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Difendersi con un mazzo di chiavi da un’aggressione è legale?

27 Gennaio 2021
Difendersi con un mazzo di chiavi da un’aggressione è legale?

Armi improprie: quando è possibile colpire con un pugno nascondendo la punta della chiave tra le dita. 

Si parla spesso del divieto di portare armi in giro, anche se per legittima difesa. In questo divieto, non ricadono solo le armi tradizionali, come le pistole o i coltelli, ma anche quelle non convenzionali come catene, cacciaviti, tirapugni, seghe elettriche, chiavi inglesi e così via (sono le cosiddette «armi improprie»). Dell’uso di queste ultime va data una valida giustificazione alla polizia nel momento in cui dovesse trovarle addosso a un passante. 

Eccezionalmente, è ammesso lo spray al peperoncino, ma non il taser, lo storditore elettrico che può usare solo la polizia.

Essendo così rigorosa la nostra normativa, in molti si chiedono se sia legale difendersi da un’aggressione con un mazzo di chiavi. Potrebbe una persona stringere una chiave nel palmo della propria mano e farne uscire la punta tra le dita in modo da sferrare un pugno decisivo? La questione non è così scontata come può sembrare. Cerchiamo di fare il punto della situazione alla luce delle attuali norme vigenti.

La chiave è un’arma?

La chiave non è un’arma. Non è né un’arma propria, né un’arma impropria (ossia uno strumento che, seppur dotato di una propria funzione lecita, può essere impiegato per fare male).

Dunque, nessun agente di polizia potrà chiedervi perché siete usciti di casa con un mazzo di chiavi particolarmente lunghe o appuntite nelle tasche. Neanche se si tratta delle chiavi della cassaforte o della porta blindata della casa al mare. 

La chiave come difesa personale

Le chiavi non nascono come strumento di difesa personale. Eccezionalmente, però, possono essere utilizzate per tale scopo, ma solo se c’è un grave e urgente pericolo all’incolumità fisica propria o altrui. In buona sostanza, bisogna trovarsi in una situazione di necessità che richiede un intervento immediato, senza che sia possibile una soluzione alternativa rispetto all’uso della violenza. 

Chi si sente minacciato non può, solo per questo, colpire per primo. La difesa preventiva non è ammessa dalla nostra legge. 

Neanche le intimidazioni verbali come «Vedrai che ti faccio» oppure «Prima o poi ti ammazzo», oppure «Sei un codardo», per quanto possano essere lesive della propria serenità o dell’onore, non consentono l’uso della forza come reazione. Bisognerà piuttosto sporgere una querela, ma non farsi giustizia da sé. 

Quand’anche si sia dinanzi a una persona che stia per ricorrere alla violenza, laddove sia possibile scappare o chiedere soccorso alle autorità, non è ammessa la legittima difesa.

Insomma, per poter parlare di difesa personale è necessario che vi troviate indifesi davanti al vostro carnefice, in una situazione disperata dalla quale non potete sottrarvi agevolmente. Lì, allora, potete anche estrarre il mazzo di chiavi dalla tasca e usarlo per colpire al volto l’aggressore. Il vostro comportamento non potrà essere considerato reato in quanto rientra pienamente nella legittima difesa. Non importa, a quel punto, se le chiavi vengono usate per sferrare un pugno in viso o in pancia o semplicemente per respingere gli altrui colpi.

Quando non si possono usare le chiavi per la difesa personale

Come detto, l’uso delle chiavi per difendersi da un’aggressione deve risultare strettamente necessario e urgente. Non può cioè essere premeditato. Quindi, commette reato chi, prima ancora che si scaldino gli animi, nasconde nel proprio pugno la chiave in modo da utilizzarla nel momento opportuno. Si pensi a chi, intuendo che la discussione con alcune persone potrebbe degenerare, anziché sottrarsi ad essa ed evitare lo scontro, vi si getta a capofitto e attende che l’avversario faccia il primo passo per poi colpirlo con un pugno. Questa non è legittima difesa!

Il fatto di avere il tempo per predisporre le chiavi tra le nocche delle dita, proprio per rendere più letale il colpo, potrebbe essere incompatibile con la situazione di urgenza che richiede invece la legittima difesa, ma piuttosto un indizio di premeditazione; e, in questo caso, l’uso della chiave sarebbe assolutamente vietato.

In secondo luogo, la difesa deve essere sempre proporzionata all’offesa. Il che significa che laddove si possa respingere l’aggressione con un semplice pugno o una spinta, non c’è ragione di usare ulteriori strumenti che potrebbero causare una ferita più grave. L’uso delle chiavi allora potrebbe rientrare nell’eccesso colposo di legittima difesa laddove provochi un danno irreparabile al volto, in una situazione in cui non v’era alcun pericolo di vita per la vittima. 

Insomma, il consiglio è quello di usare le chiavi per difendersi da un’aggressione con molta moderazione e solo nei casi più gravi e pericolosi. Diversamente, si passa dalla parte della ragione a quella del torto. 



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3 Commenti

  1. Ora, io credo che a casi estremi, estremi rimedi. Non è che uno debba sfregiare l’aggressore per voglia di vendicarsi ma evidentemente perché non è stato in grado di difendersi altrimenti. Purtroppo, ci sono momenti in cui non riesci a ragionare e l’unico modo che riesci a trovare per difenderti da un’aggressione può essere sbagliato ma anche l’unico in quel momento

  2. Talvolta, tutto si gioca nel giro di pochi attimi… e devi trovare una soluzione che possa consentirti di tutelarti e non fare del male al tuo aggressore? Beh, ma allora perché l’aggressore non evita di disturbare e non sta al posto suo? È chiaro che qualsiasi strumento può trasformarsi in un’arma un certi casi ma finché si tratta di trovare un modo di tutelarsi tutto va bene… Se dovessi passare da aggredito ad aggressore poi ti prendi pure le conseguenze….

  3. Ma basta avere lo spray al peperoncino no? Ma andassero a farmi il piacere. Ora. Ci manca che uno deve dichiarare le chiavi come armi. Io capisco che la gente si ponga certe domande stupide, ma siamo alla frutta se davvero c’è qualcuno che arriva a pensare alle chiavi come arma. Sicuramente, in un momento di aggressione anche un ombrello diventa un’arma

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