se l’autovelox o il tutor sono stati correttamente sottoposti a taratura. 

Modalità taratura autovelox

Con un parere del 2017 [2], il ministero dei Trasporti ha chiarito che la taratura periodica degli autovelox utilizzati sulle autostrade o nelle altre strade con limite di velocità superiore a 90 km/h deve avvenire in un autodromo, testati a una velocità di 230 km/h.

Per gli autovelox impiegati normalmente in città o in strade con un limite massimo rispettivamente di 50, 70 o 90 km/h sarà invece sufficiente provare l’efficacia elettronica del misuratore fino a 120, 140 o 160 km/h. Ovvero, incrementando di 70 km/h il limite massimo di velocità da controllare. 

Leggi sul punto “Autovelox: cos’è la taratura“.

Certificazione di qualità taratura autovelox 

Per la validità della sanzione elevata a seguito del superamento dei limiti di velocità, l’Amministrazione deve essere in grado di dimostrare non solo che l’apparecchio è stato tarato almeno una volta all’anno ma anche che la suddetta taratura periodica è stata fatta presso un centro ACCREDIA (designata quale unico organismo nazionale autorizzato a svolgere attività di accreditamento in applicazione dell’art. 4 n. 99 del 2009), ovvero presso lo stesso costruttore se abilitato alla certificazione di qualità aziendale secondo le norme ISO 9001/2000.

Il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 13 giugno 2017 ha previsto che «Le verifiche iniziali e periodiche di taratura devono essere eseguite, con emissione di certificato di taratura, da soggetti che operano in conformità ai requisiti della norma UNI CEI EN ISOIEC 17025:2005 (e future revisioni) come laboratori di taratura, accreditati da ACCREDIA o da altri organismi di Accreditamento firmatari a livello internazionale degli accordi di mutuo riconoscimento» (punto 2.2. dell’Allegato). 


note

[1] C. Cost. sent. n. 113/15 del 18.06.2015.

[2] Min. Trasporti, parere n. 6573 del 27 ottobre 2017.

[3] Cass. sent. n. 1608/2021 del 26.01.2021.


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